domenica 7 dicembre 2008

di nuovo poesia pagana /tre

Tanto prima o poi il poemetto lo pubblico tutto!


Da "Il guardiano di greggi" di Alberto Caeiro (Fernando Pessoa)

IV
Questa sera il temporale è rotolato
giù dai pendii del cielo
come un masso enorme...
Come qualcuno che da una finestra alta
scuote una tovaglia,
e le briciole, perché cadono tutte assieme,
fanno un certo rumore nel cadere,
la pioggia cadeva dal cielo
e ha oscurato i sentieri...
Quando i lampi scuotevano l'aria
e sconquassavano lo spazio
come una grande testa che fa cenno di no,
non so perché - non avevo certo paura -
mi sono messo a pregare santa Barbara
come se fossi la vecchia zia di qualcuno...
Ah! II fatto è che mentre pregavo santa Barbara
mi sentivo ancora più semplice
di quello che credo di essere...
Sentivo di essere familiare e domestico
e di aver passato la vita
tranquillamente, come il muro dell'orto;
di avere idee e sentimenti perché li avevo
come un fiore ha profumo e colore...

Mi sentivo qualcuno che può credere a santa Barbara...
Ah, poter credere a santa Barbaral

(Chi crede che esista Santa Barbara
penserà che essa è una persona visibile
oppure, che penserà di lei?)

(Che artifìcio! Che ne sanno
i fiori, gli alberi, le greggi,
di santa Barbara?... Un ramo d'albero,
se pensasse, non potrebbe mai
costruire santi o angeli...
Potrebbe pensare che il sole
è Dio e che il temporale
è una quantità di gente adirata
sulle nostre teste...
Ah, come anche i più semplici uomini
sono malati e confusi e stupidi
accanto alla chiara semplicità
e alla salute di esistere
degli alberi e delle piante!).
E io, pensando a tutto questo,
sono diventato di nuovo meno felice...
Mi sono fatto cupo e malato e lugubre
come una giornata in cui il temporale incombe per tutto il tempo
senza riuscire a scoppiare neanche la sera...

8 commenti:

  1. Come Pasolini: si arriva sempre a cercare la naturalezza dell'esistere...
    Ciao, Giorgio.

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  2. Mi ci imbatto sempre più spesso in "questi testi"..online, in biblioteca, in libreria..un segno del destino?
    Forse devo fare acquisti per la biblioteca personale...

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  3. pessoa è una moltitudine di pseudonimi di finzioni letterarie e di stati d'animo come abiti da indossare e di versatilità di sentimenti.. cupo malato e lugubre in questa poesia in altre sperduto perso innamorato e persino esoterico -è stato un rosacrociano-
    per me incarna con quel suo sperdimento l'inquietudine dell'essere umano che si interroga e si guarda attorno e non può fare a meno di farlo

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  4. "...il temporale
    è una quantità di gente adirata
    sulle nostre teste..." bellissima immagine! Buona domenica :-)

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  5. Grandissimo Pessoa... Bello. Giulia

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  6. Anche io amo Pessoa, proprio perché ha sempre una voce adatta al momento in cui lo leggo.
    Quindi io amo " i Pessoa"!

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