Visualizzazione post con etichetta metablog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta metablog. Mostra tutti i post

sabato 5 settembre 2020

suggerimenti?

 Ho cercato in Internet, ma l'unica soluzione alla lentezza del caricamento che ho trovato è diminuire il numero di post che compaiono nella home page. Li ho dimezzati, ma è lento come prima.

Da che cosa può dipendere?

Provo a togliere tutte le foto?

Se avete suggerimenti li accolgo a braccia aperte.

Grazie.


mercoledì 24 giugno 2020

Easy blog, I love you!

La felicità è quando trovi l’App per tenere in vita il tuo blog su iPhone e iPad! 

domenica 3 giugno 2018

Contrordine compagni!

NOTA BENE-
Il blog di cui parlo è lì morto.
Lì sta bene.






Cari amici, oggi sono molto fiera di me. Ho effettuato un' operazione di altissima tecnologia. Almeno per le mie ridotte capacità.
Ho importato in questo blog il blog essenzialmenteinezie che avevo aperto qualche mese fa perché sostituisse questo.
Perché l'ho fatto?
Perché mi sono accorta di provare quasi un senso di colpa per aver abbandonato il vecchio blog. Perché ho pensato che era inutile fare un nuovo blog per separarmi dal vecchio se poi ogni tanto tornavo a sfogliarlo, a rileggerlo ora qui ora là.

Il senso di estraniamento che provo rispetto alla Marina che ero è rimasto, un disagio che non riesce a trasformarsi in tenerezza o nostalgia. Forse accadrà, forse no.
Ma in una cosa almeno sono sempre la stessa Marina: quando faccio una sciocchezza sono pronta a riconoscerlo.
Non è cambiando il template, l'intestazione o le etichette che si testimonia un cambiamento.
Così ecco che le inezie essenziali e le essenzialmente inezie si sono riunite.
indipendentemente da quello che io sento e so di me.


P.S.
Qui di seguito ho incollato quello che era il biglietto di benvenuto del blog essenzialmente inezie -il blog 2, lo chiamerò così- come trait d'union tra le mie due creature.
Invece i pochi post che vi erano pubblicati li ha importati per me Blogger e li ha disposti in ordine cronologico.

Cari amici, eccomi qui. Se siete arrivati qui è perché siete passati sul mio blog storico e ve ne ringrazio. L'ho lasciato lì, dopo dieci anni di vita, dal 2007 al 2017. Era andato rarefacendosi e inaridendosi, un lento morire che mi dava anche disagio.
Quando, in cerca non so di cosa, rileggevo un vecchio post toccavo dolorosamente con mano quanto io fossi cambiata e quanto l'identità di quella marina si fosse sfarinata. E non conta se quella marina valesse poco o tanto. Ero io e non lo sono più.
Perciò ho fatto una capriola grammaticale e ho dato inizio al blog del mio presente, della marina che sono oggi.


Da "inezie essenziali" a "essenzialmente inezie" il significato slitta e non di poco.
Quando scrivevo "inezie essenziali" ritenevo, evidentemente, che nelle inezie che via via venivo scrivendo ci fosse qualcosa di essenziale che chiedeva di essere scritto e forse meritava di essere letto. Essenziale per me e, perché no, per qualcun altro nella blogosfera; qualcuno che si scoprisse in sintonia con il mio modo di sentire e, almeno in parte, vi si riconoscesse.
Ma trasformando quell'aggettivo "essenziali" in un avverbio "essenzialmente" il significato cambia e non superficialmente.
Infatti "essenzialmente inezie" dice che quello che scrivo è fatto alla radice di inezie, che smettono di essere essenziali.

Se sono rimasta comunque nell'ambito lessicale della essenzialità e della inezia una ragione, un significato c'è. Per ora è confuso anche per me, ma penso che pian piano verrà fuori.

Comunque, perché scriverle queste piccolezze, questi nonnulla, queste minuzie? Quanto narcisismo mi porta a scriverle?
In tutti noi che affidiamo a un blog i nostri pensieri, ricordi, versi o versetti, racconti, riflessioni, un po' di narcisismo è sempre presente. Almeno credo.
Ma, dato per scontato il mio tasso di narcisismo, per non farmi torto, tra le ragioni del mio scrivere aggiungo la mia solitudine e il mio bisogno di comunicare i miei nonnulla di oggi. 
A presto, marina

domenica 25 marzo 2018

ops!

Amici, mi dispiace per i casini nei commenti. Non so cosa stia succedendo al mio programma di posta, Mail di Apple. Mi smista le notifiche di Blogger a caso. O nello spam, o nell'archivio o nella casella Google. E NON in Entrata!!!
Cercherò di mettere ordine. Per ora credo di aver rintracciato i commenti che ho ricevuto fin qui e di averli pubblicati. Se non è così mi scuso. E vi ringrazio per la pazienza.

venerdì 23 marzo 2018

rieducazione da blogger

Insomma, non ci capisco più niente! Programmo i post e Blogger non me li pubblica; ho chiesto di  ricevere le notifiche dei commenti e Blogger me le mette in Archivio e non li trovo se non dopo ricerca specifica; tento di mettere nella home l'elenco dei blog che seguo e Blogger se lo inghiotte.
Secondo me Blogger non vuole proprio avere più niente a che fare con me. 

Ma queste sono piccole cose e ne verrò a capo.
Invece, nel tentare di recuperare i miei vecchi amici di blog ho scoperto che ben sei (6) sono stati chiusi. 
Li ho immaginati, questi vecchi amici, stanchi, disillusi, ma immaginarli così mi ha stretto il cuore, soprattutto perché mi sono vista in loro.
Allora ho deciso di immaginarmeli impegnati in nuove esperienze. 
Sì, voglio immaginarli così, tutti ragionevolmente contenti delle loro vite.
Un brindisi.



Silvestro Lega 1826-1895

giovedì 15 marzo 2018

Verso Essenzialmente inezie



NOTA BENE
Il nuovo blog è lì morto.
Non ha mai preso vita


Cari amici, vi informo che ho messo in sonno il mio blog storico, inezie essenziali. È vissuto dal 2007 al 2017, rarefacendosi e inaridendosi fino a scomparire.
Perché, pur non cancellandolo, l'ho consegnato al passato?
Per creare una cesura ben evidente, tra un tempo e un altro tempo.
Per non toccare dolorosamente con mano ogni volta che apro questo blog (mi capita, di rado ma mi capita) quanto io sia cambiata e quanto l'identità di quella marina si sia sfarinata. E non conta se quella marina valesse poco o tanto. Ero io e non lo sono più.
Perciò ho fatto una capriola grammaticale e ho dato inizio al blog del mio presente, della marina che sono oggi. Intanto vi riporto identiche queste mie annotazioni e da domani comincerò a nutrirlo, pian piano delle mie nuove tracce.
Si chiama Essenzialmente inezie essenzialmenteinezie.blogspot.com

Da "inezie essenziali" a "essenzialmente inezie" il significato slitta e non di poco.
Quando scrivevo "inezie essenziali" ritenevo, evidentemente, che nelle inezie che via via venivo scrivendo ci fosse qualcosa di essenziale che chiedeva di essere scritto e forse meritava di essere letto. Essenziale per me e, perché no, per qualcun altro nella blogosfera; qualcuno che si scoprisse in sintonia con il mio modo di sentire e, almeno in parte, vi si riconoscesse.
Ma trasformando quell'aggettivo "essenziali" in un avverbio "essenzialmente" il significato cambia e non superficialmente.
Infatti "essenzialmente inezie" dice che quello che scrivo è fatto alla radice di inezie, che smettono di essere essenziali.

E dunque perché scriverle queste piccolezze, questi nonnulla, queste minuzie? Quanto narcisismo mi porta a scriverle?
In tutti noi che affidiamo a un blog i nostri pensieri, ricordi, pseudo versi e versetti, pseudo racconti, il narcisismo è sempre presente. Non raccontiamoci storie.
Ma, dato per scontato il mio tasso di narcisismo, per non farmi torto tra le ragioni aggiungo la mia solitudine e il mio bisogno di comunicare i miei nonnulla di oggi.
A presto, marina

sabato 26 luglio 2014

riflettendoci...

Ho cancellato un post che, riflettendoci, mi è parso troppo personale. Ma ho tenuto tutti i vostri commenti perché mi hanno aiutata a decidere che farne. Grazie, marina

martedì 22 luglio 2014

domenica 29 giugno 2014

Tereza, dove sei?





Non posso più accedere al blog di Tereza, perché è diventato un blog ad inviti e non sono stata invitata.

giovedì 12 settembre 2013

grazie

Voglio ringraziare chi ancora passa sul mio blog, perché lo fa per affetto. E io lo sento, marina

mercoledì 3 luglio 2013

bloggo nuda o mi copro?

da "L'opera struggente di un formidabile genio" di Dave Eggers

"Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private (...) significhi -proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima- che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? la lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No....quella pelle non è più sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso..."




giovedì 16 maggio 2013

verso una nuova twittavventura

Nasce il sito Twitteratura, e per prima cosa i suoi ideatori ci rassicurano:

"La “twitteratura” non esiste.

Esiste invece la possibilità di divulgare grandi contenuti sfruttando le potenzialità di twitter e della letteratura: immediatezza, rapidità, sintesi."


La prossima sfida sono gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini. Si parte il 10 giugno. Chi vuole può aggregarsi...
Qui tutti i particolari

lunedì 1 aprile 2013

comunicazioni di servizio

Ciao Enzo, non riesco ad entrare nel tuo blog Omologazione non richiesta. Poiché so benissimo che non è intenzionale...provvedi ;-)

Non riesco a commentare sul blog di Romina: Wordpress non mi riconosce e neanche mi invia una nuova password. Boh

Da Willyco non si commenta. Perché?

scuse

Mi sono accorta solo adesso che parecchi commenti erano finiti nella moderazione e non me ne ero accorta. Vi chiedo scusa. Li ho appena recuperati e pubblicati.
ciao, marina

sabato 16 marzo 2013

velleità


Non riesco a portare avanti con regolarità questo blog, figuriamoci l'altro! Ho deciso che non lo chiamerò fallimento, sarò indulgente con me stessa. Dirò solo velleità.

lunedì 14 gennaio 2013

si parte con #Leucò

Per quanto possibile con le mie oscillazioni di energia vi terrò informata sullo svolgimento del progetto #Leucò su Twitter.
Ove mancassi potrete comunque seguire la lettura sul blog di Simona Scravaglieri 


In linea con la mia natura contraddittoria sto riflettendo sul senso della mia attività di blogger e di conseguenza scrivo poco; in compenso vi leggo di più anche se non trovate i miei commenti.
Passo e rifletto.

ciao, marina

mercoledì 9 gennaio 2013

(non sanno) scherzare sulle cose divine...

La fondazione Cesare Pavese  lancia una sfida culturale molto interessante: usare Twitter per divulgare un'opera letteraria. Per chi non frequenta Twitter l'operazione può essere spiegata semplicemente così:
Scelta l'opera -in questo caso I dialoghi di Leucò di Cesare Pavese- ne verrà fatta una riscrittura collettiva, attraverso la formula stringente dei 140 caratteri a tweet. La sintesi costringerà ad un tuffo profondo nel significato e nell'essenza delle potenti immagini create da Pavese.

Un "capitano" ogni tre giorni indicherà la rotta con un tweet di partenza, uno starting-tweet e chiunque potrà rispondere entrando in dialogo con tutti gli altri e, soprattutto, con l'opera stessa.
Sono previsti 27 dialoghi ("flussi"), ognuno per ogni capitolo del libro; si parte lunedì prossimo, 14 Gennaio 2013 e la lettura-scrittura terminerà il 4 aprile 2013.

Questo livello di partecipazione è già complesso e non a caso il "capitano" si chiamerà Titano. Il lavoro si svolgerà con andamento diacronico, lungo i capitoli dell'opera, e i tweet prodotti verranno raccolti e archiviati dalla fondazione. Per ogni capitolo verranno selezionati i 24 tweet migliori.
La scelta verrà effettuata, penso, sulla base della loro pertinenza e significatività ma anche in base alla capacità di interagire-per temi o suggestioni o spunti interpretativi, concordanze o discordanze- con ognuno degli altri flussi. Sarà questo a dare vita ad un supertesto e ogni twitter potrà scegliere se intervenire a livello diacronico o sincronico.

Hashtag da cercare è #Leucò. Maggiori dettagli li troverete sul sito della Fondazione.

Io sono entusiasta dell'idea, mi intriga questa possibilità di un uso divulgativo del social-network Twitter nel campo della letteratura e ancor più perché il "gioco" si applica a quell'opera straordinaria e amata e da ricomprendere ogni volta che è Dialoghi con Leucò.
La sto rileggendo. Forse non avrò il coraggio di scrivere il mio tweet ma è sempre meglio tenersi pronti!
La mia versione Einaudi 1968

sabato 22 dicembre 2012

casini vari

Il nuovo blog essenzialmente libri è forse un po' troppo moderno per me...
Da quello che ho capito si clicca su una delle foto e il post si apre, per leggerlo si fa scorrere verso il basso un rettangolino nero che compare a destra. Sotto il post c'è lo spazio per i commenti.
Invece lo spazio per iscriversi l'ho tolto. Era un gesto di pura vanità,vergogna.
Quando il blog si apre alla home page, a destra c'è un rettangolo nero che percorre tutta la pagina. Passandoci sopra si vede l'archivio,  le etichette, i blog segnalati (che sto inserendo un po' per volta),  l'avviso per il copyright, la segnalazione del mio libro e infine il mio profilo. Forse ho messo troppe voci diverse e non si riesce a vederle tutte. Ci devo lavorare un po'. Scusate.
Che poi perché dovreste fare tutti questi sforzi? boh

giovedì 15 novembre 2012

chi? cosa? dove?

Sono mancata parecchio tempo dalla blogosfera e mi chiedo quali voci nuove l'abbiano arricchita.
Avete qualche blog interessante da segnalarmi?

martedì 6 novembre 2012

dialogo con un' Anonima Amica.

Ho ricevuto un commento al mio ultimo post in cui parlavo del mio modo di usare Facebook e Twitter secondo i miei bisogno e scrivevo : "In questo senso uso anche le persone con cui interloquisco; ma ognuno di loro usa me per funzioni che lui solo conosce, quindi..."

Un' Anonima Amica ha commentato così:
Scrivo di getto e non freno la rabbia. Non contro di te, Marina, ovviamente, anzi ti abbraccio con affetto.
Quella frase ha fatto crollare la diga ed ecco la valanga: io non ne posso più di essere usata! Mi usano tutti: per i loro scopi, per il loro tornaconto, per i loro fini, per il loro diletto, per i loro sentimenti! Certo, regalo a tutti il beneficio della buona fede, ma l'uso è costante e brucia. Almeno me! Non voglio usare e non voglio essere usata: vagheggio relazioni buone, generose, affettuose. Sogno premure, attenzioni, simpatia. Mi manca l'empatia, l'occuparsi di me, il pensare a come farmi piacere. Tutto è un uso e un utilizzo, quando e come si vuole, denominatore permanente di giornate che corrono e scavalcano la persona, distruggendola.
Non rileggo, anche se so di non essere stata chiara... Mi scuso e mi affido all'interpretazione benevola di chi vorrà dipanare questa complicata matassa.

Questo è quello che mi sento di rispondere:
Essere usati, già. Capisco la tua rabbia, Anonima Amica. In questo momento ne ho anche io: proprio ieri sono stata usata come testa di ariete e per di più da una persona cara. 

Ma mi chiedo: chi di noi non lo fa? chi è davvero kantiano? Chi riesce a considerare sempre l'altro come fine e non come mezzo? Siamo tutti antikantiani, tutti; magari senza rendercene conto, ma lo siamo. Un bisogno, forse urgente, una debolezza, un desiderio, una paura e la spinta a raggiungere il nostro fine: qualcuno è davanti a noi ed ecco che quel qualcuno lo useremo per il soddisfacimento del nostro bisogno, per quello che chiamerò genericamente "sollievo".
Lasciamo da parte i cinici, gli strumentalizzatori di professione, gli inveterati opportunisti. Se ci imbattiamo in costoro non c'è che la rabbia e lo sconforto. Ma se abbiamo di fronte un qualunque essere umano, che ci sia un utilizzo è inevitabile. Talvolta è reciproco, talvolta a senso unico, ahi ahi...Ma se è sempre a senso unico è anche una nostra responsabilità; spesso ci lasciamo usare, per nostri problemi personali. Ad esempio, se si fa leva sulla mia facilità a sentirmi in colpa per qualsiasi cosa, chiunque può usarmi. Rappresento, in questo senso, una grande tentazione. Sono un boccone facile e irresistibile.

Non credo poi che si tratti di non voler usare e farsi usare, quanto di essere capaci di non usare e di non farsi usare. Èd è difficile, molto.
E chi di noi non vagheggia relazioni buone, generose, affettuose? Forse sono un'ottimista o una ingenua ma penso che ognuno di noi ne abbia alcune come queste: relazioni soddisfacenti in cui ci si migliora a vicenda proprio perché ci si tratta con generosità, per puro affetto, senza aspettarsi niente dall'altro. Io ne ho. Certo, rispetto al numero delle altre, sono poche, ma ho imparato a farmele bastare, a non aspettarmi le premure, le attenzioni, la simpatia invece del disinteresse, anzi del proprio personale interesse: pratico o psicologico che sia. Spesso mi basterebbe il rispetto, senza premure, di me e delle mie caratteristiche, debolezze e fragilità comprese. Chi di noi non vorrebbe l'empatia, l'occuparsi di noi, il pensare come farci piacere? Scusami, ma queste richieste o aspettative, secondo me  possiamo averle solo rispetto ad alcune persone, non come regola nei rapporti. Il mondo non è come noi lo vorremmo, perché noi umani non siamo così; cerchiamo tutti il soddisfacimento dei nostri bisogni e ci rivolgiamo qui e là e annaspiamo attaccandoci ad ogni àncora possibile. Nel far questo ci usiamo sì, reciprocamente. Oppure tu usi A, io uso B, B usa te con vari e diversi intrecci. È brutto? Lo è, ma prima che brutto è inevitabile, almeno secondo me. E, scusami ancora, sta a noi non farci distruggere. Forse  la mia accettazione, rispetto alla tua ribellione è il segno di una differenza di età (io non conosco la tua) o forse dipende da un tuo atteggiamento più idealistico, o più ingenuo, o più pretenzioso; o forse più generoso, moralmente migliore. Non lo so, ma giunta a questo momento della mia vita, scelgo solo relazioni in cui non mi sento usata. Essere usati fa male, ti capisco benissimo. Aggiungo che succede anche che qualcuno sia generoso, affettuoso, abbia attenzioni, e nel contempo ci stia usando: per qualche ragione in noi trova il soddisfacimento di suoi bisogni. Conosco persone di straordinaria generosità, volontarie in un campo difficilissimo, quasi impossibile, che si fanno carico del dolore altrui; loro stessi, se richiesti: come fate? rispondono che anche nella loro generosità c'è il soddisfacimento di un loro egoistico bisogno. Noi che veniamo soccorsi ci serviamo di loro e loro si servono di noi. Sono loro stessi a dirlo. E non mi meraviglia. Dal loro usarci esce del bene per noi. Ma la regola generale è che più spesso, quando ci usano, esce del male.
Sono cinica? Io credo di essere solo realista, ma questo non posso giudicarlo io.
Però, per non finire nell'amarezza, io credo anche che ognuno di noi possa un pochino migliorarsi, che possiamo fare degli sforzi, ottenere piccoli risultati. Sono quindi una realista ottimista? Non lo so.

Spero di averti risposto senza sbagliare nell'interpretare il tuo pensiero, Anonima Amica. 
Voglio spingere la mia sincerità proprio al suo limite. Nel rispondere a te, rispondo anche ad un'altra persona cui avevo bisogno di dire queste cose. Non credi che, in questo senso, e paradossalmente, anche io ti abbia usata? Eppure non volevo, ho solo approfittato dell'occasione: ho approfittato anche di te? Spero di non aver perso il tuo affetto, marina

P.S. Non riesco a rendere omogenea la dimensione dei caratteri, scusate