domenica 20 luglio 2008

allarme equivoco

Ciao Artemisia, ti ringrazio per le parole di stima del tuo commento, ma mi dispiace se la mia ultima frase del post sul mio io politico ha potuto dare adito alla lettura che tu ne hai data.
Dicendo che "la sola opposizione che riconosco è la mia" non intendevo AFFATTO dire che "io sono la sola a resistere" come dici tu. Al contrario quello che volevo dire è proprio quello che tu affermi e cioè che "ognuno resiste a modo suo". E che la sola opposizione in cui "il mio io politico" si riconosca è la mia. E la mia panoramica sui politici teoricamente all'opposizione serviva a spiegare perché non mi è possibile riconoscermi in nessuno di loro. E non a caso o per errore aggiungevo che la mia opposizione è " poco appariscente e molto silenziosa, ma non per questo meno oppositiva." Meno oppositiva, non più oppositiva e tanto meno la sola. Rivendicavo per me il diritto di considerarmi in opposizione anche senza aver partecipato alla manifestazione dell'8 luglio o senza unirmi ad altre analoghe. Perché quello che ho letto in rete è che coloro che non sono scesi in piazza sono o idioti o imbelli, o rassegnati.
La mia non era un'accusa presuntuosa (in questo caso la mia sicuramente esistente presunzione non era presente), ma a difesa del mio modo "poco appariscente e molto silenzioso" di resistere.
So che i "resistenti" sono moltissimi nel nostro paese. Il mio sentirmi sola non significa che sono sola a stare all'opposizione, ma, appunto, che chi tace come me, magari a denti stretti, NON per questo è meno oppositivo. Ho pensato che le mie ragioni andassero chiarite. E, onestamente, rileggendo le mie parole, penso di averle chiarite. Ma so che quando la nostra intenzione comunicativa non viene colta, la colpa, nella maggior parte dei casi, è nostra. Per questo ho sentito di dover aggiungere questi chiarimenti: non è l'accusa di presunzione che respingo ma quella di mancanza di rispetto verso i "compagni resistenti" -nel senso più lato del termine- che pensano o agiscono diversamente da me in questo momento così difficile.

In senso più generale penso che qualunque opposizione non potrà agire concretamente se, attraverso un lavoro di anni non riusciremo a cambiare il senso comune di questo paese. Per me la vera opposizione delle forze politiche dovrebb'essere un'opposizione culturale, cioè un lavoro lungo, minuzioso, che gli attuali leader politici non sono in grado di fare, perché, in forma e misura diversa, sono ALL'INTERNO DELL'ATTUALE SENSO COMUNE. Spero in qualcuno che trovi la forza e la spinta ideale per rimboccarsi le maniche e intraprendere un lavoro politico di vecchia scuola. Questo naturalmente non può che essere fatto dentro e con la società. Io ne sono solo un minuscolo pezzetto, ma darei volentieri il mio contributo.
Ma basta, sto andando troppo per le lunghe.
Torno al mio silenzio. Rispettoso di altrui!

12 commenti:

  1. Ciao marina, mi sono permesso di prendere un pezzo del tuo post, citandoti, per rispondere a dei commenti sul mio blog.
    Grazie

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  2. Io credo che ognuno di noi abbia il diritto/dovere di fare l'opposizione a proprio modo.
    Anch'io che sto dentro un partito, mi riservo il diritto di non essere sempre perfettamente schierata.
    In questo momento l'importante è resistere.
    Ognuno lo faccia pure a suo modo...

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  3. Concordo con Franca. L'importante è non arrendersi e resistere poi le modalità possono differire ma se remano tutte dalla stessa parte sono ben accette.

    Ciao!
    Daniele

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  4. Cara Marina, mi soffermerei sull'ultimo paragrafo del tuo post.
    Non so quale sia la strada che tu, concretamente, proporresti; ma c'è un requisito chiave, per chi vuole davvero cambiare qualcosa: la pazienza.
    Mi rendo conto che per molti di noi sia insopportabile non tanto avere Berlusconi presidente, quanto vedere approvate leggi razziste o contrarie al principio di uguaglianza.
    Però c'è un fatto: Berlusconi è stato votato dalla maggioranza degli italiani, e finché ci faremo guidare dalla rabbia, e saremo così legati al risultato immediato (mandare a casa Berlusconi) non otterremo niente.

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  5. @ Marco: condivido, anzi nel mio post ho proprio scritto "la pazienza è il tipo di forza che serve sulle lunghe distanze e qui la distanza sarà lunga".
    @ pellescura: grazie di avermi citata
    @franca: come sempre sei realista e idealista insieme. Mi piace molto il nostro scambio.
    @ daniele: tutti ai remi!

    ciao marina

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  6. Grazie. Piace molto anche a me

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  7. grazie perla collaborazione, giovedì riuniro in un post "per saturam" le leggi proposte dai bloggatttari se ti viene ancora in mente qualche cosa...

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  8. @paola giovedì sarò già scioperata, parteciperò al ritorno.
    ma ti mando per e-mail il link ad un video delizioso (forse lo conosci già)
    ciao, marina

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  9. Marina, tranquilla. Ti conosco abbastanza bene per capire che la tua non era presuzione. Ci mancherebbe anche che tu ti sentissi meno resistente perchè non sei venuta in piazza l'8 luglio! Chi ha scritto quelle cose che citi è semplicemente stupido. Se ne leggono tante di cazzate.
    Capisco quello che proponi (il lento lavoro di modifica del senso comune). Eh sì, la strada maestra è proprio quella.
    Capisco anche che a quelli come me manca proprio la pazienza di aspettare i risultati di questo lavoro. Lo ammetto. Non ho mai avuto pazienza.
    Però c'è un altro pensiero che mi allarma. Forse sono troppo ansiosa o esagerata. Ma il fatto è che qui stanno smantellando le basi su cui si poggia il nostro paese: la solidarietà fiscale, la scuola pubblica, la ricerca pubblica, la magistratura, la certezza della pena, il wellfare e tante conquiste fatte con sacrifici da chi ci ha preceduto.
    Ricostruire sarà dura, non basterà cancellare due o tre leggi vergogna.
    Capisci perchè sento la necessità di fare qualcosa? Forse non sarà la cosa giusta o quella più utile ma SENTO CHE DEVO fare qualcosa.
    Non è questione semplicemente di "mandare a casa Berlusconi" come dice Marco. Berlusconi prima o poi lo manderà a casa il Padre eterno. Basta aspettare. Qui c'è in gioco ben altro. Sono troppo disfattista?

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  10. @Artemisia: qualche volta ho paura che berlusconi and company mi possano seppellire! detto questo sono contenta che ci siamo chiarite, mi dispiaceva che pensassi che sono critica verso le persone che si battono nei modi che ritengono giusti.
    La pazienza non è una mia virtù. Ma delle volte sento di dovermela imporre. O è uno sguardo realista intorno a me che mi costringe a tirarla fuori. Capisco perfettamente come ti senti e fai benissimo ad agire di conseguenza.
    Sì, è proprio questo che stanno facendo: dissolvono insieme la memoria e le conquiste del passato. Ma la storia non procede linearmente e in direzione positiva. E nessuna conquista, purtroppo, è per sempre. Però, contrariamente a quello che dice Raffaele Simone sui giovani,(il Mostro Mite) io penso che sempre i giovani hanno sentito la voglia di ribellione e di cambiamento.
    Spero che, prima o poi, capiranno quale sia la direzione per un cambiamento e tireranno fuori le loro energie. E spero che l'attuale ceto politico venga sostituito da persone più pulite e più combattive. Sono molto in ansia per i tempi, perché
    non è che io abbia metà della vita davanti!
    ti abbraccio
    a presto, marina

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  11. Speriamo davvero in un risveglio dei giovani, perche' il peggio verra' per loro. Noi bene o male la nostra nicchia ce la siamo ricavata.
    Un abbraccio anche a te,
    Artemisia

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  12. Sono d'accordo con il lavoro che proponi, fatto di paziena e continuità, e soprattutto un lavoro culturale che non risponda a semplificazioni con latre semplificazioni... Sono arrivata tardi, ma volevo dirti che sono d'accordo con te e come Artemisia sento comunque il desiderio di fare qualcosa... Giulia

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