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lunedì 29 giugno 2020

un’alba

Camminavo in salita sotto le magnolie.

Arrivavano parole come pesci d’argento 

nuotando libere dentro di me, come fossi fatta d'acqua.

Le sentivo sulle labbra come un bacio fresco.

Una foglia di verde lucente volò a terra e incrociò il mio sguardo,

colse un sorriso e

volò più in là.

Nessun uccello cantava ma cantavano i pesci.

-Sei il primo ricordo senza spine-

dissi al pesce più piccino che mordicchiava il mio orecchio.

-Sei la prima foglia del mondo- 

dissi alla foglia

-La prima foglia verde

che luce ai miei piedi-


Le parole sono pesci,

non muoiono. 

Giungono un mattino 

e nuotano con noi. 

m.p.


venerdì 24 giugno 2016

sempre in dialogo


È il lessico il problema.
Mi hai lasciato gli articoli
le congiunzioni
qualche avverbio
e tanti imperativi.
Tutti questi imperativi!
Se lo sapevo che partivi
studiavo un'altra lingua solo mia
così non potevi portarmela via. 
m.p.

domenica 28 giugno 2015

leggera come la pioggia

La pioggia,
perché è nemico comune?
Ma la pioggia non è mio nemico personale.
Ha una voce che è mia
entra in gola esce di gola.
La pioggia significa
anche d'estate
e le significo io
-non mi sceglie come non sceglie nessuno-
ma mi ama il capo dove lo bagna.
Dovrei pesare meno
-essendo leggera come una pioggia-
e mi raccoglierebbe in su
mi porterebbe via.
m.p.




domandare è lecito

Qualcosa dimentico qualcosa ricordo
qualcosa nascondo
molto.
Domandare no, non domando
né tutto né qualcosa.
Non so, questo lo so, e sta bene
è cosa terrena
placida piana pacifica
Domandare sarebbe lecito ma non c'è
nessuno
nell'orbita buia
così cortese da rispondere.
m.p.



giovedì 5 febbraio 2015

misantropia

Periodicamente torna la voglia
di cancellare le mie tracce,
di nascondere le facce.
m.p.

Nubifragio su Roma

Annegare dal cielo
Invece che dal mare:
ci può stare. 
m.p.

mercoledì 28 gennaio 2015

2007-2009

Due soli anni s'alza l' onda fiduciosa.
Poi una sferzata di vento la polverizza.
m.p.

domenica 4 gennaio 2015

dainàs

Ho casualmente scoperto i dainàs, componimenti poetici della tradizione baltica cantati a due, tre voci.
Sono componimenti di tre, quattro versi, molto brevi, che usano l'allitterazione o la rima interna. Nella struttura ricordano gli haiku, anche se sono più liberi.
"Esprimono tutti gli aspetti della vita e della natura.
Parlano di amore, di morte, laghi, boschi, estate, inverno, dolore, piacere." (Jan Brokken)
Ne esistono diverse raccolte e altre ne vengono continuamente pubblicate. Non sono però stati tradotti in italiano.

Mi è venuta voglia di sperimentarmi, così per gioco. E anche perché mi piacciono molto le rime interne.

Come segnali di fumo
s'alzano dal grumo del tempo
e si liberano nel vento
li sento ecco
i ricordi sospirosi

Abbiamo un tetto per il riposo:
è fortunoso, ricorda.
il pane abbiamo e il sale:
è accidentale anche questo.

Il giorno di luce e di festa
con passo solenne
nella sua morsa
tutti conduce

Abbiamo ancora anime care:
ballare possiamo
ma in punta di piedi
m.p.

Non è percepito l'amore:
nella grotta si accuccia avvilito.
La beffa ci becca con aspra bocca

Guarda il tempo accartoccia
anche la roccia e i grattacieli.
Lievi ci sfariniamo.








giovedì 25 dicembre 2014

solo un haiku e... mezzo haiku

Mi dispiace per me
mi dispiace per te
e per qualcuno che non conosco
di Abbas Kiarostami

e un mio piccolo
pseudo haiku

Apre un libro
legge una poesia
la ricetta del giorno
m.p.



venerdì 22 agosto 2014

maternale amore

Le valli oscure del corpo d'amore che il desiderio rende feconde:
è lì che s'incarna la passione: ecco un nuovo aurorale amore che non lascia scelta.
Diventato destino resisterà fino all'ultima valle fino all'ultimo tramonto.
m.p.

sabato 28 giugno 2014

(pseudo-versi dedicati a Stig Dagerman)

nomen omen


Qualsiasi nome gli abbiamo dato alla nascita
crediamo sempre che un giorno si chiameranno Consuelo
-inconfessata speranza
al fondo dei nostri cuori-
Ah se li avessimo chiamati Consuelo -ci diciamo poi-
abbiamo sbagliato nomen
ci siamo derubati del presagio!
Speranza ingenua!
nessuno consola nessuno
Vita e Tempo involvono
il nostro bisogno di consolazione.
m.p.

domenica 22 giugno 2014

ripescata in risposta a Guglielmo


Ho appreso a perdonare 
il blu smagliante alla plumbago
che esonda oltre il muro
e il rosa agli oleandri
e i rami colmi 
che scendono a sfiorarmi il capo.
Ma il profumo no.
Il profumo
-che mi trapassa come una spada
e m’avvelena l’aria-
il profumo
mi è crudele
e per lui non ho perdono
né grazia.
m.p.

dal passato d'amore

Camminavo in salita sotto le magnolie
Arrivavano parole come pesci argentei 
nuotando libere nella mia acqua
Le sentivo sulle labbra come l’antico bacio caldo
Una foglia lucente dipinta di verde volò a terra e si propose al mio sguardo
raccolse un sorriso 
e volò più in là
Nessun uccello cantava ma cantavano i pesci
"Sei il primo ricordo senza spine"
dissi al pesce più piccino che mordicchiava il mio orecchio
"Sei la prima foglia del mondo" 
dissi alla foglia
"la prima foglia verde
che luce ai miei piedi".
Le parole hanno questo di bello,
non muoiono. 
Giungono un mattino dal passato d’amore 
e nuotano con noi.
m.p.

lunedì 9 giugno 2014

scampoli

Ho bisogno di un po' di questo
ma poco
di un po' di quello
ma poco
di un ricciolo
di un vapore
di uno spicchio di mela

Il vento che impenna
le piccole cose
le piccole cose
che sfidano il tempo

In me c'è una falla
tutto cola, tutto perdo.

E dove batte la luce?
m.p.

le salsole


Intricato il mio cuore
con battiti e passi affrettati
spasimi lenti
erbe in folate

Si spezza il filo del tombolo della vita
a ogni microscopico fallo
né più si ricongiunge
Si è smarrita la mappa:
non si riconosce il capo
né la coda 
che già corre lontana
con fruscio di serpe o di acqua
Restano le salsole rotolacampo
-mio cuore cespuglioso-
che trascinano 
le ventate del tempo.
m.p.


ombre



Potresti contargli l'ossa
e gli anni
al cane-ombra
Accetta il boccone che gli porgi
Ti ringrazia con la coda e se ne va
Il cane-ombra ti lascia sola
Sei ombra anche tu.
m.p.

pensiero con cui mi sono svegliata questa mattina

Combina e ricombina
l'atomo ci darà
la sola eternità.

m.p.

domenica 13 aprile 2014

domenica

Il silenzio domenicale
rimbomba di parole
eco che si ribella
alla conversazione interrotta 

I passi domenicali
lenti di sperdizione
cercano di percorrere
senza ripercorrere

Il lutto domenicale
si porta abbottonato
come un cappotto pesante
che ci si stringe alla gola

Il mattino domenicale
chiede solo
di diventare lunedì.
m.p.




venerdì 4 ottobre 2013

Lampedusa


Ci chiamano e non rispondiamo:
ci si rovesci l'anima
un flutto acido ci porti via

Lembi di terra e di corpi
guardiamo in tv:
mare divino frangici il cuore

Commossi, oh sì, commossi
ma non mossi, pronti a guardare ancora
e ancora
e ancora...
m.p.

allarme


Mettete le mani a coppa e siate presti
non piovono giorni a lungo e si dissanguano le ore
m.p.