giovedì 23 luglio 2009

aiutamese tra de noi


La crisi è protagonista anche al mercatino di via Sannio, versione minimalista di Porta Portese. Qui i grandi del mercato dell'usato, i napoletani, non ci sono. Ma moltissimi marocchini, bengalesi, senegalesi tengono d'occhio il banco mentre i titolari chiacchierano fra di loro.
Colgo al volo uno scambio di battute tra i due titolari di uno dei primi banchi :
Uno: -Qui bisogna scenne, se no nun se venne gnente
l'altro:- aspettamo n'antro po'
-ma nun lo vedi che passeno e vanno avanti! cambia quer cartello e ddai!
L'altro alza le spalle e passa a gridare: -tutto a due euro, donne, stamattina me so impazzito

I banchi di capi nuovi, jeans, magliette, borse, scarpe, bigiotteria, pantaloni militari, vestitini estivi, pareo, cappelli di paglia, due pezzi ecc. sono deserti.
E' una piacevole sorpresa: in genere per attaversare la zona del nuovo e arrivare all'usato bisogna farsi strada tra corpi accalcati.

Arrivata all'usato, la mia meta, scopro che solo lì c'è animazione intorno ai banchi.
Il grido classico si alza intorno a noi: smucinate donne smucinate!
Sarebbe a dire mandate tutto all'aria, cercate, frugate come vi pare...
L'odore è quello solito: disinfettante, polvere e l'odore della gente.
Anche i richiami dei venditori sono gli stessi.
-Un pezzo tre euro due pezzi cinque
-chi cerca trova da me trovate pure marito
-fateve belle co due euro! strilla un altro -

Ma me ne arriva uno nuovo: donne aiutamose tra dde noi che silvio nun v'aiuta!
Io aiuto voi, voi aiutate me! Tutto a un euro!

Io procedo con metodo, banco dopo banco, secondo una tecnica semiprofessionale, appresa in trent'annni di visite a tutti i mercati dell'usato del centro Italia. Dopo un primo rapido giro vedo che i banchi vanno da tutto a 50 centesimi ad un massimo di 4 euro; ma per la prima volta, noto un banco dove tutto è a 25 centesimi: sono reggiseni e mutande da uomo, donna e bambino.

Ad un banco che conosco bene chiedo dove sono i vestiti in cotone, anni sessanta, che ha sempre avuto.
-Quest'anno nun ce li metto, dice. Nun me conviene. Co 'sta crisi li dovrei dà a due euro.
Il vicino di banco gli obietta: -perché er deposito nun te costa? e apri quer fagotto!
-Me ne tira fuori qualcuno? gli chiedo, anche a 5, 6 euro.
Ma l'uomo è irremovibile e per sottolineare la sua posizione comincia a gridare
-nun date retta a silvio donne: la crisi c'è!

Silvio è molto citato a via Sannio. E' la prima volta in tanti anni che il nome del capo del governo viene usato come slogan. Chi di spada ferisce di spada perisce, penso.

-Donne imparateve a cucì che è finita la pacchia, grida il titolare di un banco di pezze varie, avanzi di tessuti per tovaglie e lenzuola, rotoli di fodere...

In effetti c'è poca merce e più scadente del solito. Persino il banco delle "grandi firme", capi usati tutti di marca, è sguarnito.

Il mercatino è deludente. Comunque riesco a scovare un vestitino in puro lino color albicocca per mia figlia. Scopro rimestando che c'è anche la giacchetta uguale. Ha le spalline imbottite ma le eliminerò. Mi batto per far considerare il due pezzi un capo unico e pagare il tutto 5 euro. Arriviamo ad un compromesso e con sette euro me li porto via. Addosso a mia figlia sembrerà appena uscito da una sartoria e sofisticatissimo. Quella ragazza mi dà sempre grandi soddisfazioni.

Gironzolo ancora un po' : scorgo un costume da bagno intero anni quaranta praticamente identico ad uno di mia madre. Spulcio il banco dei vestiti "tirolesi" e quello del "bianco", camicette, camicioni, lenzuola e federe ricamate.
Alla fine vengo via avendo speso in tutto 11 euro e portandomi a casa il completino per mia figlia e due camicie da notte in cotone per me.
A casa laverò il tutto-doppio lavaggio- detersivo più disinfettante.
Chiudo la spedizione mentre dai banchi del nuovo i venditori si sgolano: Fermateve donne! La moda è qui!

12 commenti:

  1. "C'è grossa crisi" tuonava Guzzanti. E che votino a destra questi sprovveduti e vediamo cosa faranno per risollevare il paese!

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  2. Sarà la crisi?
    Eppure i ristoranti sono pieni, i bar anche, certi locali notturni sembrano non risentirne... eppure dicono ci sia crisi.
    Ieri ho comprato un jeans a €.30, prima prezzato a €. 135... Mah! non me lo spiego, sarò duro.
    In ogni modo, dicono ci sia crisi.

    Rino, sentendo parlare di crisi da 48 anni.

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  3. Vorrei vedere Dolce & Gabbana con la bancarella a via Paolo Sarpi svendere le cinturone con le fibbiazze coattissime a cinque euro!

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  4. Gli slogan che hai sentito al mercatino di Via Sannio, che conosco e frequento, dicono tutto e ci fanno riflettere su come siamo messi male.

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  5. A parte l'amarezza del suo significato, questo post mi e' piaciuto molto. Mi e' sembrato proprio di esserci al mercatino.

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  6. la moda ai tempi della crisi (vintage era)

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  7. bellissimo e splendidissimo post...mi sai che faccio un post sul post= post al quadrato o, se preferisci, post all'ennesima potenza!
    Post!
    POST!
    pOsT!
    Hurrà!!!!

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  8. Grazie per avermi fatto fare un giro così lungo a via Sannio. Sono tornato più ricco di umanità e conoscenza. Non sapevo che esistesse e sicuramente non ci sarei mai andato.

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  9. c'è crisi c'è grossa crisi!!
    ma io penso a quell'altra di crisi quella che esige C MAIUSCOLA, quella personalissima e solitarissima di ciascuno, quella che se ci scovi rigenerazione t'aiuta a vivere al punto che se non c'è crisi non c'è vita, è sempre illuminante quel che dice Bion, che nella catastrofe, nella crisi catastrofica, nel suo versante di scuotimento e scossa vitale s'annida la capacità di reagire di fare nuove connessioni..la creatività del vivere in ogni momento ad ogni età in ogni stato d'animo. Altri ha parlato di resilienza, nozione che ho scoperto leggendo Boris Cyrulnik; certo secondo uno spettro d'intensità

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  10. ho sempre bazzicato l'usato, ci vuole occhio ci vuole cuore, vietato a chi ha la puzza sotto il naso, mi piace un sacco scovare pezzi belli, usato o mercatini o cinesi è già da un bel po' che provo una soddisfazione di libidine a comprare cose belle, a volte uniche, o cmq particolari a prezzi irrisori..è un altro esempio, calzante, di creatività del vivere, mi piace molto di più, anzi non c'è paragone a livello di divertimento&ponderazione, rispetto a quando spendevo cifre astronomiche per il cachemere o per una giacca di Giorgio Armani, alla faccia della passività omologante che produce sorrisi compiacenti nel mentre te lo stanno tirando in tasca

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  11. passa da me, bellezza!
    http://tereza.splinder.com/post/21041014/Cinepresa+NARRANTE

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  12. ciao papavero: le due crisi vanno insieme e fanno entrambe paura...
    magari ci siamo incontrate in qualche mercatino, chissà! da Livorno a Napoli me li sono fatti tutti
    marina

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Non c'è niente di più anonimo di un Anonimo