mercoledì 7 gennaio 2009

fare lo sgambetto...

Giorni fa scherzando sara-guccia mi ha dato della sovversiva e questo mi ha indotta a ricordare...

"Tu sei sovversiva, ma non eversiva" disse.
Ed io, confesso, dovetti ricorrere al vocabolario per apprezzare la differenza.
Ma il vocabolario non mi aiutò. Non quello di italiano. Vi trovai solo che si poteva essere sovversivi in un senso più ampio che eversivi, in un senso che non si limitava all'azione politica. Ma lui, lui parlava proprio di azione politica.
Così andai alla fonte, al latino. Ma, anche lì, non trovai una risposta chiara.
Le cose che si potevano e-vertere o sub-vertere erano sostanzialmente le stesse.
C'era una sola, piccola differenza e a quella mi attaccai: sub-vertere poteva significare, oltre che "abbattere, atterrare, rovesciare, e rimuovere dalle fondamenta" come il fratello e-vertere, anche "far inciampare".
Ripensando al tono con cui aveva detto "sei sovversiva, ma non eversiva" -un tono indulgente, che significava: "non è colpa tua, se sei fatta così"-gli chiesi chiarimenti.
Mi confermò che la sottile differenza non l'avrei trovata sui vocabolari, ma solo nel linguaggio politico dei militanti cui lui faceva riferimento.
La sintetizzò così: "Tu non prepareresti una rivoluzione, ma se scoppiasse vi parteciperesti".
Corressi quell'analisi: "Non potrei cospirare, ma parteciperei ad una sommossa di popolo, se ne condividessi il fine."
"E' la stessa cosa", disse.
Obiettai ancora: "No, il cospiratore non è il popolo".
"Il cospiratore è un'avanguardia" disse.
"Spesso l'avanguardia non ha il popolo dietro", replicai. "Pensa a Pisacane, al 1799 a Napoli."
Si infastidì. "Il popolo segue l'avanguardia se l'avanguardia si muove per il popolo. Tu stai parlando di rivoluzioni borghesi"
"Ma il cospiratore che diritto ha di agire violentemente, in nome del popolo? E come fa a sapere quello che vuole il popolo?" chiesi.
"L'avanguardia", disse, "legge la volontà del popolo."
"E se sbaglia a leggere?" insistetti.
"Ecco", e chiuse il cerchio: "Questa conversazione dimostra che sei sovversiva, ma non eversiva". Non aggiunse "Peggio per te", ma mi sembrò implicito.

Lasciai perdere. Il rigore logico che lo assisteva in ogni discussione di qualunque tema si trattasse, sembrava dissolversi quando si toccava quello cruciale della rivoluzione. La credeva imminente, era disposto a prepararla.
Un anno dopo ancora ripensavo a quella sottile differenza, in forza della quale lui era in prigione ed io conducevo la mia solita vita.
Non fatevi strane idee: sto parlando di un uomo buono, giusto, generoso, straordinariamente intelligente. Non ha mai fatto male ad alcuno. Ma era eversivo, lui.

Comunque -ci sono persone che cambiano il nostro vocabolario, oltre che la topografia della nostra città- da allora osservo che compio piccoli atti sovversivi.
Atti che non mi porteranno in galera, ma che tendono a "far inciampare" meccanismi, organizzazioni, e iter consolidati.
Ne faccio un solo esempio. Quando si tratta di scrivere una lettera -di chiarimento, protesta, domanda- ad una amministrazione o ente, o società- io mi rifiuto di scrivere usando le formule solite, gli standard già pronti del linguaggio burocratico .
E spesso, invece di scrivere: All'attenzione di...Mi rivolgo a voi per...Con la presente chiedo che...Distinti saluti... eccetera -lo conoscete tutti il burocratese, no?-scrivo qualcosa del tipo: "Cara Enel, perché mi hai addebitato due volte il secondo bimestre? Sappi che non te lo pagherò. Fammi sapere come intendi regolarti.
ciao, marina

Mio marito dice: Sei pazza e sorride divertito.
Anche l'impiegato Enel sicuramente si dice: Questa è pazza.
Invece no: sono sovversiva.
Del resto, lui l'aveva detto.





8 commenti:

  1. mi piace essere sovversivo...

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  2. Credo di essere sovversiva per natura, eversiva per esigenza.
    Ti ho risposto da me con un post.
    Ciao...

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  3. Allora io sono eversivo... potrei pensare di promuoverla... ma allora sono anche avanugardia.

    Ma essere avanguardia mi fa pensare alla Rivoluzione Francese fatta dalla borghesia.

    E' anche vero che molte rivoluzioni sono nate dal ceto borghese. Molte, non tutte.

    Insomma, non so piò chi sono :-))) LOL!

    Ciao Marina
    Daniele

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  4. Io tendo, in modo del tutto arbitrario, a dare al termine sovversivo un significato positivo (colui che fa la rivoluzione contro uno Stato tiranno), al termine eversivo un significato negativo (colui che trama per imporre uno Stato tiranno)...

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  5. Sei unica, Marina. Anche nelle lettere commerciali.

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  6. Non credo d'essere sovversiva.

    Figurati se sono eversiva.

    Però quando ho scritto per reclamare (linguaggio mezzo burocratico e mezzo semanticamente crudele), ho sempre ottenuto quel che chiedevo. Pertanto continuo - e continuerò - a scrivere anche per protestare.

    E mo'?
    Sarò avversiva, propositiva o detersiva?
    :)

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  7. @Franca: adotto la tua distinzione!

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  8. @Artemide-diana: tu sei polisportiva, locomotiva e turbativa!

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Non c'è niente di più anonimo di un Anonimo