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giovedì 23 giugno 2016

addio, Sara

È morta in un incidente Sara Iommi, giovane amica di blog.
Il mio dolore per lei e per la sua povera mamma.

La conoscevate forse come guccia.
Qui potete vedere chi è Sara  gucciaguccia.blogspot.com

giovedì 1 gennaio 2015

Cominciamo l'anno con la poesia

Voglio ricordare due poeti, due donne, che abbiamo salutato nel 2014:
Jacqueline Risset e Maria Luisa Spaziani

Qualche verso di Jacqueline Risset

Ceux qui aiment
ne soignent rien
regardent
écoutent battre le sang
qui vient du fond

coloro che amano
di nulla hanno cura
contemplano
e ascoltano pulsare il sangue
che viene dal fondo




                                                                 Jacqueline Risset



Maria Luisa Spaziani legge qui due sue poesie

                                                            Maria Luisa Spaziani

lunedì 7 luglio 2014

ricordando Maria Luisa Spaziani


                                                   Maria Luisa Spaziani (1922-2014)


Il 30 giugno ci ha lasciati Maria Luisa Spaziani.
La ricordo con queste sue poesie.


A sipario abbassato

Quando ti amavo sognavo i tuoi
sogni.
Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
-la meraviglia.


Nulla di nulla

Strappami dal sospetto
di essere nulla, più nulla di nulla.
Non esiste nemmeno la memoria.
Non esistono cieli.
Davanti agli occhi un pianoro di
neve,
giorni non numerabili, cristalli
di una neve che sfuma all'orizzonte
- e non c'è l'orizzonte.


venerdì 30 agosto 2013

il viaggio dell'anima poetica

Addio al poeta Séamus Heaney, Nobel per la letteratura






"Che scorra, scorra pure
il viaggio dell’anima con la sua guida,
ed i misteri di intermediari col bastone!....

sabato 16 febbraio 2013

amica all'infinito








È morta Marina Mariani, poeta 1928-2013



I
 miei amici
non mi cercano, non m'invitano a pranzo,
non mi telefonano mai;
non mi mandano auguri per Natale
ma sono miei amici.

Non mi fanno regali,
non m'aiutano a vivere
con raccomandazioni o altre cose;
ma mi aiutano a vivere
perché sono miei amici.

Noi non c'incontriamo in piscina,
non combiniamo le vacanze insieme,
non facciamo progetti di lavoro.
Non ci portiamo scambievolmente le sigarette
né la busta del latte
quando l'altro è ammalato;
n on ci raccontiamo i reumi e le tasse.

Non ci facciamo carezze d'amore
né di solidarietà
né di pietà.

Pure - bisogna dar credito
al prodigio; e la geometria
non è favola -
le nostre esistenze parallele
s'incontrano in un punto
all'infinito.

venerdì 23 novembre 2012

uccidersi a 15 anni


"Mi consolo un poco tentando di dirmi che sono un uomo cattivo, e che gli altri, i buoni, i veri, non sono così: questo mi rialza un po' il morale, perché ho soprattutto il bisogno di credere nell'umanità."
Romain Gary


Come credere oggi nell'umanità? Oggi viene da credere nel peggio dell'umanità. Ci troviamo di fronte ad un campione di esseri umani che per voglia di  ferire, per arretratezza culturale o per indifferenza fanno sentire il peso di una condizione -di un modo di essere o di sentirsi semplicemente diverso- come un peso intollerabile che non consente altro che l'annientamento di se stesso. A 15 anni. 
Non sappiamo con esattezza quale davvero fosse la condizione divenuta intollerabile di questo giovane adolescente, quasi ancora un bambino; ci sono voci e spiegazioni diverse: una omosessualità che tentava di affermarsi eppure aveva paura, apparentemente sfrontata ma invece fragile; oppure no, forse pura e semplice originalità, voglia di épater les bourgeois. O ancora il mettere la testa fuori, guardare il mondo e nel mondo cercare di capire quale posto prendervi. Allungare le mani e tastare, buttare lì gesti e parole solo per chiarire a se stesso la propria natura. E, nel fondo di questa natura, un residuo di mistero che sempre sfiora il suicidio. Un atto sempre da trattare con la delicatezza con cui si prende in mano la fragilità e la bellezza di un vetro.
Qualunque siano state le cause generali o specifiche esse sono fiorite in una società che, nelle sue figure di riferimento per un giovane, non hanno saputo capire, accettare, accogliere, sostenere.
Resta che lo abbiamo fatto tanto soffrire, che lo abbiamo lasciato solo, che gli abbiamo fatto perdere ogni speranza e lo abbiamo perso.

venerdì 21 settembre 2012

ci ha accompagnati...













Un vagabondo canta e ruvidi
marinai ascoltano a un fanale.
Sulla strada appassiscono i gerani
bucati dai fari delle macchine,
autotreni scuotono l’asfalto,
i pioppi coprono fra lo stridio dei freni
l’agonia di un gatto sfracellato.
“A Senarica, amica di Venezia…”
fuochi verdi aprono la gola
ai cani sulle aie del monte
screziato da barbagli sereni all’orizzonte.
Il vecchio intona con pena un canto triste
e i fiori tremano, cadono,
muoiono nella polvere.



Roberto Roversi 1924-2012

giovedì 29 marzo 2012

Addio a Vigor Bovolenta

Vigor Bovolenta 1974-2012

Un ultimo balzo e un giovane uomo, un grande campione non c'è più.
Ciao, Vigor


mercoledì 28 marzo 2012

per Antonio Tabucchi


Antonio Tabucchi 1943-2012


da Fernando Pessoa: Il guardiano di greggi


"Hei, custode di greggi,
Là al bordo della strada,
Che ti dice il vento che passa?"

"Che è vento, e che passa,
E che già passò prima,
E che passerà dopo"


Non so dire perché Tabucchi non abbia mai parlato al mio cuore ma è grazie ad Antonio Tabucchi che ho conosciuto Pessoa. Basta questo per dargli un addio infinitamente grato.

mercoledì 21 marzo 2012

è morto Tonino Guerra

Tonino Guerra 1920-2012

I sacriféizi

Se mè ò studié
l'è stè par la mi ma,
ch'la fa una cròusa invéci de su nóm.

S'a cnòss tótt al zità
ch'u i è in chèva e' mònd,
l'è stè par la mi ma, ch'la n'à viazè.

E ir a l'ò purtèda t'un cafè
a fè du pas, ch'la n' vàid bèla piò lómm.
- Mitéiv disdài. Csa vléiv! Vléiv un bignè?

I sacrifici

Se ho potuto studiare
lo devo a mia madre
che firma con una croce.

Se conosco tutte le città
che stanno in capo al mondo
è stato per mia madre, che non ha mai viaggiato.

leri l'ho portata in un caffè
a far due passi
perché quasi non ci vede più niente
- Sedetevi, qua. Cosa volete? Un bignè?

venerdì 9 marzo 2012

è morto Elio Pagliarani

Elio Pagliarani 1927-2012

da Inventario privato

"Che ci portiamo addosso il nostro peso
lo so, che schermaglia d'amore è adattamento,
guizzo, resistenza necessaria perché baci
la nostra storia, i nostri uomo-donna
non solo all'ombra dei parchi,
l'imparo ora, forse..."

giovedì 2 febbraio 2012

è morta Wislawa Szymborska

Wislawwa Szymborska (1923-2012)


Il giorno dopo senza di noi.

La mattinata si preannuncia fredda e nebbiosa.
In arrivo da ovest
nuvole cariche di pioggia.
Prevista scarsa visibilità.
Fondo stradale scivoloso.

Gradualmente, durante la giornata,
per effetto d'un carico d'alta pressione da nord
sono possibili schiarite locali.
Tuttavia con vento forte e d'intensità variabile
potranno verificarsi temporali.

Nel corso della notte
rasserenamento su quasi tutto il paese,
solo a sud-est
non sono escluse precipitazioni.
Temperatura in notevole diminuzione,
pressione atmosferica in aumento.

La giornata seguente
si preannuncia soleggiata,
anche se a quelli che sono ancora vivi
continuerà a essere utile l'ombrello.



giovedì 1 dicembre 2011

è morta Christa Wolf


Christa Wolf 1929-2011


Prima di addormentarmi penso che di giornate come questa è fatta la vita. Punti che alla fine, se abbiamo avuto fortuna, sono congiunti da una linea. Ma penso anche che possono disgregarsi in un accumulo insensato di tempo passato, e che solo un costante, fermo, sforzo dà senso alle piccole unità di tempo in cui viviamo...

Christa Wolf- da "Martedì 27 settembre" 1960

in Sotto i tigli-Racconti. edizioni e/o- Roma 1986


grazie, Christa


martedì 18 ottobre 2011

Andrea Zanzotto 1921-2011


Apocolocintosi
-


Sì, zuccone, zucca mi dico

di una pasta molle e scondita

zucca che ogni più piccolo buco e striscia del cervello

ha assimilato pelle a pelle

Ma se giungessi ad una soddisfatta

zucchificazione,

davvero così burlone

e pacifico giocherellone

e bambinetto cicciotto come una zucca:

le ho viste trotterellare le piante di zucca sui prati

trotterellare lustre e a testa alta per di qua e per di là

emanazioni e trasformazioni di dèi fanciulli:

di cosa dunque, dovrei lamentarrni?

Come una zucca finalmente essere

largo darsi, in mangiare e dire;

in zucca e basta, contadina e gentile,

trasformarmi, morire... e in germogli partire...




lunedì 2 agosto 2010

caro Professore



Giovanni Jervis (25 aprile 1933-2 agosto 2009)

Caro Professore, da un anno esatto la sua voce mi manca. Non posso farglielo sapere, là dove lei non è perché il silenzio avvolge ormai la nostra relazione.
Un tempo, anche quando non ci parlavamo di persona, io potevo sempre rivolgermi idealmente a lei e sentire le sue parole di risposta chiare e nette nella mia testa. Ora cerco la sua voce dentro di me e non la trovo. Ora che ne avrei più bisogno. Forse solo in questo difficile periodo della mia vita mi rendo veramente conto di quanto grande sia stata la mia perdita quando lei ci ha lasciati. Non mi sento abbandonata, no. Ma in una solitudine difficile di cui so che è davvero il banco di prova del suo e del mio lavoro: del nostro lavoro insieme. Oggi vorrei confermarle quello che di buono e di forte lei vedeva in me, perché è forse il solo modo che ho per renderle davvero grazie per il suo aiuto. Al lavoro sono ormai sola perché, Professore, questo posso assicurarle: Lei non è sostituibile.



venerdì 18 giugno 2010

cosa sogna Josè?


"Dormì ciascuno come poté, con i propri sogni segreti, ché i sogni sono come le persone, magari simili, ma mai uguali e tanto poco esatto sarebbe dire Ho visto un uomo, come Ho sognato dell'acqua che scorreva; non basta questo per sapere che uomo era né che acqua scorreva, l'acqua che scorreva del sogno è acqua solo del sognatore, non sapremo che cosa significa scorrendo se non sappiamo che sognatore sia questo e così andiamo dal sognatore al sognato, dal sognato al sognatore..."

Josè Saramago si è addormentato un'ultima volta ieri a Tias. Aveva 87 anni. Era visionario e combattente, militante e poeta, irregolare e rigoroso. Ha saputo trasformare la Storia in visioni e sostanziare le visioni nella Storia. Era scandaloso quanto si può e quanto, secondo la sua opinione, si deve.

mercoledì 14 aprile 2010

lunedì 12 aprile 2010

il tiro mancino di Edmondo Berselli


Mi mancherà Edmondo Berselli, quanto mi mancherà! Mi piaceva così tanto leggerlo, imparare attraverso l'arguzia e la leggerezza, seguirlo nei suoi ragionamenti rigorosi di professore con sberleffo antiretorico incorporato. Mi mancherà. Lo avevo letto fino all'altro giorno e ne ignoravo la malattia. La sua morte mi ha coltCorsivoa impreparata: aveva solo 59 anni, sette meno di me. Io ho letto il suo piccolo ma incomparabile Il più mancino dei tiri, in cui il gioco del calcio è no, non pretesto, perché Berselli riconosceva pari dignità a tutto il reale, comunque si manifestasse, ma occasione, ecco, per parlare di politica e società, di psicologia e di sociologia. Un libro delizioso, detto senza affettazione, proprio per dire che leggerlo era una delizia. E ho letto anche Post-italiani dove Berselli senza acrimonia ma senza indulgenze ci fotografa, noi popolo"di un paese provvisorio".
Il più mancino dei tiri, marchio di fabbrica di Mariolino Corso, ed emblema berselliano di un certo modo di giocare la palla sul campo e fuori, Berselli l'ha fatto a me, andandosene così e lasciandomi addolorata e beffata. Addio.

sabato 30 gennaio 2010

Addio Mr. Salinger

"Quando fa bel tempo, i miei genitori vanno spessissimo a mettere un mazzo di fiori sulla tomba del vecchio Allie. Sono andato con loro un paio di volte, poi ho smesso.
Tanto per cominciare, non mi diverte proprio vederlo in quel cimitero pazzesco. In mezzo ai morti e alle tombe e compagnia bella. Ancora ancora quando c'era il sole, ma ben due volte -due volte- eravamo lì quando cominciò a piovere. Era spaventoso.
Pioveva sulla sua lapide schifa, e pioveva sull'erba sulla sua pancia. Dappertutto pioveva. Tutti quelli che erano andati a visitare il cimitero si misero a correre a gambe levate verso le loro automobili. Fu questo a farmi quasi impazzire. Tutti quanti potevano entrare nelle loro automobili e aprire la radio e tutto quanto e poi andare a cena in qualche posto gradevole- tutti, fuorché Allie. Non potevo soppportarlo, lo so che al cimitero c'è soltatnto il suo corpo eccetera eccetera e che la sua anima è in cielo e tutte quelle cretinate, ma non potevo sopportarlo lo stesso. Vorrei soltanto che non fosse là. Voi non lo conoscevate. Se l'aveste conosciuto capireste cosa voglio dire. Ancora ancora quando c'è il sole, ma il sole viene fuori quando gli gira."

da: Il giovane Holden

J.D.Salinger è morto il 28 gennaio 2010 all'età di 91 anni. Che cosa nasconde la sua cassaforte?

martedì 19 gennaio 2010

addii

C'è un gesto che mi commuove profondamente. Quando un uomo colmo di dolore china la spalla per sostenere la bara che contiene il corpo della figlia, della madre o del padre o di un fratello, di una sorella  o della sposa. Nell'atto di sopportarne il peso c'è il desiderio di fare ancora qualche cosa per la persona amata e perduta ma esso mi appare anche come il gesto con cui ci si piega, ci si sottomette e si accetta il dolore di quella perdita.
Ai maschi è riservato questo gesto virile ed ogni volta che li vedo mentre piegano le spalle e tendono i muscoli, con i loro cigli asciutti e i loro sorrisi rigidi, io provo per loro e per il loro dolore una grande tenerezza piena di pietà.