sabato 8 novembre 2008

due parole

Tempo fa vi avevo consegnato la parola "volanda", che indica quello spolverio di farina che si solleva durante la macinazione del grano.

Oggi ho scoperto che esiste anche la "volandola", che invece indica quel cascame, simile ad un polvericcio, che si accumula durante la pettinatura della lana.

E' più leggera la volanda, vero?
Nella volandola si sente un po' di peso e forse anche una tinta brunita.

Ieri ho incontrato anche un'altra parola di cui mi piace il suono: scàndola. Si tratta di quelle piccole scaglie di legno usate per coprire dei tetti molto ripidi. Soprattutto in quei paesi dove non si usano le tegole. Si dice anche "tetto a scaglie".

Le scandole, per intendersi, sono quelle che vengono usate in quelle case in legno che, in certi film ambientati in America, vengono titate su nel giro di una giornata, da tutta la comunità. Qualcuno di voi ha presente Sette spose per sette fratelli? Ecco, quelle scene lì. E quei tetti.
Devo confessare che, ogni volta che in un film inseriscono la scena della casa eretta, in un battibaleno, da tutta una comunità, per uno di loro, io letteralmente m'incanto come una ragazzina. Due elementi mi avvincono: quel lavorare tutti insieme per uno solo e la rapidità con cui si costruisce una casa, la rapidità con cui è possibile passare dal vuoto al pieno, dal fuori al dentro, dall'essere esposti ad avere un riparo. Non so se sia vero che si possa costruire una casa in così breve tempo, mentre si canta e si consumano birre e torte di mele, ma mi piace pensare che sia proprio così.
Se è solo una sciocca invenzione cinematografica, vi prego, non ditemelo.

15 commenti:

  1. Marina, io letteralmente ADORO quei film americani dove, fra una fetta di torta di mele e una birra, tutti tirano su una casa per uno solo, in un battibaleno. E io, come te, m'incanto e sono sicura che questo sia assolutamente possibile e meraviglioso. Costruirsi una casa tutta di legno!

    Mariateresa

    RispondiElimina
  2. A noi hanno insegnto la favola dei tre porcellini, per cui devi tirare su con fatica la tua casa robusta faticando, che è giusto, ma non hanno insegnato a lavorare tutti insieme per i membri della comunità. Ciao, Giorgio.

    RispondiElimina
  3. A noi hanno insegnto la favola dei tre porcellini, per cui devi tirare su con fatica la tua casa robusta faticando, che è giusto, ma non hanno insegnato a lavorare tutti insieme per i membri della comunità. Ciao, Giorgio.

    RispondiElimina
  4. in america tutto è possibile

    RispondiElimina
  5. Sì Marina, è possibile. Lo confermo.....

    RispondiElimina
  6. Io credo che per quella particolare tipologia di costruzione sia veramente possibile.
    Comunque, il concetto del " lavorare tutti insieme per uno solo" è bellissimo...

    RispondiElimina
  7. Marina... ho peccato di tempistica!!! Perdono... lo sai quanto son lento ;-)
    Se ho "invitato" prima M.Cristina, è perchè sono andato a farle visita direttamente dal suo commento al mio blog.
    Mi farebbe molto piacere se venissi... son sicuro che ti piacerà!!!

    Concerto poetico

    Atmosphères

    Poesie di Cinzia Santo
    Composizioni al Piano
    di Frédéric Fasel


    Sabato 15 novembre 2008
    alle 18.00

    Bibli
    Via dei Fienaroli, 28
    I-00153 Trastevere, Roma
    www.bibli.it

    Entrata libera

    Ti aspetto ;-)))

    p.s. io sarò dietro la videocamera, a riprendere tutto il concerto, per poi farne un dvd

    RispondiElimina
  8. oh, adesso sì che ci siamo! mi sentivo abbandonata, sola e negletta :-(
    mi metto d'accordo con Cristina
    baci, marina

    RispondiElimina
  9. @ anna e mariateresa: Cominciate a preparare i pezzi per una casa di legno per me: mio marito oggi è particolarmente irritante. La costruiremo a piazza del popolo.
    marina

    RispondiElimina
  10. E' bello pensare che sia vero ed è bello pensare che sia possibile... Giulia

    RispondiElimina
  11. Marina,passa a ritirare la laurea da me,cosi potrai appenderla alla finestra della casa in piazza del popolo.
    Cristiana

    RispondiElimina
  12. Se non sei mai stato in America ti viene da pensare che molte cose possano esistere solo su Topolino o nei film. Poi arrivi lì, giri per i loro stati, tra loro e ti rendi conto che molto di quello che hai visto al cinema rispecchia la realtà. A me ha fatto un'impressione pazzesca. Tutto ciò per dire che, per come sono fatti loro, la casetta di legno in un giorno te la tirano su. E, sempre secondo me, se vivi fuori dalle grandi città, lo faranno tutti insieme mangiando la torte di mele.

    P.S. allora sabato vieni da Bibli? Io penso di andare.
    baci

    RispondiElimina
  13. Anche nei paesini di montagna, mi ricordo quando ero bambino (anni 50), che, particolarmente nel caso fosse capitata qualche disgrazia tipo incendi, alluvioni ecc. la gente del paese si univa per aiutare i malcapitati, inoltre era abitudine che molti lavori per la collettività tipo sgomberare la neve dalle strade, fornire la legna per il riscaldamento alle scuole, portare il materiale per la costruzione di fontane o gli scavi per gli acquedotti, si avvalevano dell'opera gratuita di tutti gli abitanti e questo tipo di lavoro veniva definito in dialetto: "lavoro a piodech" oppure "rollo".

    RispondiElimina
  14. Anche in Italia si costruiscono case a tempo di record, in una notte sola, anche se non così affascinanti. L'importante è che nel momento in cui arrivano i vigili urbani per contestare l'abusivismo abbia il tetto, così può essere condonata...

    RispondiElimina
  15. grazie Sileno, per i tuoi ricordi di bambino! mi descrivi un mondo, dove la vita sarà stata più difficile, ma la civiltà e il civismo sicuramente maggiore.

    @michael è vero, non ci avevo pensato che da noi le case spuntano dalla notte al giorno! di mattoni, però
    marina

    @ Cristina: ti è capitato di vederlo! me lo devi raccontare! A me mai, ma io sono stata nelle grandi città
    marina

    RispondiElimina

Non c'è niente di più anonimo di un Anonimo