giovedì 17 luglio 2008

il mio "io politico"

"..ti percepisco molto rassegnata e mesta rispetto ai fatti della politicuccia di questi tempi" mi scrive Anna in un commento. E Artemisia concorda.
Ci rifletto sopra. Mesta? Sì, in effetti mi sento mesta. Rassegnata? Non è il termine esatto.

dal Devoto-Oli
rassegnato, agg.
~ Che si è adattato per virtù o per mancanza di spirito di reazione a sopportare un dolore, una sofferenza, una rinuncia, un danno o comunque una situazione infelice.

E' così che mi sento?
No, direi di no.
Della rassegnazione non ho la virtù, e, lo dico senza nessuna falsa modestia, non sono persona priva di spirito di reazione.
E non mi descrive neanche uno dei sinonimi indicati dal Gabrielli: persuaso, convinto, fiducioso, sottomesso, umile, fedele, sereno, tollerante, condiscendente, mansueto, indulgente.

No, non mi sento neanche così.
Come mi sento, allora, rispetto all'attuale momento politico?

Mi sento disgustata, rabbiosa, schifata, sarcastica, amara, e paziente. Paziente, sì. La pazienza è un tipo di forza che serve sulle lunghe distanze e qui la distanza sarà lunga. Tanto vale farsene una ragione. E saper aspettare. Il termine esatto è: resistere.


Poi mi sento sola, priva di un punto di riferimento, qualcuno di cui attendere le parole per confrontarle con il mio pensiero.
Qualcuno in cui aver fiducia e da cui aspettarmi una indicazione, un incoraggiamento, una direzione.
Non c'è un leader che io stimi, da cui non mi senta delusa. Nessuno cui potermi, sia pure temporaneamente, identificare.

Medico per mio conto le mie ferite.
Coltivo la mia delusione e la mia rabbia. Esercito il mio spirito critico e ne ho per tutti.
Analizzo la situazione senza omettere le personalità, i caratteri, le psicologie.

Walter Veltroni. Credo che la sua personalità sia insufficiente per fare il leader del maggior partito dell'opposizione.
Naturalmente la colpa non è solo sua. Tutta quella gente che gli sfila la sedia da sotto il sedere, quelli che gli avvelenano i pozzi, quelli che gli fanno le scarpe, quelli che lo ridicolizzano. Non parlo di avversari politici, PARLO DEI SUOI!
E poi, secondo me, ha l'ambizione di dire al mondo: visto? Io sono riuscito a fare le riforme per il paese assieme a Berlusconi. Se intanto il paese, sotto i suoi occhi, è diventato un esperimento di neo-dispotismo (non illuminato) sembra fottersene.
Credo che Veltroni preferisca credere che il mondo è come piace a lui piuttosto che riconoscere che è come è. Questo ha conseguenze politiche gravissime.
Significa che si muove come se si trovasse di fronte un capo del governo "normale", che conduce la sua politica all'interno e nel rispetto delle regole democratiche di un normale paese.
Veltroni ci fa? C'é? Qualunque sia la risposta, io nemmeno le leggo più le sue dichiarazioni. Non ho tempo da perdere con lui.
L'ultima, quella che mi ha definitivamente terrassée è stata pronunciata il 23 giugno e diceva così: "A settembre faremo una grande manifestazione di protesta."
Prego? Puoi ripetere per favore?
A me ha fatto lo stesso effetto delle dichiarazioni che la gente si fa nell'imminenza dell'estate rimandando all'autunno quello che non è riuscita a fare nella primavera.Tipo: A SETTEMBRE MI ISCRIVO A UNA PALESTRA. Oppure: A SETTEMBRE MI METTO A DIETA. Cose così.
Bene, lui farà la manifestazione, io mi iscriverò a Tai Chi. Siamo pari.

Spostandomi a sinistra trovo Ferrero e Vendola. L'unica cosa che sembrano avere in comune è la sindrome del complotto PD.
Se la Sinistra Arcobaleno ha fatto la fine che ha fatto è tutta colpa del PD che gli ha fregato gli elettori.
Con le mie orecchie ho sentito Ferrero dichiarare che : Un terzo dei nostri elettori ha votato PD, un terzo ha votato Lega e un terzo si sono astenuti." Paolo, caro, vuoi chiederti PERCHE? Ha un senso prendersela con il progetto di uccisione della sinistra da parte del PD? Ammettiamo che Veltroni abbia deciso di dare un colpo mortale alla sinistra radicale, con il famoso slogan del voto utile. Perche ci è riuscito? dunque gli elettori dei partiti della SA sono tutti degli sciocchi, dei polli, dei babbalù? come mai Veltroni ha trovato tanti elettori di sinistra conniventi? tutti animati dal desiderio di far fuori la sinistra radicale? Aspiranti suicidi, pronti a starsene a casa, a buttarsi sul PD, o, addirittura sulla Lega?
Di Paolo Ferrero ho grandissima stima. La sua intelligenza e la sua moralità sono, secondo me, fuori discussione. Ma, cavolo, Paolo, devi sputare l'osso! Se continui a dire ai tuoi che è tutta colpa del PD non si fa un passo avanti. La sinistra si restringerà sempre di più e trasformare i tuoi elettori, quelli che ti hanno tolto il voto, in sciocchi o traditori non te li restituirà.

Questo discorso vale, secondo me, anche per Vendola. Dopo una falsa partenza, ha abbandonato sul nascere qualunque tipo di analisi seria del voto e si è dedicato a spericolate e fantasiose costruzioni verbali. A me Vendola piace. Il suo linguaggio, la sua visione del mondo, inteso come globo, è piena di intuizioni, è originale, ma elude, tanto per dirne una, la concretezza e, per dirne un'altra, lo specifico di sinistra: il lavoro. E, sempre con le mie orecchie, gli ho sentito dire che, se i suoi elettori lo hanno abbandonato è "anche perché il PD li ha ingannati".
Bella stima dei tuoi elettori, Niki. Anche tu pensi di noi che siamo dei fessi.

I due stanno contendendosi la segreteria del partito della Rifondazione, scheda per scheda. Con tecniche che a me, sessantaquattrenne, ricordano altri tempi ed altri partiti.
-Io iscrivo al partito, all'ultimo momento, un po' di gente che voterà per me-pensa uno.
Ah, sì? Ed io ti annullo il congresso provinciale dove ho perso-replica l'altro. Non importa chi è l'uno e chi è l'altro.
Lo spettacolo fa male.
Alla fine ci saranno due partiti, sempre più minuscoli, o un finto partito spaccato in due.

Avendo votato per Diliberto alle elezioni del 2006, è quello con cui ce l'ho di più. Lui davvero mi ha presa per fessa. Oddio, avendolo io votato, non ha tutti i torti. Ma vorrei chiedergli. Davvero pensi di me che se mi schiaffi una falce e martello sulla scheda elettorale, ti metti una cintura esplosiva per andare al Billionaire di Briatore e mi porti a Roma la mummia di Lenin, io considero esaurito il tuo compito storico e riprendo speranza nella giustizia sociale? E' questo Oliviero, che tu pensi di me?
Ti sorprenderà sapere allora che vorrei una società dove, verso l'ora di chiusura del mercato, pulitissime e dignitosissime vecchiette romane non vadano a raccattare tra i banchi di frutta e verdura gli avanzi: frutti un po' sfatti e verdure già appassite.
O dove un ragazzo brillante non lasci al terzo anno la facoltà di Architettura e vada a fare i progetti per le cucine all'Ikea, perché i genitori, pensionati, non ce la fanno più a pagargli l'università.
O dove i leader politici compaiono in televisione solo quando hanno una proposta sensata e di interesse generale da avanzare e non sparano "la qualunque" tanto per far vedere il loro muso ai telegiornali.
Non insisto, Oliviero, tanto sei un caso perduto.

Di Pecoraro Scanio non dirò nulla. Penso che più generosa di così non potrei essere.
Avrete notato che non ho detto nulla neanche di Bertinotti. All'indomani delle elezioni Fausto è scomparso. Per discrezione, ha detto lui. Per non ostacolare il dibattito. Posso dirlo? Non mi è mancato.

E Di Pietro? Che dire di lui?
Con Di Pietro ho CHIUSO DEFINITIVAMENTE IL 30 OTTOBRE 2007, quando ha votato contro la proposta di Commissione di inchiesta parlamentare sul G8 di Genova.
Vedi il post
Ognuno di noi, anche nel massimo della elasticità, del pragmatismo, della rielaborazione, ha dei punti fermi, dei limiti invalicabili. Per me il G8 di Genova e la macelleria di Bolzaneto, è uno di questi punti. E' un discrimine. Forse perché NON ANDAI a Genova. Anzi, SICURAMENTE perché NON ANDAI a Genova. E ancora mi chiedo: perché dissi di no a Loredana che voleva portarmi con sé? Pigrizia, il caldo, le gallerie tra qui e Genova. Bello schifo, marì.
Non sono così ingenua da credere che una Commissione Parlamentare sia la soluzione dell'insostenibile vicenda Genova; credo che, essenzialmente, Rodotà abbia ragione. Una commissione d'inchiesta può essere un sonoro fallimento.
Vedi post

Ma ricordare al paese che quanto accaduto non è un semplice incidente di percorso ma la rottura dei più sacri principi costituzionali, che si sta parlando di cessazione dello stato di diritto, di violazione dei diritti umani, e non di qualche testa calda della polizia, mi sembra comunque IL MINIMO. La sede più alta di controllo democratico, il Parlamento della Repubblica, DOVEVA ESSERE CHIAMATO A PRONUNCIARSI. Ognuno deve assumersi la sua responsabilità storica sui fatti di Genova. Ma Di Pietro è prima di tutto un ex poliziotto e la sua sensibilità sui diritti umani è un po' sorda e un po' cieca.Votando contro, per quanto mi riguarda, Di Pietro si è assunto ai miei occhi la sua responsabilità storica.
Questo il mio pensiero sugli pseudo leader.

Incazzata e delusa, dunque.
E poi mi sento sola, anche qui sui blog, tra gli amici blogger.
Vedo questo slancio di combattività, questa voglia di partecipare, di manifestare, a prescindere da chi li chiami a manifestare, e non mi sento contagiata. Non nelle modalità.
Ho molto pensato, quando da più parti mi è arrivato l'invito ad andare a Piazza Navona l'8 luglio. Ma qualche cosa, pur nella rabbia e nel bisogno di dire la mia protesta per gli sgarri fatti alla Costituzione e all'andamento democratico del mio paese, mi ha trattenuta. No, non il caldo, questa volta, né il fatto di dover portare con me nell'afa di quella giornata il piccoloTommasino.
Ma uno scetticismo di fondo, una mancanza di fiducia, anzi, proprio una diffidenza.
Per andare in piazza, per me, ci vogliono due condizioni. Una "sentimentale", fatta di slancio, di rabbia, di voglia di protesta e di testimonianza. Ed una fatta di analisi politica, raziocinio, adesione intellettiva, convinzione razionale.
Beh, questa mi mancava e, a posteriori, mi manca ancora di più.
Per andare ad una manifestazione, giusta o sbagliata che sia ( e mi è capitato di andare a manifestazioni che poi ho riconosciuto sbagliate), ci vuole un processo identificativo. Se non scatta, io non posso, proprio non posso fisicamente, andare da nessuna parte. Identificarmi, per me, non è un'operazione facile. Non a caso non mi sono iscritta MAI a nessun partito. Le mie adesioni a movimenti politici sono state sempre subordinate alla mancanza di elementi che urticassero la mia identità, il mio "io politico". Di urticante, l'8 luglio, c'erano troppe cose.
Sono stata combattuta fino al pomeriggio. Poi, semplicemente, ho capito che le cose che mi dividevano, non dalla gente che scendeva in piazza, ma dai titolari della manifestazione, erano troppe. Soverchiavano il mio "io politico". E me ne sono stata a casa. A dire il vero, è scattato, ad un certo momento un vero e proprio imperativo: non facciamoci usare, marì.
Le cronache del giorno dopo (Tg3, Tg la7, Repubblica, Manifesto, Unità), pur nelle differenze, mi hanno confortata nella mia scelta. Ma la sensazione di solitudine si è accresciuta.
Questo mi rende mesta.
La mia personale resistenza a questo Governo non s'incontra con nessuna opposizione. Né con quella che non c'è, leggi PD, né con quella che c'è, leggi Di Pietro, ma non mi somiglia.
È così.
Ma la rassegnazione non ha niente a che fare con questo.
Non sono rassegnata. Sono sola.
Resisto, mestamente e pazientemente, da sola.
Al momento, la sola opposizione che riconosco è la mia.
E' poco appariscente e molto silenziosa, ma non per questo è meno oppositiva.

21 commenti:

  1. sarà che ho meno esperienza di te (per volere o per forza), sarà che ho un sacco di persone che ritengo essere capaci e intelligenti, ma io non mi sento sola, per niente.
    delusa sì, amareggiata sì, rabbiosa sì, ma sola proprio no.
    io penso davvero spesso di stare a contatto con tantissime persone che vogliono ciò che voglio io, o mi aiutano a capire meglio ciò che mi circonda e penso spesso che queste persone non siano poche.
    sono giovine giovine, piena di entusiasmo, o solamente ingenua.
    però almeno non mi sento sola.
    mi ha messo addosso tanta malinconia il tuo post.
    un abbraccio notturno.
    Sara

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  2. La pensiamo uguale, Marì!
    Come non sottoscrivere quasi tutto?
    Sono molto rasserenato da quello che ti vedo scrivere di Veltroni, perché (forse avevo capito male in passato) credevo tu lo considerassi comunque il meno peggio.
    Le frasi di Veltroni degli ultimi mesi mi hanno sconvolto, mi piacerebbe farne un libro.
    E' come se di botto gli fosse caduta la maschera.
    E' come se tutti i suoi sforzi, tutti i suoi pensieri quotidiani, tutti i suoi sogni notturni girino tutti intorno a un'unica ben precisa ossessione: il dialogo, possibile o meno, col Berluska.
    "Dialogo, dialogo, dialogo....", proprio un'ossessione.
    Sono convinto che se Berluska facesse trucidare qualche leader a lui ostile o instaurasse con un atto di forza la dittatura, ancora lui vaneggerebbe di dialogo, il dialogo, il dialogo, oddio per favore state cheti cheti che mi mandate a monte il dialogo... sssshhhhhhh, calmi v'ho detto che mi s'infrange la possibilità di dialogo.... Eco ha mancato di rispetto a Bondi, ora il dialogo sarà più difficile... non mi mandate all'aria il dialogo, ve ne prego, un Paese maturo deve aver un dialogo, queste manifestazioni sono deleterie per il dialogo.
    Ora la prostituzione si chiama dialogo. Una volta qualcuno che (dicono alcuni chierici, sepolcri imbiancati) sia solito ad offese tipo "muffa" o "ex-amico di mafiosi" dato un ex-Riporto ora Presidente del Senato, chiamava INCIUCIO questa prostituzione, usando un termine delicato.
    Veltroni.

    L'unica cosa in cui ho una piccolissima divergenza di opinioni è su Di Pietro: con tutti i suoi EMORMI limiti (quello sulla commissione d'inchiesta G8 è il più grave, ma ne ho una sfilza lunghetta) io ora lo appoggio pienamente, perché è l'unico che sta cercando di contrastare la deriva antidemocratica del Paese.
    Bisogna accontentarci di quel che c'è, se è l'unica cosa che può salvarci in quel momento da una dittatura.
    Poi, quando ci sarà finalmente di meglio, si cambia subito.

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  3. cara Saretta, è proprio così che devi essere, proprio come dici di essere. E non farti contagiare da una vecchia signora. Del resto siete solo voi giovani che potete scuotere la coscienza di questo paese.
    E i leader, allevateveli tra di voi!
    Mi dispiace di averti messo addosso tanta malinconia.Di politica non volevo parlare ma non mi piace eludere le domande, anche se implicite.
    Forse è il parametro tempo che crea la vera differenza. Io ne ho, relativamente, poco per pensare ad una trasformazione profonda della società italiana. E i tempi, in questo senso, sono lunghissimi.
    Ma tu sei giovane. Chissà, magari novantenne, mi farò accompagnare a votare per te, come io accompagnavo mia madre 91enne!
    ti abbraccio con tanto affetto,marina

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  4. caro Luigi, avere solo una divergenza tra di noi non mi sembra poco ma non vorrei minimizzarla. Io non riesco ad accontentarmi di Di Pietro, potrei se nel paese ci fosse una società, un senso comune, ampiamente all'opposizione rispetto alla politica governativa, una popolazione che avesse bisogno solo di un leader per battersi contro un dispotismo (di nuova natura) alle porte. Ma per il momento tra ceto che ci governa e ci sgoverna e il grosso della società c'è una sintonia tale per cui certi atti dimostrativi servono o come puro sfogo, o nella logica di sottrarsi il poco elettorato che è isealmente all'opposizione. Ha Di Pietro un progetto politico diverso dal sottrarre voti al PD? di Veltroni ho detto quello che penso. L'ho votato ad aprile secondo la tua logica "Bisogna accontentarci di quel che c'è, se è l'unica cosa che può salvarci " anche se tu ne hai seguita un'altra. Non mi sono pentita perché la SA per me non era una alternativa credibile.Non ho mai pensato che il PD potesse vincere, ma ho puntato a mettere in Parlamento un partito consistente per fare opposizione. Il Partito non è consistente, i flussi elettorali hanno tolto voti dalla sinistra (un terzo come dice, credibilmente Ferrero)per passarli al centro-sinistra-centro (espressione mia per indicare come la poca sinistra presente nel PD fosse accerchiata dal centro). La realtà, al fondo, è che oggi come ai tempi lontani del PCI solo un terzo dell'elettorato italiano è di sinistra, con varie sfumature. Questo è un paese "antropologicamente" di destra. In questo senso parlo di tempi lunghi. E mi piacerebbe poter vedere almeno i primi cambiamenti.
    ma non voglio rattristare anche te!
    tutta colpa di Anna ed Artemisia! se le becco!
    ti abbraccio, marina

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  5. Sì, la colpa è mia. Ma tu hai descritto talmente bene, parlando di te, il mio stato d'animo che sono contenta di prendermela tutta questa colpa. Come sempre sei stata chiara ed hai messo ordine alle mie idee che sono spesso confuse dalla rabbia rimasta fanciullesca ed inconcludente. Lo so che Di Pietro è un poliziotto nell'intimo e quello che dici di lui è sacrosanto, ma ora mi sembra l'unico spiraglio a cui attaccarmi. Marina, quando stai affondando, ti aggrappi anche ad una corda che non sta ancorata da nessuna parte. E' spirito di sopravvivenza.Per non morire.
    Un abbraccio, questo post è stato illuminanate per me.
    A.

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  6. Aspettiamo davvero un leader per la sinistra? C'è bisogno di un leader carismatico che indichi la via? A me sembra una via vecchia e che nulla ha a che vedere con la ricchezza di una vera partecipazione democratica. Le persone che ragionano sono tante, forse c'è bisogno che qualcuno si prenda la briga di ascoltarle. E se diciamo di stare dalla parte delle vecchiette che vanno alla chiusura del mercato a raccogliere tra i rifiuti o del ragazzo laureato o che lavora precario all'Ikea o ancora dell'operaio che porta a casa 950 euro al mese, allora dobbiamo attrezzerci per ascoltare queste persone e portare avanti le loro istanze.

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  7. E' triste ammetterlo, ma mi sento molto vicino a quanto ai scritto. Prevale in me un forte senso di delusione. E disillusione forse.
    E non è questione di leader. Il psi degli anni 80 aveva un grande leader.
    E' un problema di idee. Come hai ben evidenziato tu nel post i vari signorotti del centrosinistra non ce ne hanno poche ma anche parecchio confuse. La verità è che quello che dovrebbe essere un semplice strumento della politica, è diventato un fine. Per tutti quello che conta è gestire potere. E a tal fine allora si può anche mischiare l'ultracattolicesimo e l'ultralaicismo. Il diavolo e l'acquasanta. Si può arrivare ad essere talmente arroganti da pensare di RIcandidare Rutelli a Roma.
    Su Di Pietro c'è da fare un altro discorso. E' l'unico che sta facendo opposizione vera e coerente. E forse oggi il mio voto si sposterebbe dal PD a lui. Con molti dubbi però. Primo fra tutti perchè non credo ai partiti-persona; secondo perchè è un partito privo di una vera struttura e incapace di fare selezione della classe dirigente (ricordiamo il caso De Gregorio e anche molti casi di strani personagggi che si aggirano negli enti locali sotto le insegne dell'IDV).
    Insomma tutto sembra molto avvilente, e non sembra di poter vedere una qualche speranza.

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  8. Ringazio Anna per avermi segnalato questo blog. Condivido quasi tutto quello che hai scritto, specialmente sul PD e su Di Pietro.
    Io considero le ideologie non in maniera negativa,, per me sono il sinonimo di "idee forti" e in mancanza di queste c'è un forte indebolimento culturale e politico.
    Non è possibile che uno di destra come Di Pietro, un Grillo e un Travaglio diventino l'icona della sinistra.

    Vero che il partito come rifondazione ha fatto i suoi errori, ma perchè non dire che l'unico politico a fare autocritica è proprio Bertinotti?
    Mi dispiace, ma la colpa è mia che non ho votato( e ho avevo scritto un post in proposito), colpa è chi ha voluto votare il Pd o Di Pietro perchè non vuole Berlusconi.

    Chi l'ha voluto Berlusconi? Chi l'ha risuscitato? Non a caso è stato riesumato dal PD, perchè è l'unica persona che potesse rendere diversi gli schieramenti.
    L'unica differenza è quella.


    Comunque ora più che mai bisogna riempire le piazze, ma da noi. Gli attuali partiti non cambieranno nulla, tocca a noi società civile farlo.

    la libertà non ce l'ha regala nessuno, la libertà va sudata.

    A presto!

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  9. cara Anna, non si tratta di colpa; tu hai avvertito un mio silenzio e volevi capirci qualche cosa.
    Quanto allo spiraglio, alla corda a cui aggrapparsi, capisco perfettamente l'aspetto sentimentale, psicologico che spinge verso Di Pietro, ma no, razionalmente respingo una direzione poco chiara e che mi inquieta.
    ti abbraccio e dal cuore ti dico: continua a fare quello che dà un po' di sollievo alla tua delusione. Ognuno deve innanzitutto mantenere intatte le proprie forze ed esprimersi liberamente
    baci, marina

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  10. caro Guglielmo, vorrei solo fare un piccolo chiarimento
    Non parlo di un leader carismatico. Ma senza una classe politica, dei dirigenti politici, non si cambia la politica di un paese. Se il leader esce dalla società civile (purché SIA CIVILE) è un'ottima cosa. Al momento non mi sembra che abbia espresso una nuova classe dirigente.
    Tu parli di ascoltare le persone ed i loro problemi. Bene, ti chiedo: CHI deve ascoltarle? Tra di loro? Non credi che un progetto politico anche se nato dalla domanda della società, abbia bisogno di voci che lo rappresentino? Tu parli di partecipazione. D'accordo, ci credo anche io. Ma partecipare a cosa? Con chi? Io spero che i nuovi leader escano fuori dagli elementi giovani della società. Ma penso che questa sia PRIMA DI TUTTO una battaglia culturale.
    grazie di avermi permesso di chiarire meglio il mio pensiero
    marina

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  11. X l'incarcerato: puoi riempire le piazze quanto vuoi, ma alla fine quello che conta veramente è riempire le urne. E per capire chi ha resuscitato berlusconi forse dovresti riferirti a chi a preteso di governare come se avesse una maggioranza ultrasolida e non un manciata di voti di senatori a vita.

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  12. ciao Calamar, oggi rispondo a tutti singolarmente a costo di lasciare mio marito senza pasto!
    Anche da parte tua registro la voglia di affidarsi a Di Pietro. Non può essere la mia scelta, ma non obietto niente, anche se mi rammarico del fatto che i discendenti di Berlinguer abbiano distrutto un partito che in questa fase storica sarebbe stato utilissimo, lasciando la gente di sinistra sola a cercare, ognuno nella sua direzione, il meno peggio.
    mi dispiace vedere che anche tu non intravedi speranze. Io spero solo nello spirito di ribellione dei giovani, spero solo in quell'età in cui si ha voglia di sfasciare (metaforicamente!) il mondo e rifarlo, migliore, da capo.
    Per ora non vedo segnali, ma li aspetto, nei momenti in cui li aspetto, solo da loro.
    ciao marina

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  13. ciao Incarcerato, la politica si fa con il materiale umano che si ha. Il materiale umano italiano è tendenzialmente di destra. C'è una battaglia culturale da fare COSTANTEMENTE in Italia. La sinistra ha rinunciato a farla da molti anni, una quindicina grosso modo, dall'apparizione di Berlusconi. Nessun partito ha saputo mantenere un rapporto forte con le idee base della sinistra; c'è stata una deriva verso un modello di comunicazione politica che è perfetto per la destra ma suicida per la sinistra. Si è scardinata l'appartenenza, ci si è vergognati del proprio passato, si è arretrati sul piano culturale senza difendere i propri meriti storici. Riconoscere gli errori non significa piegarsi al senso comune dei propri avversari politici.
    Quanto a Bertinotti, gli ho sentito criticare il Governo Prodi, e molto genericamente l'alleanza elettorale SA. Penso che sia stato davvero generoso a metterci la faccia, ma autocritica, significa criticare anche SE STESSI. Può darsi che mi sia sfuggito (lo dico senza nessuna ironia)ma non l'ho sentito fare questo. E, dall'indomani del risultato elettorale che ha portato al Governo Prodi, ne avrebbe di riflessioni da fare!
    "Riempire le piazze da noi", tu dici. Il punto è: CHI siamo noi? Siamo dei "noi" o ci siamo già parcellizzati, ognuno in cerca di un senso presso leader diversi? E soprattutto: che senso hanno ulteriori parcellizzazioni della sinistra?Se ognuno coltiva il proprio orticello elettorale, ha VERAMENTE A CUORE il destino di questo paese?
    Mi dispiace sentire una persona combattiva come te, dichiararsi colpevole. Pensi che se tu che non hai votato o io che ho votato PD avessimo votato SA le cose sarebbero migliori? Ecco qui divergiamo nettamente: io penso che la SA non meritava il mio voto. Non mi sento responsabile della sua uscita dal Parlamento. I loro leader ne sono responsabili, la classe politica della sinistra deve smettere di aspettare che la fedeltà dell'elettore la salvi dai casini, spesso indecorosi, in cui si ficca. E, o è capace di fare spazio ad un nuovo ceto politico,e di rivedere LE RAGIONI del fare politica, o l'emorragia di voti continuerà.Perché nella democrazia sono i voti che contano e non le adesioni sentimentali o gli slanci affettivi.
    grazie per il tuo contributo alla discussione, marina

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  14. ciao Piccolo Lord. Perdonami, immagino come vi sentiate. Vi tocca pure beccarvi la passerella del capo!
    un abbraccio, marina

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  15. Bel post.
    Anch'io mesto ma non domo.

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  16. Trovo la contrapposizione società civile / politica e movimenti / politica assai pretestuosa... Chi ascolta chi? Già appunto ! Qui nessuno ascolta più nessuno e tutti alzano la voce per dire che hanno ragione loro... Il problema serio è che è in crisi la rappresentanza politica perché fatta quasi esclusivamente di professionisti della politica che sono attentissimi alle tecniche di comunicazione, ai sondaggi, all'immagine , ma lontani mille miglia da chi li ha eletti. Queste persone diventano sempre più i rappresentanti di se stessi e delle lobby organizzate (professionali, portatrici di interessi economici, sindacati di categoria ecc) che spadroneggiano anche perché foraggiano questi politici, i loro giornali, le loro fondazioni ecc...
    Il vecchio Berlinguer diceva che c'era bisogno di una rivoluzione morale della politica. Allora molti lo deridevano o lo guardavano con diffidenza (confesso che ero tra questi ultimi) eppure devo ammettere che oggi questa è una questione centrale... (Basta ho scritto troppo!)

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  17. @Bruno: Mesto ma non domo! bellissima definizione!
    grazie, marina
    @ Guglielmo: primo: non hai scritto troppo. scrivi quanto ti va; secondo: hai scritto parole sante; terzo, circa Berlinguer: l'ho tanto criticato, ma questo torto almeno non glielo ho fatto: il suo discorso sulla questione morale, sulla necessità di una rivoluzione morale, mi convinse e mi toccò, ne sentii subito la necessità.Pensa se ci vedesse ora!
    marina

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  18. Il termine esatto è: resistere.
    Concordo in pieno: rassegnarsi mai.

    P.S.
    Ferrero e gli altri autocritica la stanno facendo. Si può non condividerla, ma c'è...

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  19. Marina, mi dispiace se ti è costata sofferenza scrivere questo post però anche a me come ad Anna è stato molto utile perchè come sei brava tu a fare il punto non ce n'è (e ne ho letti tanti di post e discussioni a seguire su questo argomento).

    Concordo su tutto. Forse se votassimo oggi anch'io voterei Di Pietro, assai poco convinta, ma è inutile porsi la questione. Tanto questo governo putroppo durerà e io sono del parere che bisogna opporsi con tutte le nostre forze. Per questo sono andata a Piazza Navona. Mi dispiace che poi la manifestazione non sia andata per il verso giusto. Però io sono per fare qualcosa perchè penso che il silenzio sia la peggior cosa.

    Colgo solo una puntina di presunzione nella tua frase finale. Non sei tu sola a resistere. Forse ognuno resiste a modo suo. Chi più mesto, chi più incazzato. Chi più silenzioso, chi più appariscente. Ma siamo in diversi ad essere "oppositivi".

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  20. Per una serie di circostanze, mi ero incredibilmente perso questo post.
    Marina fa un'analisi lucidissima dell'attuale situazione politica.
    Io personalmente avevo avversato,( nel mio piccolo),la nascita del PD ritenendo che i motivi di divisione con l'anima clericale del partito, fossero incolmabili, almeno in un periodo medio e ora i nodi vengono al pettine, ho contrastato la decisione della SD di chiamarsi fuori, perchè temevo che il risultato sarebbe stato solo di premere il PD ancora più verso destra: io non posso sentirmi rappresentato dai confindustriali, con i quali bisogna però dialogare.
    Ho considerato un obbrobrio le primarie del PD, fatte a liste bloccate ed erano solo primarie, per non parlare delle liste elettorali, dove i nominati, (vergogna: nominati NON eletti),mi sembra abbiano avuto il posticino in Parlamento non per la loro rappresentanza del territorio, ma direi più per l'accondiscendenza verso una linea politica che alla fine perpetua la casta.
    Non ho mai stravveduto per l'IDV, penso che Di Pietro abbia lo spazio per marciare alla grande alla conquista di consensi facendo leva sul populismo e in mancanza di una linea strategica del PD, ma sono molto perplesso sul fatto che tali consensi si possano trasformare in impegno politico verso i più deboli.
    Forse a Collevecchio ci siamo ritrovati in quattro gatti, ma confrontandoci fra di noi, è emerso che i nostri valori sono gli stessi valori che risaltano da tutti questi commenti e in questo momento così buio è indispensabile tenere accesa una minuscola fiammella senza lasciarci prendere dallo sconforto altrimenti avrebbero vinto loro e avrebbero vinto la guerra non una battaglia.
    Coraggio facciamoci forza e restiamo uniti perché "loro" non vincano tutta la posta, ricordiamoci che lo facciamo anche per i nostri figli e i nostri nipoti, per i più deboli che non hanno voce, e per i giovani che hanno ancora la freschezza e l'entusiasmo di Saretta, non deludiamoli.
    Sileno

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