sabato 19 giugno 2010

ode al libro

Pensierino dopo una notte di lettura (Tempo d'estate di John Coetzee)

Se sapessi scrivere inni alla maniera di Manzoni, accoppiando due senari autonomi in un dodecasillabo potente, scriverei un inno al libro. Se avessi familiarità con l'endecasillabo ipermetro di Montale, pure scriverei un'ode al libro. Qualunque dimestichezza avessi col versificare l'userei per lodare il libro. Perché dal libro si vede il mondo (come sembra suggerire Quint Bucholz) e sé stessi nel mondo. Nel libro riposo e mi ritempro, mi rifugio e mi metto in salvo, cresco e scaccio la mia povertà, mi cullo e mi risveglio, torno a me e trovo la forza per tornare al mondo.
Finché esisteranno libri da leggere sarò salva.


5 commenti:

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  2. non è già forse questa un' ode al libro?

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  3. Lo sottoscrivo... Senza libri non vivrei.

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  4. Ti invidio un po' questa capacità di godere dei libri. Penso che sia una bella risorsa.

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  5. sarò salva anche io..per fortuna

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Non c'è niente di più anonimo di un Anonimo