lunedì 24 dicembre 2012

natale

I muscoli facciali mi dolgono a forza di rispondere sorridendo: grazie, anche a te; grazie, anche a voi; grazie, anche a lei. Sul Natale abbiamo ed ho, detto e scritto di tutto. Cos'altro si può dire sul Natale?
Nella mia mente scorre continuamente, come i sottotitoli di un telegiornale, una sola parola: farcela.


diversa

Tutte le cose, anche le più insignificanti, sono diventate diverse. Oggetti ed alimenti, anche.
Tutte le cose le guardo in un modo diverso, ed emergono ai miei sensi diverse e nuove. Parlano una nuova lingua. Suscitano in me pensieri e considerazioni e commenti nuovi e diversi. Repulsioni nuove.
Sono loro diverse?
Sono io diversa.

Anche i nomi delle strade sono diversi. Ogni luogo, ogni spazio prende un nome nuovo ed ogni via, ed ogni piazza ha come nome una propria circonlocuzione: qui è accaduto questo, lì successe quello; qui normalmente si faceva questo, lì normalmente si svolgeva quello e così via...
Sono gli spazi e i luoghi nuovi e diversi?
Sono io diversa.

sabato 22 dicembre 2012

casini vari

Il nuovo blog essenzialmente libri è forse un po' troppo moderno per me...
Da quello che ho capito si clicca su una delle foto e il post si apre, per leggerlo si fa scorrere verso il basso un rettangolino nero che compare a destra. Sotto il post c'è lo spazio per i commenti.
Invece lo spazio per iscriversi l'ho tolto. Era un gesto di pura vanità,vergogna.
Quando il blog si apre alla home page, a destra c'è un rettangolo nero che percorre tutta la pagina. Passandoci sopra si vede l'archivio,  le etichette, i blog segnalati (che sto inserendo un po' per volta),  l'avviso per il copyright, la segnalazione del mio libro e infine il mio profilo. Forse ho messo troppe voci diverse e non si riesce a vederle tutte. Ci devo lavorare un po'. Scusate.
Che poi perché dovreste fare tutti questi sforzi? boh

in piena luce

Nel libro L'angoscia di Re Salomone di Romain Gary teatro della storia è un'associazione di aiuto, "S.O.S. Benevoli, alla quale si può telefonare giorno e notte quando il mondo diventa troppo pesante da portare e perfino opprimente ed è l'angoscia".

Così uno dei volontari accoglie un possibile nuovo volontario:

"È abbastanza difficile, vedrà. A conti fatti, tutto si riduce a un eccesso d'informazioni su noi stessi. Prima, uno poteva ignorarsi. Poteva conservare le proprie illusioni. Oggi, grazie ai mass-media, alla radio e soprattutto alla televisione, il mondo è diventato eccessivamente visibile. La più grande rivoluzione dei tempi moderni è questa improvvisa e accecante visibilità del mondo. Nel corso degli ultimi trent'anni abbiamo appreso sul conto nostro più di quanto abbiamo appreso nel corso dei millenni, ed è una cosa traumatizzante. Quando abbiamo finito di ripeterci, ma no, non sono io, sono i nazisti, sono i cambogiani, sono i...che so io, finiamo col comprendere che si tratta di noi. Di noi stessi, sempre, dappertutto. Di qui la colpevolezza. Ho parlato poco fa con una giovane donna che mi aveva annunciato l'intenzione di immolarsi col fuoco per protestare. Non mi ha detto contro chi voleva protestare a quel modo. Ma è evidente. Il disgusto. L'impotenza. Il rifiuto. L'angoscia. L'indignazione. Siamo diventati im-pla-ca-bil-men-te visibili ai nostri stessi occhi. Siamo stati brutalmente trascinati in piena luce, e c'è poco da stare allegri."


mercoledì 19 dicembre 2012

chi mi vuol bene.....


Cari amici oggi vi presento il mio nuovo blog

Chiariamo subito: Inezie essenziali non morirà né, ora che ho ripreso ad occuparmene, lo trascurerò.
Il nuovo blog è una cosa diversa.
Nasce però da una costola di Inezie essenziali, prende spunto cioè dalla mia abitudine di dare piccoli suggerimenti di lettura, quelli che chiamavo il Segnalibro.
Il  mio nuovo blog si chiama Essenzialmente libri e sarà dedicato solo ai libri, senza altri contenuti.
Conterrà segnalazioni, consigli, suggerimenti, recensioni e qualche sorpresa.
Mi piacerebbe avere la vostra collaborazione.
Infatti vorrei che fosse un blog aperto.
Potremmo scambiarci e condividere  i nostri post sui libri e sul mondo che vi ruota intorno, aprire discussioni, confronti; potreste consigliarmi letture di cui occuparmi,  potreste mandarmi recensioni, suggerire giochi, sondaggi e quanto altro vorrete.
E naturalmente, potreste intanto dargli un'occhiata e, se vi sembra interessante, iscrivervi come lettori. :-)

Perché questo nuovo blog? Per mettere nelle mie giornate qualche cosa di nuovo, e nella mia vita qualche cosa che mi serva di stimolo.
È un po' anche un modo per costruire uno spazio in cui la mia storia non entri che indirettamente. Come un vestito nuovo, forse una maschera, o un velo. Non lo so bene, vedrò.
Intanto però inizio. È anche una sfida a me stessa. Se la perderò, l'avrò persa e forse avrò saputo qualche cosa di più di me in questo momento della mia vita.
In ogni caso, fatemi i vostri auguri!
Grazie, marina

martedì 18 dicembre 2012

indietro...

La memoria del corpo, benché meno vasta di quella della mente, circoscritta e delimitata dalla nostra pelle così com'è, mi sembra talvolta più minuziosa e penetrante.
Ricordare con il corpo ha un effetto potente, totalmente coinvolgente e velocissimo, immediato.
In questo senso il nostro corpo si sposta nel tempo, senza ostacolo alcuno.
                                                                Pierre Auguste Renoir
Non servono, talvolta, neanche le madeleines, semplicemente all'improvviso il nostro corpo torna indietro di decine e decine di anni, e precipita indietro fino ad una festa, ad un ballo.
È questo il vero teletrasporto. Non so dire se è più doloroso che emozionante.

venerdì 14 dicembre 2012

venerdì pesce


Si sa che Copernico aveva ragione
e torto Tolomeo
Ma forse –dicono nuove teorie-
il torto tolemaico non è
così contorto
Forse siamo davvero
al centro di un universo.
E il pesce è nato
Per il nostro venerdì.

2007 m.p.

martedì 11 dicembre 2012

di sé

-Si percepisce la propria forza quando si sta soli nella propria debolezza-
disse così il Professore e io credetti.
Ora invece comprendo.

lunedì 10 dicembre 2012

senza risposta

« Cependant j’étais loin d’être désespéré. Je ne le suis même pas devenu aujourd’hui. Je me donne seulement des airs. Le plus grand effort de ma vie a toujours été de parvenir à désespérer complètement, il n’y a rien à faire. Il y a toujours quelque chose en moi qui continue à sourire. »
Romain Gary La promessa dell'alba

"Eppure io ero ben lontano dall'essere disperato. E non lo sono divenuto neanche oggi. Mi do solo delle arie. Il più grande sforzo della mia vita è sempre stato di arrivare a disperare completamente, ma non c'è niente da fare. 
C'è sempre qualche cosa in me che continua a sorridere."

Come prima cosa si sorride di questo grande sforzo per arrivare a disperare di Gary. Come sempre l'ironia di Gary rende leggero anche il più profondo dei pensieri. (Solo quando Gary parla dell'amatissima madre l'ironia cede, svanisce). 

Gary non mente sul sorriso: si continua a sorridere, è vero. Noi come lui. 
E io credo nel sorriso di Gary, credo nel sorriso di Gary come segno di una inarrestabile fiducia nella vita.
Il titolo del libro "La promessa dell'alba" ha un doppio significato.
Quel genitivo può essere soggettivo -è l'alba che ci promette qualche cosa per il nuovo giorno- o oggettivo -Qualcuno ci promette l'alba. Quest'alba che torna in ogni caso è una promessa e Gary la raccoglie.
Ma siamo davvero sicuri che l'alba sia sempre una promessa? Sia che essa sia pura natura, profezia che si autorivela o dono da un altro luogo-tempo-essere, è sempre una promessa?
Per quanti lo è?
Per chi non può esserlo?
E si può credere alle promesse?

venerdì 7 dicembre 2012

buon giorno

Non sopporto l'idea di sollecitare gli altri ad aprirsi con me, di spingerli a raccontarmi qualcosa di  personale, men che mai se doloroso.
Così mi limito a sorridere e a rivolgere un buongiorno cortese alla persona che so malata -del male che miete vite in questo tempo- perché una volta rapidamente vi accennò. Mi sentirei intrusiva. Mi sembrerebbe di invadere la sua riservatezza che, almeno ai miei occhi, è manifestata dal suo cordiale sorriso di risposta. Chiederle come sta in questo periodo, come vanno le cure o fare una osservazione sulla sua visibile energia, sul modo imperturbabile con cui conduce la sua solita vita, non potrei. Le apparirà come indifferenza? Probabile.

La discrezione è un bisogno così forte per me che se sento la tentazione di sollecitare qualcuno mi identifico con colui che verrebbe sollecitato e non con me che solleciterei. Il mio bisogno di riservatezza, il desiderio forte di non essere interpellata fa sì che io mi astenga da ogni gesto che pure potrebbe essere di riguardo, di attenzione.

Eppure ogni volta mi chiedo se sto sbagliando e mi allontano col dubbio, con il peso della mia domanda.
So che la legge che vale per me potrebbe non valere per l'altra persona, che potrebbe desiderare un gesto, una parola di sollecitudine ma questa è per me solo una ipotesi di scuola. Sempre mi trattiene il pensiero che, come me, desideri solo passare sveltamente, senza che qualcuno entri nella sua vita difficile e ne carpisca un sia pur minimo riflesso nella sua voce sfiorata dal pianto, nel suo sguardo improvvisamente velato. Senza che qualcuno porti in primo piano dolore e sofferenza. È capitato che questa muta discrezione mi sia stata riconosciuta nel tempo come atto di attenzione e che abbia ricevuto gratitudine. Ma siamo ognuno diverso ed è difficile sapere qual è veramente l'aspettativa di chi abbiamo di fronte.

Vorrei che esistesse un modo per chiedere permesso, un modo per testimoniare partecipazione senza che neanche una parola scalfisse la riservatezza e il bisogno di silenzio. Io non lo conosco e mi accontento di dire buongiorno, di immettervi il massimo di sincerità per trasformare la breve formula convenzionale nell'augurio vero di un buon giorno.

giovedì 6 dicembre 2012

Così descriveva Marcel il carattere della sua prozia "Ogni volta che vedeva negli altri un bene, per quanto piccolo, che lei non aveva, persuadeva se stessa che non era un bene, ma un male, e li compiangeva per non doverli invidiare".

Persone così, penso, le abbiamo incontrate tutti. Ci compiangono ma forse più meriterebbero di essere compiante. 

lunedì 3 dicembre 2012

l'azzurro viaggio


Freddo cristallino cielo
nell’ultimo mese dell’anno
lo stesso colore del giugno
Come se il dito di Dio
avesse gelato l’estate

Il sole viaggia 
gli ruota intorno il nostro cielo
alziamo la testa a guardarlo
Venere Sirio le Orse
insieme nei pulviscoli
viaggiamo l'azzurro viaggio 
e non arriviamo mai
non arriviamo mai

m.p.