mercoledì 22 agosto 2012

ignoranza

"È la vita a poco a poco a farti capire che proprio non hai capito"
da: "Mutandine di chiffon" di Carlo Fruttero

Le cose che non abbiamo capito sono molte di più di quelle che abbiamo capito. E quando ci sembra di aver messo insieme un piccolo gruzzolo di intelligenza del mondo, la vita non tarda a mostrarci la nostra ignoranza di vivere.


sabato 18 agosto 2012

Sotto l’occhio della poiana

Il volo della poiana.
La coccola del cipresso,
aulente,sì.
Ricordare l'infanzia
con riso sororale.
I posti vuoti a tavola:
ancora uno,
or ora deserto.

Lo sguardo della poiana,
dall'alto, sulle nostre vite.
Il tonfo della pigna matura.
Il vuoto pesante al centro del petto.
Nessuna comunicazione:
la sconfitta della Tecnologia.
Il silenzio.
Le immagini che non puoi respingere.
Il fruscio del tempo tra i rami.

Al cimitero di San Lorenzo
il Comune ha eretto una lapide
per i giovanissimi morti del paese:
quaranta in un anno.
Le Madri e i Padri posero.
La quarantunesima è oltre il mare.

Qui il mare è opaco, sporco.
La poiana non vola sul mare.
Fa cerchi sulle nostre vite.
Ogni tanto saetta in basso.
Il suo tuffo è silenzioso.

Quando la poiana risale
nel cielo infinito
non è più sola.

Famoso è lo sguardo acuto della poiana.
Ma io sostengo che la poiana
è cieca.

m.p.

domenica 22 luglio 2012

Io Supertecnologica

Ci provo. Mando uno (pseudo) post dall'iPhone. Che ne sarà? Boh...

venerdì 15 giugno 2012

grazie

Ringrazio Guglielmo, tanto tanto, per avermi mandato questo haiku.


Nel mio andarmene
nel tuo restare -
due autunni.
Masaoka Shiki

lunedì 28 maggio 2012

solo sport e canzonette


Non sono i moti ascensionali
Che fanno la vita
Né una discesa ardita
Ma il giorno che segue il giorno.

La fila alla cassa del supermercato
Le lenzuola dette fresche di bucato
Correre per prendere il tram.
Chiamatelo pure tran tran.

Certo l’emozione batte
Il sentimento due a zero
Ma giunti alla fine del campionato,
Benché senza coppa, 
Scopriamo di aver amato
Comprare le scarpe al bambino
La sosta intima dal parrucchhiere:
Spuma di shampoo contro volare oh oh

Que viva l’esultanza esaltante!
Sì.
E che mi dite di una buona nuotata?
Del dire buongiorno al postino?
Cambiare l’acqua al ranuncolo?
E l’amore naturalmente.

Ma quello fa parte dell’estasi!
Replicherebbero i più.
L’estasi, certo.
Ma se l’amore liquido
-Alcool puro a cento gradi-
Non si fa fianco di una collina
-E anche  un po’ fiume carsico-
Può essere ascritto alla vita?

Queste domande se le fa un vecchio,
ci rinfacciano gli sprezzanti.
Esattamente così:
Solo arrivati al quinto set
Sappiamo  qual è stato
il game più bello.

m.p.









martedì 22 maggio 2012

21 maggio


21 maggio

Il y aura des orages, a dit la météo.
Diamo dunque la bienvenue ai temporali
Alle burrasche, eventualmente.
Gli uccelli si tacciono. 
Gabbiani, merli, corvi e cornacchie.
Non interferisce il sole.
Noi siamo quel che siamo, armoniosamente ci raccordiamo  alla météo.
Il càrpino ci fa strada verso il pianto.
Cola, tranquillo di sé.
Il nespolo non si cura delle sue nespole rabbrividenti.
Il tempo meteorologico ci è euritmico.

La météo ne triche pas.
Qualche scampolo della nostra preghiera è stato accolto dall’orbitare terrestre:
si moltiplichino i febbrai, anche a maggio.
(m.p.)

giovedì 29 marzo 2012

la riduzione del danno

Compio ogni giorno i miei esercizi e con fatica.
È molto probabile che sia l'abitudine a condurmi sulla sola via che io conosca, come accade agli animali addomesticati-ma che noi chiamiamo domestici per non dover avere memoria del loro tempo selvaggio- i cani, i gatti, gli asini, i cavalli anche, divenuti ormai abitudinarî, e che tornano, se smarriti o fuggiti in cerca di un antico sapore di liberà, tornano, sui passi che abbiamo loro indicati e poi impressi, tornano nelle nostre case, alle fattorie, alle stalle, su vie e sentieri che una volta appresi sembrano divenuti per loro i soli percorribili. Così io compio i miei esercizi quotidiani, la mia sola via percorribile, essendo ormai trascorso (davvero? e per quanto?) il tempo in cui, divenuta a tutto indifferente, avevo sottratto il mio essere anche all'antica disciplina.
In tutta la mia vita, dacché ho memoria di me, ho sempre fatto i miei esercizi.
Compivo esercizio dopo esercizio, per apprendere la forza, il coraggio, la dirittura, in breve: per creare un migliore me. Quanti fallimenti, quante sconfitte e che miserevoli risultati; Resisi subito evidenti e persino di abbagliante evidenza. E chissà quanti, ancora a me ignoti, ben celati nel fondo della parte più opaca della mia coscienza! In ogni caso in un tal numero sono stati e sono, da dover riconoscere che il mio miglior me non è mai venuto alla luce. Ma lo sforzo di migliorarmi non cessava mai e gli esercizi si ripetevano e si ripetevano... la sconfitta non appannava né la sete di cambiamento, né la fede in esso. Soprattutto non mi spogliava di energia, di entusiasmo, di slancio; e la vita la concepivo come una palestra, un campo di addestramento, di scoperta e di battaglia, in cui misurarmi -e la misura l'avrei decisa io, l'asticella di volta in volta la fissavo io. Un po' più in alto, un po' più su. Quante cadute, quanta vergogna. Ma il frequente precipitare sull'ostacolo lasciava intatta la mia voglia di battermi. Un altro esercizio e ripartivo, traendo la forza dal mio scontento, dalla delusione che ispiravo a me stessa.
Ho percorso la mia vita così. Non credo che tutto questo affannarsi -che gli esercizi- fossero nobile cosa, poiché nascevano a ben guardare dal desiderio di essere amata, di guadagnarmi l'amore per merito di guerra, secondo un'equazione bugiarda: divenire kalè kai agazè avrebbe significato amore. Infatti allora credevo che l'amore fosse guadagnabile e non un dono senza spiegazione alcuna.

Quella strada ripida, quella pista ad ostacoli-la via degli esercizi quotidiani- la percorro ancora oggi. È la mia sola modalità, l'animale che io sono non conosce altra via. A testa bassa, un passo dietro l'altro, sotto un peso che non mi lascia mai, faccio i miei esercizi quotidiani. Non aspiro più a diventare kalè kai agazè, ho accettato da tempo la verità vera: sono quello che sono e se quello che sono non mi piace -e non mi piace- anche questo va accettato. (Intollerabile resta però la sensazione di ingannare altri-generosi o ingenui- circa la mia vera natura. Questo determina equivoci in cui spesso offendo gesti di fiducia  e stima verso di me. Verrà un giorno in cui forse capiranno che mi allontano perché temo che scoprano la mia natura scadente? 
Dunque compio ogni giorno i miei esercizi. Li ho ripresi, dopo un periodo in cui sono stata semplicemente indifferente a tutto e a tutti e sapermi specialmente egocentrica ed egoista non mi turbava affatto, perché vivevo dentro una me che non riusciva a separare la sua stessa individualità dal suo dolore. 

Ha scritto Christa Wolf

"Voglio tenere a mente che c’è un livello di debolezza oltre il quale non si può prendere su di sé neanche un milligrammo di preoccupazione o di pietà per gente tanto lontana, figuriamoci per chi ci è vicino.”

E Aldous Huxley
"A volte gli sembrava che una paralisi interiore  s’impadronisse di lui, ottundendogli prograssivamente l’anima."


Loro dicono come io non avrei mai saputo il mio stato d'animo. Ma torniamo ai miei esercizi.
Ne compio dunque ogni giorno. La misura la dettano le mie poche forze, l'asticella è bassa, il campo di addestramento circoscritto, limitato ai pochi compiti della quotidianeità. Non mi aspetto né desidero riconoscimento o apprezzamento alcuno, né amore o comprensione, empatia o solidarietà - faccio solo il mio dovere -. È solo che voglio avvicinarmi ai saluti nel modo più onesto e veritiero possibile, portarmi dietro solo gli errori che non posso più correggere, che non posso più riparare e i fardelli di cui ormai la mia coscienza non potrebbe più disfarsi. Fardelli antichi ed altri più recenti. Non voglio aggiungerne di nuovi, ecco.
Punto alla riduzione del danno.



per calamar

;-)

ciao, marina

Addio a Vigor Bovolenta

Vigor Bovolenta 1974-2012

Un ultimo balzo e un giovane uomo, un grande campione non c'è più.
Ciao, Vigor


mercoledì 28 marzo 2012

per Antonio Tabucchi


Antonio Tabucchi 1943-2012


da Fernando Pessoa: Il guardiano di greggi


"Hei, custode di greggi,
Là al bordo della strada,
Che ti dice il vento che passa?"

"Che è vento, e che passa,
E che già passò prima,
E che passerà dopo"


Non so dire perché Tabucchi non abbia mai parlato al mio cuore ma è grazie ad Antonio Tabucchi che ho conosciuto Pessoa. Basta questo per dargli un addio infinitamente grato.

mercoledì 21 marzo 2012

è morto Tonino Guerra

Tonino Guerra 1920-2012

I sacriféizi

Se mè ò studié
l'è stè par la mi ma,
ch'la fa una cròusa invéci de su nóm.

S'a cnòss tótt al zità
ch'u i è in chèva e' mònd,
l'è stè par la mi ma, ch'la n'à viazè.

E ir a l'ò purtèda t'un cafè
a fè du pas, ch'la n' vàid bèla piò lómm.
- Mitéiv disdài. Csa vléiv! Vléiv un bignè?

I sacrifici

Se ho potuto studiare
lo devo a mia madre
che firma con una croce.

Se conosco tutte le città
che stanno in capo al mondo
è stato per mia madre, che non ha mai viaggiato.

leri l'ho portata in un caffè
a far due passi
perché quasi non ci vede più niente
- Sedetevi, qua. Cosa volete? Un bignè?

lunedì 19 marzo 2012

marzo, mese della poesia

Wislawa Szymborska


Addio a una vista

Non ce l'ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d'erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sull'acqua
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva d'un certo lago
è rimasta -come se tu vivessi ancora -
bella com'era.

Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino a immaginare
che degli altri, non noi,
siedano in questo momento
su un tronco rovesciato di betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, a ridere
e a tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l'amore
e che lui la stringa
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non pretendo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro,
ora nere.

Una cosa soltanto non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza -
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

venerdì 9 marzo 2012

è morto Elio Pagliarani

Elio Pagliarani 1927-2012

da Inventario privato

"Che ci portiamo addosso il nostro peso
lo so, che schermaglia d'amore è adattamento,
guizzo, resistenza necessaria perché baci
la nostra storia, i nostri uomo-donna
non solo all'ombra dei parchi,
l'imparo ora, forse..."

è brutto

È brutto non rispondere. Non è un problema di net-etichetta. È brutto per sé prima che per chi ha scritto. È brutto lasciare l'affetto non corrisposto. Restare muti di fronte ad un'offerta. È brutto.
Perché non rispondere a queste parole di così grande intuizione, che ci raggiungono dentro?
Qualche frase, a caso. Non c'è scelta né una gerarchia di valore.

" ...ti avevano già risposto allora." Grazie.

"solo andati avanti" Grazie.

"il buio ti è casa..." Grazie.

"Pace e benedizione." Grazie.

"La crudezza della verità." Grazie.

"Sii fiduciosa" Grazie.

"Comunque sei." Grazie.

"..lasci una traccia." Grazie.

"Neve su neve". Grazie.

"Non è obbligatorio correre alla stessa velocità del tempo." Grazie.

"un fiocco turbinante di neve indeciso a esistere." Grazie.

E sguardi attenti, più del nostro stesso sguardo: "Perché hai messo il punto nel titolo del post?" Grazie.

E tanti abbracci. Grazie.

giovedì 1 marzo 2012

guardare il buio.

Quando la notte guardo nel buio della mia casa silenziosa e vuota penso a tutti quelli che come fantasmi sono apparsi e scomparsi dalla mia vita. Ma non tento di chiamarli. So che non possono rispondermi.

martedì 21 febbraio 2012

sensazione

Io sento intorno a me, su di me, vita reale, vita virtuale, una pressione leggera ma costante, verso un ritorno al mio essere di una volta. Una spinta a tornare quella che ero.
Sento la delusione che suscito, e del modo in cui mi sento provo persino vergogna.
E mi sento in colpa verso i delusi. Però il mio io insorge quando i delusi diventano impazienti perché hanno stabilito che il tempo di perdita di me, provocatomi dal lutto che mi ha colpita, è ormai giunto a compimento. Che è ora che la Marina del prima torni a prendere il suo posto, vita reale, vita virtuale.
Ecco, è questo che non è possibile. Quella Marina io l'ho perduta, si è perduta. Trasformata? Non lo so. Morta? Non lo so. So solo che io non sono più quella Marina. Né so più bene chi io sia ora.
Non so spiegare questa profonda convinzione, che ritrovo identica in tutti coloro che hanno subito una perdita grave e che incontro, di persona o sui libri-testimonianze che leggo in questo periodo. È un segreto che portiamo tutti dentro di noi, questa perdita della nostra identità, un nostro segreto che scopriamo incomunicabile. Questa doppia perdita- la persona amata e il nostro stesso io- riempie la nostra vita e possiamo solo dirla, perché non sappiamo spiegarla a nessuno né a noi stessi.


Cambiando discorso. Vi ringrazio per i vostri commenti e mi scuso se non rispondo ad ognuno di voi. Lo farò appena potrò. Vi abbraccio, tutti, marina

venerdì 3 febbraio 2012

memorabilia innevate

Cade la neve sulla città.

Cadeva la neve sulla città. Il primo inverno insieme.
Cadeva la neve sulla città. Nacque nostra figlia.
Cadeva la neve sulla città. Lasciai la scuola.
Cadeva la neve sulla città. L'ultimo inverno insieme.

Cade la neve sulla città.
Non c'è niente di memorabile da associare a questa neve per ricordarne l'anno e sul timido bianco nessuna impronta da seguire e nessun braccio cui appoggiarmi.
Questa neve si scioglierà senza lasciare traccia.

giovedì 2 febbraio 2012

è morta Wislawa Szymborska

Wislawwa Szymborska (1923-2012)


Il giorno dopo senza di noi.

La mattinata si preannuncia fredda e nebbiosa.
In arrivo da ovest
nuvole cariche di pioggia.
Prevista scarsa visibilità.
Fondo stradale scivoloso.

Gradualmente, durante la giornata,
per effetto d'un carico d'alta pressione da nord
sono possibili schiarite locali.
Tuttavia con vento forte e d'intensità variabile
potranno verificarsi temporali.

Nel corso della notte
rasserenamento su quasi tutto il paese,
solo a sud-est
non sono escluse precipitazioni.
Temperatura in notevole diminuzione,
pressione atmosferica in aumento.

La giornata seguente
si preannuncia soleggiata,
anche se a quelli che sono ancora vivi
continuerà a essere utile l'ombrello.



lunedì 30 gennaio 2012

2012

Correva l'anno 2012. Sì, l'anno correva. Il Tempo correva: i mesi, i giorni, le ore.
Mentre tutto correva in avanti solo lei restava ferma -i suoi mesi, i suoi giorni, le sue ore - e l'unico vento capace di portarla con sé era il vento del Passato.
Lei era una "breccola" -un sasso- che non rotolava.

giovedì 1 dicembre 2011

è morta Christa Wolf


Christa Wolf 1929-2011


Prima di addormentarmi penso che di giornate come questa è fatta la vita. Punti che alla fine, se abbiamo avuto fortuna, sono congiunti da una linea. Ma penso anche che possono disgregarsi in un accumulo insensato di tempo passato, e che solo un costante, fermo, sforzo dà senso alle piccole unità di tempo in cui viviamo...

Christa Wolf- da "Martedì 27 settembre" 1960

in Sotto i tigli-Racconti. edizioni e/o- Roma 1986


grazie, Christa