venerdì 25 settembre 2009

l'altalena


Avete presente quella trasmissione dove tutti inciampano, cadono, si ribaltano, rotolano ecc?
Beh ogni volta mi fa incavolare. Si vedono cadute da cui il poveretto di turno non può essere uscito con meno di tre, quattro ossa rotte! Qualcuno probabilmente c'è anche restato secco! E francamente non vedo che cosa ci sia da ridere.
Comunque ogni tanto la guardo perché ci sono anche cani e gatti e cavalli e pesci e uccelli e scimmie (ah, le scimmie) e topi ed elefanti che compiono mirabolanti imprese. Per me è una vera festa guardarli. Va beh, sarò infantile.
Comunque se ci fate caso c'è sempre, ma proprio sempre, qualcuno che cade da un'altalena. E' un classico.
Beh, non è così facile scendere da un'altalena.
Volevo dire solo questo.

12 commenti:

  1. anche a saltar giú ci vuole perizia e tempismo.
    io consiglio in caso di dubbio: smettere di muovere le gambe e attendere che il moto sia esaurito, spostare il peso in avanti e toccare terra con ambedue i piedi. et voilá.

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  2. grazie marina mi hai fatto ridere, poi mi chiedo perchè.... in quello che tu hai scritto non ci sarebbe da ridere e concordo con te che la trasmissione di cui parli è
    isultante per quelli che a camera spenta si devono medicare, perciò credo che la bella risata che mi sono fatta dipenda dalla sorpresa che si ha quado si scopre un lato della personalità di qualcuno che si conosce ma non così profondamente.in questo caso credo sia la fresca spontaneità dei bambini che notano cose che agli adulti ormai sfuggono.
    spero di non averti offeso. ciao s.

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  3. E' verissimo. Anche io qualche volta, in attesa di qualche programma che voglio vedere, nello zapping serale finisce che arrivo lì, e le conclusioni sono proprio le stesse che hai fatto tu. Infatti il tuo post mi ha divertita da morire!

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  4. nei film comici quando vogliono suscitare risate in effetti c'è sempre qualcuno che ruzzola o inciampa maldestramente, quandomi capita di cadere sono la prima che si mette a ridere, deve essere una reazione naturale

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  5. Un paio di giorni fa, chiacchierando con un amico prof di filosofia, mi ha ricordato l'altalena più famosa della storia della sua materia di insegnamento: quella di Schopenhauer, e si meravigliava dell'esistenza di un libro di uno psichiatra americano, Irvin Yalom, intitolato "La cura Schopenhauer" - che cura? mi chiedeva. Non gli ho saputo rispondere brevemente. Ora lo saprei fare: scendere dall'altalena senza farsi male, nel mezzo dell'oscillazione tra dolore e noia.

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  6. L'altalena va fermata, rallentata, e poi quando riprendi a darti la spinta devi tenerti ben stretto per volare e restare in cima.

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  7. Di quel genere di trasmissioni, ciò che m'indigna maggiormente è che le "vittime" di turno sono spesso i bambini. Prendono delle botte terribili mentre gli adulti che li riprendono rimangono impassibili dietro la videocamera.
    Verissimo: non è così facile scendere da un'altalena.
    Buon fine settimana, ciao.

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  8. Le cose sono due.. o si piantano i piedi per terra , frenando bruscamente l'altalena (scelta abbastanza dolorosa).. oppure si fa un salto..(sempre che l'altalena non vada troppo valoce).. e la seconda era la mia preferita..in fondo era divertente.. (mamma si arrabbiava sempre pero)..

    anche io sono contraria alle risate per qualcuno che si fa male.. ma perchè poi per divertire un gruppo di persone è inevitabile che qualcuno si faccia male??!??! non lo concepisco proprio!! non si potrebbe ridere tutti, ma proprio tutti , insieme??.. e poi, citando quei programmi, devo dire che dopo 5 minuti di cadute uno si annoia..cioè. e fate pure qualcos altro, e invece no..mezz'ora a vedere la gente che si fa male.. ma chi ride..perchè ride?!?!?!??!?!

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  9. Ciao bella,
    mi piace l'idea dell'altalena.....mai scherzare chi cade, tutti prima o poi ci facciamo male!!!
    un'abbraccio

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  10. benvenuta Silvia! trovo il tuo commento perfetto e ora vengo in visita sul tuo blog
    marina

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  11. benvenuta anche a Viola e bentornato a Pim (ma il tuo blog è cambiato?)
    marina

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