martedì 20 ottobre 2009

i gesti del mattino

I gesti del mattino, i primi gesti del mattino -quelli piccoli, abitudinari, quasi inconsistenti- hanno sempre avuto una grande importanza per me. E costituiscono ancora oggi una specie di riconciliazione con la vita o, nei giorni meno fortunati, un'accettazione. Servono anche a mettere ordine nelle ansie e nelle paure, nelle domande, nei dubbi che, come la lista delle vivande, ci si presentano con il nuovo giorno.
Con i piccoli gesti del mattino, ordinati e ripetitivi, mettiamo argini, incanaliamo, rassicuriamo le nostre incertezze. Ci appoggiamo ai piccoli gesti del mattino per trovare lo slancio che ci permetterà di affrontare la nuova giornata e le incognite che porta con sé.

Sì, ci sono anche di quelle mattine in cui quei piccoli gesti costituiscono il basso continuo della nostra gioia di alzarci e muoverci nel mondo. Allora sono piccoli gesti scalpitanti.

I gesti del mattino conoscono tutte le nostre oscillazioni.

15 commenti:

  1. Pochi giorni fa parlavamo dei riti. Ebbene, per me i piccoli gesti del mattino rappresentano uno dei riti personali. A seconda se è giornata di lavoro o di riposo ho dei gesti diversi. E servono a mettermi nello spirito adatto alla giornata.
    Però a volte mi piace anche cambiarli (non troppo spesso) in modo da riacquistare il senso del rito e il suo significato.
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  2. Già. Ci sono i risvegliati e i ricostruttori. Per i primi, svegliarsi è un risveglio nella realtà. Per i secondi è una ricostruzione della realtà.

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  3. Proprio stamane mi sono svegliata e dopo aver "riletto" i sogni della notte per sentire che cosa mi dicevano, ho pensato che non tutti hanno questo lusso di concedersi anche pochi minuti al giorno, o a settimana, per ascoltare se stessi. Che significa ascoltare se stessi? penso soprattutto alle donne, che hanno chiaro ciò che devono fare, hanno giornate complesse in cui hanno sempre presenti i bisogni dei figli, le esigenze professionali, e curano la regia, per così dire, della propria vita e dei loro mariti/compagni/figli/babydsitter, senza potersi concedere questo lusso. Intendo dire che spesso crediamo di sapere cosa desideriamo per noi stesse, ma non sempre è vero. Del resto come fai a distinguere un desiderio indotto dalle aspettative della società dai desideri veri e autentici del nostro corpo, della nostra vita.

    Nel tran tran quotidiano come fai ad accorgerti che stai inseguendo un obiettivo, ad esempio avere il secondo figlio, che invece non è tuo?

    Nel casino quotidiano quando hai tempo per ascoltare te stessa?

    La separazione in questo è cosa buona, ti offre l'opportunità di svegliarti da sola, nella casa sei sola, il tempo è solo tuo, puoi pensare ai tuoi sogni, e trovarne il significato perché nessuno viene a chiederti dove sono i calzini. Banale ma vero.

    Bibi

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  4. scusate, mi accorgo di aver scritto in un pessimo italiano, non so se mi sono spiegata, non l'ho rileto perché vado di fretta...ecco, a proposito..

    bibi

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  5. @bibi: credo che dovrebbero insegnarcelo in famiglia che cosa vuol dire ascoltarsi e quanto importante sia avere un colloquio con se stessi, di come questo non sia in contrasto con l'amore e il tempo che si dedica agli altri. E anche a scuola ce lo dovrebbero insegnare: immagino una materia di studio: Noi e gli altri (sottotitolo: come conoscere i nostri veri bisogni e conciliarli con quelli degli altri).
    Credo che il tuo commento abbia centrato un punto d'origine fondamentale dei malesseri di noi tutti.

    @marina: quanto è fondamentale avere tempo libero e sentirsi autorizzati, quasi in dovere di dedicarsene almeno un po'? Bisogna però non avere paura di farlo, perchè con se stessi non si può imbrogliare...

    Giorgio.

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  6. Quindi il mio incazzarmi come una jena al suono della sveglia è una cosa buona allora?

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  7. Come la capisco Bibi...

    Buona giornata, Marina!

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  8. bellissima la tua ultima frase, quanto è vera! Nelle mie giornate posso estendere questa riflessione a molti momenti della giornata, tu che non ami i riti...ci pensi a quanta ritualità (salvifica) c'è nei piccoli gesti quotidiani?
    E molto utili le perplessità che solleva Bibi,alla quale vorrei dire che penso non sia difficile distinguere i propri bisogni da quelli indotti, difficile è ascoltarli e assecondarli. Penso che ascoltarsi non richieda tempo ma esercizio, te lo dice un'iperattiva! Grazie Marina di questa piccola perla che ci hai offerto oggi e grazie a Bibi :-)

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  9. VERO ! ma queste ultime mattine col buio com'è difficile sincronizzare le oscillazioni !!!

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  10. Io ci metto anche un pizzico di scaramanzia.Se non facessi il mio SUDOKU...
    Anche i cani sono tanto abitudinari: che io abbia imparato da loro?
    Cristiana

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  11. Io non amo molto il mattino e i gesti che compio, forse perché soffro d'insonnia e quindi mi sveglio non proprio di ottimo umore (tanto per usare qualche eufemismo).
    Mi piace la sera, dopo cena: il mattino è finalmente lontano, mi sono faticosamente riconciliata con la giornata e mi abbandono a tutte le abitudini che amo.

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  12. bibi hai ragione, vorrei poter intervenire in aiuto di tutte le donne in gara con il tempo, soffocate da tutti i loro ruoli...

    e avete ragione tutti voi a riconoscere la natura rituale dei piccoli gesti del mattino... ne riconosco il potere, ma i riti come codificazione continuo a non amarli
    marina

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  13. la vita del "fare" ..le abitudini consolidate, fretta e confusioni, finsa serenita stemperata in un caffe..via a lavoro.

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  14. @ Romina anche io dormo poco; per questo saluto il mattino con sollievo(non sempre)
    @UIFPW08 detto molto molto bene

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  15. esiste vivaddio anche l'autocontenimento!

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