giovedì 16 aprile 2009

i rammentatori


Li chiamo “rammentatori”. Sono quelle persone che quando tutto sembra precipitare nel buio e tu non intravedi intorno a te nessuno spiraglio di luce, ti additano una piccola meraviglia dimenticata. Sono i Sileno che ti mostrano fiori di puro incanto, sono le Anna che adocchiano le pratoline, sono gli Spinoza che ti fanno piegare dal ridere, sono le Tereza con le musiche danzanti, sono le Arnicamontana con le loro poesie....
Sono tanti i rammentatori. Che non hanno niente a che fare con i volgari sollecitatori all’evasione. No, loro non ti distolgono dalla realtà, loro non la occultano. Ma ti rammentano quanto di buono e di bello e di degno ancora c’è. E ti dicono che bisogna attraversare questo buio senza permettergli di accecarti. Io sono grata ai “rammentatori” e voglio diventarlo anche io.
Così copio qui un mio omaggio al mese di aprile.

“Il mattino era fresco e luminoso come un lenzuolo appena uscito dalla lavatrice, profumato di purezza e frusciante di energia. L’aria stimolante entrava e usciva dalle finestre assieme ai richiami degli uccelli — garriti, trilli, gorgheggi e cinguettii, fischi, zirli e gracchiare e tubare e gridare — tutto un discorrere che s’intrecciava nel cielo delicatamente azzurro e limpidamente disteso. Era aprile, il mese più amabile, aprile dal bel carattere, mai corrucciato o pungente, aprile della promessa mantenuta, aprile della realizzazione del desiderio. Era aprile e un sentimento trionfante di approdo animava il viso della gente che marciava nelle strade con la baldanza del vincitore e l’intraprendenza dell’eroe.
E tutta quell’armoniosa bellezza fatta di voci e colori e della spumeggiante freschezza dell’aria conduceva quasi inevitabilmente le persone, qualunque fossero le loro opinioni o in mancanza assoluta di opinioni sull’esistenza o meno di un Dio creatore, a ringraziare per il generoso dono divino di quel mattino perfetto.
L’assoluta precisione con cui la colonnetta di mercurio si fermò sul numero esatto, in gradi Celsius e Faharenheit, perché gli uomini sentissero la piacevole necessità di lasciare a casa le giacche ma non ancora quella di allentare le cravatte e arrotolare le maniche delle camicie, e le ragazze respingessero sdegnate la possibilità di un foulard intorno al collo ma conservassero le calze seriche sulle gambe impazienti, quella assoluta precisione ricordò a tutti che cosa significasse un mattino di aprile; ed ogni passante si sentì un po’ sospeso nell’aria, sostenuto magicamente da lievi sbuffi di nuvole leggere come nei quadri di Magritte ed entrò così, veleggiando, nel giorno nuovo.”

Buon mattino, marina

16 commenti:

  1. Buon mattino, Marina. Non rammendarti troppo, qualche sbreco dell'anima fa bene e ti fa tenere un unghia del piede saldamente legata alla terra -:)))

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  2. E tu lo chiami soltanto "omaggio"?
    Questa è pura poesia senza rime.
    Mi sento ringiovanito almeno dentro.

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  3. Grazie Marina,
    luminoso e sereno mattino a te, che il mio è già stato illuminato dal dono di questa tua splendida "rammentazione"..ed anche Magritte!
    Un bacio
    Stefi

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  4. Chi più 'RAMMENTATORE' di te? Grazie
    Cristiana

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  5. Quoto Cristiana. Buona giornata.

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  6. Carissima Marina,
    ti ringrazio per la tua considerazione nei miei confronti, (immeritata), non hai bisogno di diventare rammendatrice, non puoi diventare quello che già sei da sempre, credo che un esercito dei tuoi studenti lo possa testimoniare, come lo testimoniano tutti coloro che dal tuo blog hanno tratto conforto e spunti di riflessione.
    Un forte abbraccio
    Sileno

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  7. Marina, riferimento a Magritte mi prende subito il cuore...i tuoi rammentatori sono anche i miei e tu sei piena di belle visioni!

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  8. Quando a rammendi anche tu ci sai fare mica poco!

    Buona giornata anche a te...

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  9. Rileggendo il commento mi sono accorto che ti ho fatta diventare rammendatrice, non volermene si è trattato di un errore di battitura, ma, forse, anche rammendatrice ci può stare.
    Ciao
    Sileno

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  10. accettato all'unanimità rammendatrice accanto a rammentatrice! mi piacciono entrambi
    ciao a tutti e grazie, marina

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  11. Il mio invece è un "rammendi" voluto...

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  12. :-) mia cara, onorata dalla menzione, divertita dal gioco di parole rammentatrice e remmendatrice (che in effetti son belle tutte e due!) e ammirata dal tuo omaggio d'aprile, una bella pagina poetica...Buona serata :-)

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  13. .cara Marina...che bella immagine..i"rammentatori"...

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  14. Ti ringrazio d'avermi collocata in un gruppo così nobile come quello dei rammentatori ma mi associo subitissimo a quanti hanno regalato a te lo stesso titolo: quante volte ci hai raccontato e donato i tuoi sguardi in giro per la città?
    E sono sempre stati sguardi carichi di "narrazione" e di "rammentazione".
    Ciao, narratrice della speranza lieve, quella che non è mai un compito troppo difficile da comporre, quella che si nutre della capacitù di guardare e vedere il piccolo-grande che sta intorno.
    Ciao

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  15. ma siete cecati? ha scritto rammentatori. Bhà..Comunque vi perdono ché sono magnanima. Marina, bello il pezzo, e bello pure quello sulla femminista suicida (un piccolo inciso, che bella lingua il tedesco!). Se io sapessi scrivere così, scriverei un pezzo alla rammentatrice che mi è più vicina, la signora C.O.G., detta Tita, che è la babysitter di mio figlio, e ha sempre un occhiosulle cose, anche quando sono angosciosissime, che ti strappa un sorriso o ti alleggerisce il peso che porti! Que Dios la bendica.
    ciao, buona giornata a tutti, e continuate coi rammendi, va, ma che siete di Frosinone?

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  16. Grazie, "rammentatrice"!
    Ogni tanto ci provo anch'io con le "buone notizie" ma
    a) sono rare
    b) ci vuole tempo per andarle a scovare e di tempo ne ho sempre meno.
    Ciao, bella!

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