
La crisi è protagonista anche al mercatino di via Sannio, versione minimalista di Porta Portese. Qui i grandi del mercato dell'usato, i napoletani, non ci sono. Ma moltissimi marocchini, bengalesi, senegalesi tengono d'occhio il banco mentre i titolari chiacchierano fra di loro.
Colgo al volo uno scambio di battute tra i due titolari di uno dei primi banchi :
Uno: -Qui bisogna scenne, se no nun se venne gnente
l'altro:- aspettamo n'antro po'
-ma nun lo vedi che passeno e vanno avanti! cambia quer cartello e ddai!
L'altro alza le spalle e passa a gridare: -tutto a due euro, donne, stamattina me so impazzito
I banchi di capi nuovi, jeans, magliette, borse, scarpe, bigiotteria, pantaloni militari, vestitini estivi, pareo, cappelli di paglia, due pezzi ecc. sono deserti.
E' una piacevole sorpresa: in genere per attaversare la zona del nuovo e arrivare all'usato bisogna farsi strada tra corpi accalcati.
Arrivata all'usato, la mia meta, scopro che solo lì c'è animazione intorno ai banchi.
Il grido classico si alza intorno a noi: smucinate donne smucinate!
Sarebbe a dire mandate tutto all'aria, cercate, frugate come vi pare...
L'odore è quello solito: disinfettante, polvere e l'odore della gente.
Anche i richiami dei venditori sono gli stessi.
-Un pezzo tre euro due pezzi cinque
-chi cerca trova da me trovate pure marito
-fateve belle co due euro! strilla un altro -
Ma me ne arriva uno nuovo: donne aiutamose tra dde noi che silvio nun v'aiuta!
Io aiuto voi, voi aiutate me! Tutto a un euro!
Io procedo con metodo, banco dopo banco, secondo una tecnica semiprofessionale, appresa in trent'annni di visite a tutti i mercati dell'usato del centro Italia. Dopo un primo rapido giro vedo che i banchi vanno da tutto a 50 centesimi ad un massimo di 4 euro; ma per la prima volta, noto un banco dove tutto è a 25 centesimi: sono reggiseni e mutande da uomo, donna e bambino.
Ad un banco che conosco bene chiedo dove sono i vestiti in cotone, anni sessanta, che ha sempre avuto.
-Quest'anno nun ce li metto, dice. Nun me conviene. Co 'sta crisi li dovrei dà a due euro.
Il vicino di banco gli obietta: -perché er deposito nun te costa? e apri quer fagotto!
-Me ne tira fuori qualcuno? gli chiedo, anche a 5, 6 euro.
Ma l'uomo è irremovibile e per sottolineare la sua posizione comincia a gridare
-nun date retta a silvio donne: la crisi c'è!
Silvio è molto citato a via Sannio. E' la prima volta in tanti anni che il nome del capo del governo viene usato come slogan. Chi di spada ferisce di spada perisce, penso.
-Donne imparateve a cucì che è finita la pacchia, grida il titolare di un banco di pezze varie, avanzi di tessuti per tovaglie e lenzuola, rotoli di fodere...
In effetti c'è poca merce e più scadente del solito. Persino il banco delle "grandi firme", capi usati tutti di marca, è sguarnito.
Il mercatino è deludente. Comunque riesco a scovare un vestitino in puro lino color albicocca per mia figlia. Scopro rimestando che c'è anche la giacchetta uguale. Ha le spalline imbottite ma le eliminerò. Mi batto per far considerare il due pezzi un capo unico e pagare il tutto 5 euro. Arriviamo ad un compromesso e con sette euro me li porto via. Addosso a mia figlia sembrerà appena uscito da una sartoria e sofisticatissimo. Quella ragazza mi dà sempre grandi soddisfazioni.
Gironzolo ancora un po' : scorgo un costume da bagno intero anni quaranta praticamente identico ad uno di mia madre. Spulcio il banco dei vestiti "tirolesi" e quello del "bianco", camicette, camicioni, lenzuola e federe ricamate.
Alla fine vengo via avendo speso in tutto 11 euro e portandomi a casa il completino per mia figlia e due camicie da notte in cotone per me.
A casa laverò il tutto-doppio lavaggio- detersivo più disinfettante.
Chiudo la spedizione mentre dai banchi del nuovo i venditori si sgolano: Fermateve donne! La moda è qui!