giovedì 16 aprile 2009

ciao, Roberta



da la Repubblica del 16/04/09
Simonetta Fiori

"La mia è stata davvero una scelta", è scritto nell'ultima lettera agli amici, quella del congedo. "Una scelta a lungo riflettuta, preparata, accompagnata negli ultimi tre mesi dalla stesura di un diario, impegno che ha dato luce a questi miei ultimi giorni". In poche righe la costruzione di un suicidio, consumato mercoledì prima di Pasqua in una stanza d'albergo.

Così ha deciso di andarsene Roberta Tatafiore, 66 anni, femminista impegnata, autrice di saggi sulla condizione femminile, sulla pornografia e sul mercato della prostituzione, da De bello fallico a Uomini di piacere e Sesso al lavoro. La notizia della sua morte figurava ieri sul Foglio e sul Manifesto. Un progetto, quello del suicidio, inseguito con gelida determinazione. Prima la "scelta di clandestinità", quel vivere di nascosto dagli amici, dal lavoro, dai giornali ai quali collaborava. Tre mesi di silenzio, anche di bugie - "Sto lavorando in Svizzera, starò a lungo fuori" - interrotto da frettolose telefonate che mai tradivano il suo disegno. Poi la scelta dell'albergo, vicino al suo appartamento dell'Esquilino. Un ultimo saluto alla casa, ai suoi libri, alla gatta, agli oggetti amati della sua bella famiglia calabrese. Le lettere di addio agli amici le ha spedite all'ultimo, missive piene di tenerezza e sorriso. L'ho scelto io, state sereni. Se Silvia Plath prima di ammazzarsi ha imburrato le fette di pane per i figli, Roberta Tatafiore per le persone amate ha lasciato parole lievi. La cameriera l'ha trovata verso sera, una corsa in ospedale, poi il precipitare nel mondo delle "larve nere".

Il tema della morte non le era estraneo. Roberta Tatafiore cercava le "larve nere" nei romanzi e nella cronaca, ne era attratta e al contempo minacciata. "Lasciatemi addormentare come Saffo", così titolava ieri il Foglio una sua pagina sull'aldilà scritta nell'estate di due anni fa. Appare una costruzione letteraria anche questa sua morte, lucidamente inseguita, progettata, e raccontata in un memoriale di una cinquantina di pagine. Come una traccia lasciata agli amici, un gesto di condivisione. "È un diario dei suoi ultimi tre mesi, una cronaca meticolosa del suo progetto di morte", dice Daniele Scalise, giornalista e compagno di molte avventure. "Una sorta di "diario della clandestinità" in cui è dettagliatamente raccontato come Roberta s'è organizzata, che libri ha letto, come ci si prepara al suicidio". Il suicidio come possibilità di un'esistenza piena.

Quale filo spezzato abbia piegato una personalità straripante, vitale, generosa è difficile ora capire. "Come tutte le donne veramente sofferenti", dice Scalise, "Roberta non esibiva il dolore". Spirito irrequieto e profondamente libero, dopo una lunga militanza a sinistra - tra Noidonne, Manifesto e il mensile Lucciola per i diritti civili delle prostitute - negli ultimi tempi s'era avvicinata alla destra, ai suoi giornali, condividendo con Isabella Rauti la rubrica Thelma & Louise sul Secolo d'Italia. Ma anche questo nuovo territorio politico l'aveva delusa. Contro lo "statalismo chiesastico" esibito sul caso Englaro era incentrato nel febbraio scorso un suo appassionato intervento sul sito di DeA, donne e altri, probabilmente il suo ultimo articolo. In primo piano, ancora una volta, il suicidio, in tedesco Freitod, libera morte. Anche questo suo epilogo, in fondo, è rivendicazione di possesso. Ognuno di noi è padrone della propria vita, forse Roberta Tatafiore ha voluto ricordarcelo. Con dolcezza, senza rancore."


Voglio salutare anche io Roberta che, in anni lontani, ho incontrato mille volte in assemblee, incontri, dibattiti, manifestazioni...ciao, Roberta che il viaggio ti sia lieve.

i rammentatori


Li chiamo “rammentatori”. Sono quelle persone che quando tutto sembra precipitare nel buio e tu non intravedi intorno a te nessuno spiraglio di luce, ti additano una piccola meraviglia dimenticata. Sono i Sileno che ti mostrano fiori di puro incanto, sono le Anna che adocchiano le pratoline, sono gli Spinoza che ti fanno piegare dal ridere, sono le Tereza con le musiche danzanti, sono le Arnicamontana con le loro poesie....
Sono tanti i rammentatori. Che non hanno niente a che fare con i volgari sollecitatori all’evasione. No, loro non ti distolgono dalla realtà, loro non la occultano. Ma ti rammentano quanto di buono e di bello e di degno ancora c’è. E ti dicono che bisogna attraversare questo buio senza permettergli di accecarti. Io sono grata ai “rammentatori” e voglio diventarlo anche io.
Così copio qui un mio omaggio al mese di aprile.

“Il mattino era fresco e luminoso come un lenzuolo appena uscito dalla lavatrice, profumato di purezza e frusciante di energia. L’aria stimolante entrava e usciva dalle finestre assieme ai richiami degli uccelli — garriti, trilli, gorgheggi e cinguettii, fischi, zirli e gracchiare e tubare e gridare — tutto un discorrere che s’intrecciava nel cielo delicatamente azzurro e limpidamente disteso. Era aprile, il mese più amabile, aprile dal bel carattere, mai corrucciato o pungente, aprile della promessa mantenuta, aprile della realizzazione del desiderio. Era aprile e un sentimento trionfante di approdo animava il viso della gente che marciava nelle strade con la baldanza del vincitore e l’intraprendenza dell’eroe.
E tutta quell’armoniosa bellezza fatta di voci e colori e della spumeggiante freschezza dell’aria conduceva quasi inevitabilmente le persone, qualunque fossero le loro opinioni o in mancanza assoluta di opinioni sull’esistenza o meno di un Dio creatore, a ringraziare per il generoso dono divino di quel mattino perfetto.
L’assoluta precisione con cui la colonnetta di mercurio si fermò sul numero esatto, in gradi Celsius e Faharenheit, perché gli uomini sentissero la piacevole necessità di lasciare a casa le giacche ma non ancora quella di allentare le cravatte e arrotolare le maniche delle camicie, e le ragazze respingessero sdegnate la possibilità di un foulard intorno al collo ma conservassero le calze seriche sulle gambe impazienti, quella assoluta precisione ricordò a tutti che cosa significasse un mattino di aprile; ed ogni passante si sentì un po’ sospeso nell’aria, sostenuto magicamente da lievi sbuffi di nuvole leggere come nei quadri di Magritte ed entrò così, veleggiando, nel giorno nuovo.”

Buon mattino, marina

martedì 14 aprile 2009

bonifici


Cari amici queste sono le ricevute dei due bonifici che ho effettuati questa mattina. Con un po' di sforzo, trattandosi delle copie, è possibile leggerli.
Il primo è per la Ditta Tecnovant ed è di 400 euro
Il secondo è per la Libreria Mondadori di Ornella Gelmini ed è di 150 euro

Non metterò le cifre dei vari bonifici (cosa che avrebbe fatto inorridire oltre a me anche Guglielmo) perché penso che qualunque sia l'importo il gesto abbia lo stesso valore. Ma verificherò il CRO, come suggerito da voi per evitare che le banche commettano errori.
Per il momento sul conto è arrivato solo il bonifico di Costantini Elvira. E' del tutto normale, date le feste.
Siccome odio andare in banca passando nel cubicolo che funge da ingresso, la prossima visita la farò lunedì prossimo e vi aggiornerò.

ciao a tutti e grazie, marina

sabato 11 aprile 2009

segnalazione col cuore

Scusate, sono di passaggio perché devo assolutamente dire tutto il mio grazie a Ornella e a Sara. Mi esce dai capelli! Sono due grandi!
Io non conto nulla, il lavoro vero lo hanno fatto loro!

Auguri ed Anna

Cari amici sarò lontana da questo computer fino a martedì mattina. Intanto vi faccio i miei auguri. 
Martedì sarò in banca ed effettuerò il bonifico per la ditta di Avezzano che ha messo a disposizione il computer. Ne sto aspettando le coordinate bancarie. Comincerò anche a pubblicare i dati dei bonifici di cui già ci sarà traccia sul mio conto. Intanto vi abbraccio tutti e vi ringrazio, marina

venerdì 10 aprile 2009

anna!

Il computer è in viaggio! Ho appena parlato con Anna, è molto contenta e vi ringrazia tutti. Fra poco potrà farlo personalmente dal suo nuovo computer! Andiamola a trovare tutti! MISSKAPPA

ANNA!

ISTRUZIONI DEFINITIVE

EVVIVA! TUTTO CHIARITO CON L'INCARCERATO!!! IL COMPUTER VERRA CONSEGNATO AD ANNA DAI VOLONTARI DI AVEZZANO. LO COMPRIAMO AD UN PREZZO DI FAVORE. COMPRESA CHIAVETTA E ABBONAMENTO INTORNO AI 600 EURO.
IO RACCOLGO I SOLDI POI FACCIO IL BONIFICO DIRETTAMENTE AL NEGOZIO CHE SI FIDA DI NOI E GIA METTE A DISPOSIZIONE IL COMPUTER!!!
SE I SOLDI SARANNO DI PIU ANNA CI DIRA COSA FARNE. 
RIMETTO LE MIE COORDINATE, TANTO GIA GIRANO...
GRAZIE A TUTTI!


Banca Popolare di Novara presso filiale di Roma N. 2 Piazza Dante
Codice SWIFT: NVRBIT21062
IBAN: IT34C0560803202000000002727
CIN C
ABI 05608
CAB 03202
C/C 2727 INTESTATO a Marina Pierani

CAUSALE VERSAMENTO: PC PORTATILE PER ANNA COLASACCO

Anna!

Cari e generosi amici, per il momento dovete attendere; anche io sto attendendo di parlare con l'incarcerato che ha preso il timone nelle sue mani. mi scuso, marina

giovedì 9 aprile 2009

Anna!

Amici, mi spiace ma non posso restare al computer, ho un problema. Mi ricollego domani mattina molto presto.
Non accavalliamo i sistemi di pagamento, non facciamo casino per favore! Adesso cerco di parlare con Anna.
grazie a tutti, marina

Non riesco a parlare con Anna e sento da Daniele che c'è chi si sta organizzando diversamente. Non so più niente. Non mandatemi soldi finché non avrò appurato da Anna eventuali cambi di programma.
scusate, marina

aggiornamento
L'incarcerato riceverà i soldi da me e li darà a Ornella che comprerà il computer ad Avezzano e lo manderà ad Anna. Uff, ce l'abbiamo fatta. Se andate da Daniele c'è tutto spiegato per bene. A domani, marina

 


ALTRO AGGIORNAMENTO
MI HANNO CONSIGLIATO DI TOGLIERE I MIEI DATI BANCARI DALLA RETE. RIVOLGENDOVI ALLA MIA MAIL VE LI DARò.
emmepi43@mclink.it

Anna!

Ho appena parlato con Anna e abbiamo deciso di fare così: qui su Roma compriamo computer portatile, chiavetta USB e abbonamento. Poi un suo amico viene a ritirarlo a casa mia e glielo porta. Io posso anticipare i soldi ma mi dovete dire ESATTAMENTE  che cosa comprare o qualcuno, cui io darei i soldi, dovrebbe comprare il tutto e portarlo a casa mia.
Chi vuole partecipare potrà versare il suo contributo sul mio c/c
PS Se i soldi dovessero avanzare Anna ci dirà a chi darli

computer per Anna

Scusatemi, ho letto solo adesso i vostri messaggi. Sarebbe bellissimo poter mandare il computer ad Anna! Io sono a disposizione nel modo che risulti più utile. Posso anticipare io e poi mi ridate i soldi sul mio conto. Qualcuno su Roma come me e che ci capisca potrebbe acquistare il computer. Silvano? La sola cosa che non posso fare è viaggiare. Gli amici lo sanno.
Ditemi voi.

mercoledì 8 aprile 2009

aiuti terremoto

Anna suggerisce di attendere ma io intanto ho trovato le indicazioni utili

CONTO CORRENTE BANCARIO: BANCO DI BRESCIA fil.2 Milano cc n. 9535
intestato a Associazione nazionale alpini terremoto abruzzo
via marsala 9- 20121 milano
IBAN IT69 X035 0001 6320 0000 0009 535
BIC/SWIFT BCABIT21

CONTO CORRENTE POSTALE
POSTE ITALIANE-BANCOPOSTA CONTO CORRENTE N. 16746208
INTESTATO A ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI TERREMOTO ABRUZZO
VIA MARSALA 9- 20121 MILANO
IBAN IT 26 H076 0101 6000 0001 6746 208
BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

segnalazione aiuti

sul sito dell'Associazione Nazionale Alpini compariranno a minuti le indicazioni per gli aiuti

dall'Unità

l tam tam sta crescendo sempre di più. La domanda è semplice e le risposte date finora dalla politica appaiono, in queste ore, sempre più insensate. Perché devono andare sprecati quei 460 milioni di euro per organizzare il voto dei referendum, quando potrebbero essere accorpati con le elezioni europee. Quella cifra potrebbe essere impiegata immediatamente per ricostruire le case degli abruzzesi, le decine di scuole indispensabili per far riprendere l'anno scolastico ai bambini de L'Aquila, rimettere a posto le strade, ristrutturare e rimettere in funzione l'ospedale danneggiato dal terremoto e così via.

sul sito dell'Unità è possibile firmare

notizie da Anna

Questi sono i più recenti post di Anna

7 aprile

L'Aquila non c'è più
Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell'imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L'Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E' tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna
BUTTATO GIÙ DA ANNA ALLE ORE 23.38







PASSAPAROLA
Messaggio da ANNA: Ciao a tutti! In queste ore purtroppo si sta intensificando lo sciacallaggio da parte di finte associazioni e gruppi che chiedono soldi per aiutare i terremotati. Non mandate nulla se non siete certi dell'attendibilità delle organizzazioni!!
Un' associazione sicura alla quale si possono inviare è l'ANA: Associazione Nazionale Alpini.
Mi raccomando fate passare questo messaggio ovunque e fate passaparola per evitare che si mandino soldi a delinquenti che stanno approfittando di questa disgrazia.
Un bacio a tutti
BUTTATO GIÙ DA ANNA ALLE ORE 21.17

martedì 7 aprile 2009

il fiume


Parlare del terremoto non so farlo. E non voglio aggiungere parole vane a parole vane.
Ma sentita la dichiarazione del presidente del Consiglio che rifiuta le offerte di aiuto di paesi amici questa domanda mi esce dalla gola.
Che cosa c'è di più bello che aiutare e farsi aiutare? La solidarietà è un fiume che scorre nelle due direzioni. Rifiutarla dagli altri è grave quanto negargliela. Nei momenti del dolore ci si capisce ci si conosce ci si riconosce e si creano legami forti. 
Ma naturalmente la propaganda parla un'altra lingua.

persona umana e c'est tout

Probabilmente gli uomini non capiranno fino in fondo quello che intendo, ma io sto sperimentando una condizione meravigliosa per una donna. Quella di non dover più essere oggetto gradevole alla vista. Da bambine inizia nei confronti delle femmine — accadeva ai miei tempi, a quelli di mia madre e a quelli di mia nonna; è accaduto a mia figlia e vedo che ancora accade alle bambine di oggi, forse addirittura più precocemente — una politica di socializzazione volta a inculcare in loro il dovere di essere belle. Una pressione che le accompagna per tutta la vita. Non conosco donne che siano DAVVERO riuscite a sottarvisi. Neanche quelle che orgogliosamente lo proclamano. Spesso infatti le donne che sembrano libere di fronte a questo pesantissimo dovere sociale sono semplicemente donne molto lontane da ognuno dei modelli estetici che ci viene proposto —infatti sono diversi —e che hanno considerata chiusa la partita semplicemente perché si sono sentite sconfitte e ne hanno riportata una sensazione amara di inadeguatezza, mascherata da sprezzo ma ugualmente cocente.
Lo sguardo degli uomini ci segue sempre, ci pesa, ci esamina, ci valuta, ci confronta e ci assegna un punteggio. Lo sguardo delle altre donne fa lo stesso, spesso con più severità se non addirittura crudeltà. E’ un gioco che conosciamo tutte. Neppure tra le pareti domestiche siamo davvero libere di essere, se vogliamo, scorfani e cozze. Così infatti può capitarci di essere definite.
Io non discuto il fatto che questo possa accadere ANCHE ai maschi. Dico che per un maschio non è il primo dovere. Ne hanno altri naturalmente, ma anche noi ne abbiamo altri e inoltre questo è un dovere particolarmente pesante: esso infatti aderisce a noi stesse, alla nostra identità, alla nostra autostima come una seconda pelle. Una donna è, in prima istanza, QUELLO CHE APPARE. Poi, dopo, sarà valutata ANCHE sulla base di altri parametri. Intanto però, IL PRIMO è estetico. La società ci vuole esteticamente gradevoli, gli uomini ci vogliono sessualmente appetibili.
La peggiore delle malvagità e delle ipocrisie è quando ci dicono che dobbiamo farlo “per noi stesse”. Che non dobbiamo trascurarci ai nostri stessi occhi. Ma questo trascurarci, come lo chiamano, è spesso semplicemente, ESSERE, altrettanto semplicemente, nudamente, COSÌ COME SIAMO.
Io non sono stata particolarmente bella né vanitosa, ma tutto quello che sono riuscita a fare per sottarmi alla pressione della società è stato inventarmi UN MIO MODO di essere bella, di scostarmi, per quanto ho potuto, dalle mode e dai modelli. Ho scelto cioè di rielaborare, sulla mia personalità, i dettami sociali. Mai però sono riuscita a sottrami al giudizio implicito degli sguardi maschili. Per altro, ma questo è un mio problema personale, quando esso era benigno non l’ho mai creduto vero.
Oggi ho sessantacinque anni, anche se difficilmente me li attribuiscono. Però li ho e felicemente. Ancora mi capita di vedermi osservare mentre cammino in strada da un uomo che mi viene incontro. Poi, avvicinandosi, mi mette nella categoria ex. Ex donna. Infatti, con l’età, diventiamo semplicemente asessuate, perché donna e oggetto sessuale, nel più lato dei sensi, è tutt’uno nella mente degli uomini. E quindi delle donne, ahimé. Per quanto affermata nei più disparati campi, addirittura dotata di grande potere, una donna IN PRIMIS verrà valutata per le sue attrattive.
Ma viene infine un’età in cui nessuno ci e si chiede più se siamo belle e quanto siamo belle e noi siamo libere.
Beh, io trovo che questa condizione di ex-donna, questo stato di essere umano non connotato sessualmente, è MERAVIGLIOSA.
Sono diventata UNA PERSONA UMANA. Semplicemente. Posso decidere a questo punto, MA DAVVERO, di essere bella per me, a modo mio. Di farmi la crocchia come mia nonna, ad esempio, o di essere vanitosa A MODO MIO. Di essere una vecchia signora ordinata e basta, che, se vorrebbe pesare meno è per sentirsi più leggera e più agile e per affaticare meno le sue ginocchia. All’uomo che, distante sul marciapiede, è ancora incerto sulla mia età e già mi applica il suo sguardo valutativo, io posso fare un bel sorriso (bello nel senso di allegro e soddisfatto) confermandogli con la mia tranquilla accettazione che sì, sono SOLO E FINALMENTE UNA PERSONA UMANA.

PS Dopo sedici giorni di arresti domiciliari oggi esco e queste sono le considerazioni che mi sono venute in mente.

PPS Ogni volta che dovete parlare dell'umanità provate a sostituire il termine "gli uomini" con quello di "persone umane". La persona che me lo suggerì, molti anni fa', è un uomo, un uomo straordinario in effetti, che applica questa regola rigorosamente ma spontaneamente.

lunedì 6 aprile 2009

segnalazione urgente

La nostra Anna Miskappa sta bene e anche la sua famiglia. Non so però le condizioni delle loro case. Mi ha solo detto: siamo vivi.  Se avrò altre notizie ve le comunicherò.

domenica 5 aprile 2009

A beautiful day dagli U2 a tutti voi




U2
BEAUTIFUL DAY





The heart is a bloom, shoots up through stony ground
But there’s no room, no space to rent in this town
You’re out of luck and the reason that you had to care
The traffic is stuck and you’re not moving anywhere
You thought you’d found a friend to take you out of this place
Someone you could lend a hand in return for grace



It’s a beautiful day, the sky falls
And you feel like it’s a beautiful day
It’s a beautiful day
Don’t let it go away



You’re on the road but you’ve got no destination
You’re in the mud, in the maze of her imagination
You love this town even if it doesn’t ring true
You’ve been all over and it’s been all over you



It’s a beautiful day
Don’t let it go away
It’s a beautiful day
Don’t let it go away



Touch me, take me to that other place
Teach me, I know I’m not a hopeless case
See the world in green and blue
See China right in front of you
See the canyons broken by cloud
See the tuna fleets cleaning the sea out
See the bedouin fires at night
See the oil fields at first light
See the bird with the leaf in her mouth
After the flood all the colours came out



It was a beautiful day
A beautiful day
Don’t let it go away



Touch me take me to that other place
Reach me, I know I’m not a hopeless case

What you don’t have, you don’t need it now
What you don’t know you can feel it somehow
What you don’t have, you don’t need it now
You don’t need it now, you don’t need it now

Beautiful day



BEAUTIFUL DAY


Il cuore è un fiore, che cresce su un suolo di pietre
ma non c'è alcuna stanza, nessuno spazio da affittare in questa città
sei sfortunato ed è il motivo per cui dovevi fare attenzione
il traffico è bloccato e non riesci ad andare in alcun posto
pensavi di aver trovato un amico che ti portasse lontano da questo posto
qualcuno a cui potevi tendere la mano come ricompensa per la grazia

E' un bel giorno, il cielo è a portata di mano
e tu ti senti come se fosse un bel giorno
E' un bel giorno
non lasciarlo trascorrere

sei in strada ma non hai nessuna meta
sei nel fango, nel labirinto della sua immaginazione
ami questa città anche se non sembra vero
tu l'hai girata tutta e tutta ti ha avvolto

E' un bel giorno,
non lasciarlo trascorrere
E' un bel giorno
non lasciarlo trascorrere

Toccami, portami in un altro luogo
insegnami, non sono un caso senza speranza

vedi il mondo colorato di blu e verde
vedi la Cina proprio davanti a te
vedi i canyon spaccati dalle nuvole
vedi i pescherecci di tonni che ripuliscono il mare
vedi i beduini che sparano nella notte
vedi i campi unti alle prime luci
vedi l'uccello con la foglia nella sua bocca
dopo l'inondazione tutti i colori vennero alla luce

Era un bel giorno
Un bel giorno
non lasciarlo trascorrere

Toccami, portami in un altro luogo
insegnami, non sono un caso senza speranza

Ciò che non hai, non ti serve ora
ciò che non conosci puoi sentirlo in qualche modo
ciò che non hai, non ti serve ora
non ne hai bisogno ora

giovedì 2 aprile 2009

mi rispondo/sei

Tutto deve per forza verificarsi nella coscienza perché sia possibile la guarigione?

Alain Ehrenberg
La fatica di essere se stessi

Questa domanda l'ho particolarmente apprezzata. Mi consente di riflettere sugli affari miei. La mia risposta è che la guarigione è possibile anche all'esterno della coscienza. Che la coscienza nel nostro secolo è molto sopravvalutata. SIC! E che, se apprendere che siamo infinitamente meno coscienti dei nostri atti di quanto generalmente crediamo -fatto ormai di assoluta evidenza scientifica- dà qualche brivido, aggiunge però anche una nota di leggerezza e di scapestrata superficialità alle nostre vite, così pesanti di consapevolezza.
In ogni caso ad Ehrenberg rilancio con un'altra domanda: Coscienza o meno, è possibile la guarigione? Peccato che non legga il mio blog. Anche questa risposta dovrò cercarmela da sola.