Però, legata come sono ai miei stessi imperativi -e a tutti voi- ho pensato di lasciare minuscoli post per questi giorni di assenza.
Sono sotto forma di citazioni e in forma di domande.
Ognuno, credo, ha le sue piccole manie di lettore.
Io ho le mie. Tante, a dire il vero.
Una di queste mi porta a incontrare con soddisfazione le pagine dei libri in cui compaiono domande.
Io ho le mie. Tante, a dire il vero.
Una di queste mi porta a incontrare con soddisfazione le pagine dei libri in cui compaiono domande.
Domande senza la risposta. Non quindi quelle retoriche, artifici argomentativi poco intriganti.
Domande che l'autore lascia aperte. O, al limite, la cui risposta si rintraccia solo alla fine del libro, nella riflessione sul libro. O anche domande che, nella loro leggerezza, sono come piccole pennellate atte a descrivere un personaggio, al pari del taglio degli occhi o della corporatura.
In ogni caso si tratta di domande che io prendo per vere. Domande serie o futili, sciocche o profonde, non importa. Quello che importa è che l'autore non mi dia la risposta e lasci a me il compito di trovarne una.
Quando trovo una di queste domande io me la segno. Sull'ultima pagina del libro, accanto al numero della pagina metto un punto interrogativo. Questo significa che lì troverò una domanda su cui posso cimentarmi.
Quando ho bisogno di domande -e ne ho bisogno spesso- mi basta prendere qualche libro a caso e andare a vedere all'ultima pagina.
Ecco pronto per me un bell'esercizio di riflessione. O di fantasia e immaginazione. O di surrealismo.
Quando ho bisogno di domande -e ne ho bisogno spesso- mi basta prendere qualche libro a caso e andare a vedere all'ultima pagina.
Ecco pronto per me un bell'esercizio di riflessione. O di fantasia e immaginazione. O di surrealismo.
Questa volta le domande le ho ricercate per voi.
Hanno natura e peso diverso.
La prima, del mio amatissimo Leopardi, la metto per amore della poesia e anche perché è la sola per la quale so che non troverò mai risposta.
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Giacomo Leopardi: I Canti
Hanno natura e peso diverso.
La prima, del mio amatissimo Leopardi, la metto per amore della poesia e anche perché è la sola per la quale so che non troverò mai risposta.
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Giacomo Leopardi: I Canti
dice il saggio: "L'importante non è dare le risposte giuste, l'importante, e molto più difficile, è porre le domande giuste"
RispondiEliminaBuona vacanza.
Pace e benedizione
Julo d.
Mi piace questa storia delle domande, Marina...
RispondiEliminae (in parte) mi sembra vero che quelllo che conta è la domanda giusta...
..se sbagli a cercare, magari trovi qualcosa, ma non quello che conta...
Domanda: perché ti assenti? ci lasci?
Marina, perchè ci siamo ridotti a questo infimo punto?
RispondiEliminaQuesta domanda mi tormenta e mi fa sentire in colpa.
Cristiana
Cara Prof,
RispondiEliminate ne vai in vacanza dalla blogsfera, mbè che dire? Anche questa è una vacanza. E le vacanze son sempre belle :-)
Ci lasci i compitini. Inutile confermare che io, studentessa lavativa per definizione e vocazione, risponderò solo alle domande futili. Le trovo più consone alla mia persona.
Ma mi cimenterò anche con Leopardi. Oggi mi sento volenterosa :-)
La luna in ciel? Aspetta il sole, per un congiungimento veloce, poi va a nanna.
Ciao, baci baci....
Riposati e ritemprati, carissima!
RispondiEliminaGrazie per gli spunti che ci prepari.
A presto.
Un abbraccio,
daı!!! ma che bello!!! fantastıco, davvero. ımparero a farlo anche ıo... poı tı faro sapere.
RispondiEliminaprendıtı tutto ıl tempo che vuoı, non é mıca un lavoro!! tanto noı sıam semper chı... tamamı? un sorrıso, perche leggendo tutto ıl post e scrıvendo ıl commento non ho fatto altro che sorrıdere.
Non posso far altro che rispettare la tua scelta, ma sentirò la tua mancanza...
RispondiEliminaoooh...buona pausa allora...Un abbraccio amica interrogativa :-)
RispondiEliminaricordati la giustifica firmata quando torni
RispondiEliminain questo silenzio, ti acompagno...
RispondiEliminaLa mancanza dei tuoi post quotidiani è un'occasione che mi offri per meditare sul fatto che ci si abitua facilmente ad essere riforniti di cose belle e che quando ti vengono a mancare devi darti da fare per cercare la bellezza dentro di te o da qualche altra parte. Mi ricordi che vita è trasformazione, cambiamento, discontinuità e a volte anche riconciliazione. Il verso che hai citato è stato utilizzato da qualcuno che sosteneva che i computer non saranno mai in grado di dare una risposta a questa domanda. Forse la luna ci ricorda proprio l'essenza della nostra vita, le crescite, i cali, le sparizioni, le pienezze, le trasformazioni, la certezza dell'incertezza, a differenza del sole che si alza sempre ogni mattino, tramonta ogni sera ed è sempre uguale a se stesso.
RispondiEliminaUn abbraccio che sa di luna e di vita, Giorgio.
Credo si rotoli nel tempo, come noi del resto; lo scopo?
RispondiEliminaHa importanza?
Sileno