Roberto Saviano, l'autore di Gomorra, da due anni vive una vita serrata nella morsa della paura e necessariamente inaridita dal trovarsi sotto scorta 24 ore su 24.Due giorni fa', in una lunga conversazione alla trasmissione Fahrenheit, Saviano ha descritto con grande amarezza la solitudine in cui è costretto a vivere e si è chiesto se ha sbagliato nello scrivere quel libro, così come lo ha scritto. Saviano ha detto di essere stanco, e di volere indietro la sua vita. Roberto Saviano ha solo 28 anni.
Ieri a Fahrenheit è partita una lettura integrale del suo libro, sotto forma di staffetta. Gli ascoltatori della trasmissione telefonano e leggono, in onda, dieci righe del libro.
Numerose altre iniziative stanno prendendo il via in tutta Italia, nelle librerie, nelle scuole, nelle piazze (Genova).
Io ne propongo una modesta.
Scriverò qui l'incipit del libro. Chiunque di voi lo voglia, potrà imitarmi, riportando qualche riga del libro sul suo blog, a sua volta invitando i suoi lettori a fare altrettanto sui loro.
da Gomorra
di Roberto Saviano
Mondadori, Milano - 2006
pag. 1
"Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con l'altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale sul salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese."











