sabato 20 dicembre 2008

profezie alcoliche

Dall'intervento di Walter Veltroni alla Direzione nazionale di ieri venerdì 19 dicembre 2008 :


"...la crisi sarà uno spartiacque. Potremmo ritrovarci in un Paese che non riconosciamo. Migliore o peggiore: dipenderà anche da noi, da cosa decideremo di fare e prima ancora di essere......

Sarà un paese senza il berlusconismo, che nonostante le apparenze è un modello culturale, prima ancora che economico e politico,
che inevitabilmente volge al tramonto."

Mi chiedo: come s'è presentato Walter alla Direzione nazionale, alticcio?

19 commenti:

  1. Certo, con un oppositore come Walter, il berlusconismo tramonterà!
    Fra due o tre ere geologiche.

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  2. Ha iniziato anche lui a fare l'ottimista. Come Berlusconi inizia a negare l'evidenza. Non è che così, per caso,si sta adeguando al modello culturale del berlusconismo?

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  3. Siamo al delirio MA ANCHE alla rappresentazione dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia! un saluto avvilito e stanco

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  4. O aveva bevuto o aveva fumato...

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  5. In effetti la prova del palloncino gliel'avrei fatta....

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  6. ma chi è che non è alticcio in questo periodo? ;-) Ciao Marina, scendo in Puglia per un po' di giorni...e al mio risveglio, chissà che qualcosa non cambi!!! Buone feste... A PRESTOOOOOOOOOOOO

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  7. Se ce lo facesse vedere anche a noi questo tramonto, gliene saremmo grati.

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  8. Marina,credo tu sia stata forse l'unica a intuire la mia presa per il c--o ai negozianti.
    Se la nuova tattica è quella di buttare fumo negli occhi,ben venga,visto che ormai il 72% degli italiani non ci vede più da un pezzo!Hai visto mai che fumo scaccia fumo?
    Sono isolata,ma spero di tornare presto.
    Cristiana

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  9. Tramontare? Probabilmente neppure alla morte dell'amato Silvio il berlsconismo tramonterà. A questo punto mi viene da pensare che non sia un problema della classe politica: in fondo loro sono solo lo specchio della società. Il problema è tutto degli italiani e tutto italiano.
    Non rimane che stringere i denti e, magari, in un futuro prossimo fuggire. Ma dove?

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  10. marina, mentre la crisi imperversa, scappo in England per distrarmi...al ritorno progettiamo il paese che dovremmo vivere. Insieme, contro le intemperie!

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  11. "Sarà un paese senza il berlusconismo, che nonostante le apparenze è un modello culturale, prima ancora che economico e politico, che inevitabilmente volge al tramonto."
    Questa credo sia la chiusura del discorso di Veltroni ma prima cosa c’era? Lo chiedo perché non conosco l’intervento per intero. Comunque perché dare dell’alcolista al povero Valter? Pensaci, non pare anche a te che il “berlusconismo” sia un modello anche culturale? Capisco che il termine stride e fortemente con il partito e il suo capo ma tu senz’altro comprendi come qui si stia parlando di cultura in senso lato.
    Veltroni si dice sicuro di un’Italia senza berlusconismo in futuro: gli si può credere, l’uomo di Arcore non è certo una tempra di statista da ricordare nel tempo a venire. Negli ultimi 60 anni ritengo di averne visti non più di due, da una parte e dall’altra, seduti sulla poltrona di capo del governo.
    Ma il paese si sta certamente avviando al tramonto: non credo si possa negare il processo che si svolge davanti ai nostri occhi e non dipende dalle ideologie di partenza, è qualcosa di “intimo”, una base sociale e politica malata che ci comprende tutti. Inizia dal fatto che noi non siamo un paese, innanzitutto e non lo siamo stati mai. Per me Veltroni era tutto fuorché ubriaco quando ha pronunciato quel discorso,

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  12. Purtroppo il berlusconismo non è al tramonto. A tanti italiani va bene così, e fra questi ci sono persone che, in pubblico, fingono di non votarlo oppure di scandalizzarsi per i suoi deliri, poi però, nel segreto dell'urna, lo votano eccome!

    Non so davvero perché Veltroni abbia avuto quest'eccesso di ottimismo, ma da ciò arguisco che il Pd perderà ulteriori consensi.

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  13. Anche a me il suo intervento mi è sembrato fuori da ogni realtà, come uno che non sa più che pesci prendere ed usa un po' di retorica a caso... Siamo messi molto male. Ciao, Giulia

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  14. @Anonimo: il discorso integrale lo puoi leggere sul sito della Repubblica. Quella frase non è alla fine del discorso ma più o meno a metà. A me ha colpito sfavorevolmente non il fatto che dica che il berlusconismo è un modello culturale, INFATTI LO E', ma che creda che "volge al tramonto". Ho veramente tremato perché significa che: o non ci crede e ci prende per i fondelli o ci crede e allora siamo nelle mani di una opposizione guidata (guidata?) da un mentecatto. Mi permetto di essere così dura con Veltroni perché in due occasioni diverse gli ho regalato mesi del mio tempo e delle mie energie. Ho un credito, politico ovviamente da vantare più di altri concittadini che non si sono mai spesi. Ma potrei citarti un'altra frase che mi ha fatto incazzare. A proposito della questione morale dice che il partito non ha strumenti di repressione e punizione, ma solo di prevenzione. La frase da aggiungere era: DATEMI QUESTI POTERI.
    Io penso che la nostra società abbia subito una trasformazione antropologica in una direzione disgregante e de-civilizzante. Dal punto di vista della moralità privata e pubblica, dal punto di vista del progresso civile e culturale, insomma da ogni punto di vista. E solo per comodità terminologica possiamo chiamare questo imbarbarimento berlusconismo (infatti non è l'unico responsabile).
    E penso che ci vorranno non anni e forse neanche decenni perché questa deriva questo declino del paese inverta la sua direzione di marcia. Altro che "al tramonto"!
    ciao, marina

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  15. mi permetto di mettere qui una noticina sulla comunicazione politica.

    C'è un metodo inaugurato prima da Lenin per sconfiggere con la politica i suoi avversari, poi da Stalin per eliminare prima politicamente e poi concretamente i suoi avversari e poi ancora da Togliatti per ritornare ad eliminare politicamente i suoi avversari.
    Si fa così. Prima si dipinge in modo negativo il proprio avversario (l'argomento principe era quello di dire che era un "traditore") poi, una volta ottenuto il risultato di far apparire un certo "volto" di questa persona, si passa a demolire le sue opinioni opportunamente selezionate per far apparire quel volto in precedenza dipinto, infine si fa una proposta e si incita ad una azione (sberleffo, insulto, espulsione o, in extremis, eliminazione fisica)

    In tal modo la strada è spianata e l'argomentazione può anche fare a meno di mettere in campo TUTTE le strategie argomentative che, tenendo conto della solida e duratura scaletta della retorica classica, dovrebbero essere :

    INVENTIO: inventario di tutte le questioni che sono in campo
    DISPOSITIO: loro disposizione in un discorso coerente
    ACTIO: dire le parole, formularle in espressione orale o scritta
    ELOCUTIO: usare tutta la propria arte oratoria (fra cui anche l’invettiva, che è la via semplice quando non si hanno argomenti plausibili)

    In teoria della comunicazione questo metodo si chiama: Comunicazione tramite Deturpazione morale.

    Si offre una immagine di comodo dell’interlocutore, si evita di entrare nel merito delle sue informazioni e dei suoi argomenti, si cerca una alleanza collusiva con il resto dell’uditorio (gruppo o lettori che siano), si conclude con una critica demolitoria.

    si può anche evitare tutta la transazione sopra indicata e dare dell'alcolizzato ad un politico che ha un compito di un certo rilievo. quello di tentare di tenere in piedi un partito che le procure specializzate in demolizione di partiti di massa stanno picconando
    grazie per l'attenzione
    e buoni giorni

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  16. Caro Paolo permettimi: se vuoi darmi della leninista stalinista togliattiana lascia stare Quintiliano e abbi il coraggio delle tue opinioni. La franchezza ha per me più valore dell'erudizione.
    E, se puoi, rispondimi a questa domanda: perché è legittimo il tuo post sul Terzo colpo di Stato con i suoi toni definitivi sulla magistratura e non lo è il mio? perché puoi scrivere "pretore indossatore", dileggiando persino il suo nome proprio e io non posso scrivere alticcio? Possibile che non vedi la trave nel tuo occhio?
    Possibile che l'ironia diventi per te Deturpazione morale? E solo nelle parole altrui?
    E non senti la carica violentemente aggressiva di questo tuo intervento che si vuole asettico ed esplicativo? "Mi permetto di mettere qui una noticina sulla comunicazione politica"scrivi. E' una formula falsa. Più esatto e sincero sarebbe stato: detesto le cose che hai scritto e cerco di dirtelo nel modo che mi lasci apparire distaccato ma che ti infligga la lezione più acerba. Altrimenti detto: ti voglio insultare senza che mi si possa dire di averlo fatto.
    sono più che sconcertata, sono delusa
    marina

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  17. la mia opinione è che dare dell'avvinazzato a chiunque è un insulto a una persona
    la mia opinione è che bisognerebbe usare un linguaggio diverso
    la mia opinione è che la velocità della comunicazione internettiana dovrebbe dare a persone adulte e pre-vecchie una maggiore responsabilità linguistica
    abbiamo già avuto una discussione sulla comunicazione (contenuto e aggettivazione del ricevente)
    ti confermo quanto ti dicevo allora: bisognerebbe distinguere gli argomenti dalla connotazione che si dà sulla persona
    a me spiace solo di non avere resistito a stare in silenzio
    dovrei astenermi dall'intevenire sulle questioni politiche
    provvederò a darmi una disciplina
    mi spiace solo di non avere tenuto da parte certe tue frasi rivolte a me: sulla yourcenar, per esempio.
    devo dire che non ti ho mai risposto in modo così offensivo:
    "abbi coraggio delel tue opinioni " . ma chi ti credi di essere, per epitetare chiunque sulla sua moralità dei giudizi
    "trave nel tuo occhio", sarei simmetrico se rispondessi allo stesso modo
    "carica violentemente aggressiva": e questo tuo commento? non è aggressivo questo tuo commento?
    insomma direi che hai esagerato.
    per la mia etica delle relazioni.
    non ho certo bisogno di rovinarmi l'umore
    buon futuro
    c'era un bivio.
    vado da un'altra parte

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  18. @Paolo sì c'era un bivio: avresti potuto scusarti.
    I giudizi indiretti non sono meno offensivi di quelli diretti, sono solo più ipocriti.
    buona fortuna, marina

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