martedì 19 gennaio 2010

addii

C'è un gesto che mi commuove profondamente. Quando un uomo colmo di dolore china la spalla per sostenere la bara che contiene il corpo della figlia, della madre o del padre o di un fratello, di una sorella  o della sposa. Nell'atto di sopportarne il peso c'è il desiderio di fare ancora qualche cosa per la persona amata e perduta ma esso mi appare anche come il gesto con cui ci si piega, ci si sottomette e si accetta il dolore di quella perdita.
Ai maschi è riservato questo gesto virile ed ogni volta che li vedo mentre piegano le spalle e tendono i muscoli, con i loro cigli asciutti e i loro sorrisi rigidi, io provo per loro e per il loro dolore una grande tenerezza piena di pietà.

8 commenti:

  1. E sono anche terribilmente soli, il dolore è individuale, una mano tesa lo allevia ma è la singola persona a dover lottare per superarlo.
    ciao
    gio

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  2. hai ragione, hai colto il senso di un gesto ormai acquisito come formale.
    ciao simona

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  3. per alcuni non è affatto un gesto formale, è proprio come l'hai descritto tu

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  4. @ la mente persa: non si dovrebbe mai piangere da soli, ma purtroppo il dolore è come dici tu, individuale
    marina

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  5. La rivista e' curata da diversi blogger, tra cui Silvio di Giorgio.
    Io non ho collaborato, ma mi piace leggerla :)

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  6. E' stato uno dei momenti d'intensa commozione anche per me, quando ho visto fare quel gesto di grande amore.
    Ermanno

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  7. Che dolore... Tanto dolore e tanto amore nello stesso tempo

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  8. Un giorno ho provato un forte dolore dentro. E' stato quando mi è venuto da pensare che quando morirà mio padre forse non potrò sorreggere la bara a causa del mal di schiena. Le tue riflessioni illuminano meglio quel pensiero.
    Grazie.

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