mercoledì 4 giugno 2008

non si può essere tutti Montaigne

"Noi ci abituiamo ad appoggiarci sulle braccia altrui al punto da annullare le nostre forze. Voglio armarmi contro il timore della morte? Lo faccio a spese di Seneca. Voglio trovar consolazione per me o per un altro? La prendo a prestito da Cicerone. Avrei potuto trovarla in me stesso, se mi ci avessero abituato. Non mi piace affatto questa scienza relativa e mendicata.
Quand'anche potessimo esser sapienti del sapere altrui, saggi, almeno, non possiamo esserlo che della nostra saggezza."


La mia è mendicata, Michel, e faticosamente.

"Noi teniamo in serbo le opinioni e la scienza altrui, e questo è tutto. Bisogna farle nostre. Sembriamo proprio come uno che, avendo bisogno di fuoco, andasse a cercarne dal vicino, e trovatone uno bello e grande, si fermasse qui a riscaldarsi, senza più ricordarsi di portarne un po' a casa sua. A che cosa ci serve aver la pancia piena di cibo, se non lo digeriamo? Se esso non si trasforma in noi? Se non ci fa crescere e non ci rende più forti?"

Sto solo tentando di portarmi a casa un po' del tuo fuoco.
Mandami assolta, aristocratico amico.

11 commenti:

  1. Meraviglioso, meraviglioso aprire Google Reader e leggere di Montaigne, con il quale, umilmente, concordo.
    Ci appoggiamo sempre alle idee altrui, ai fatti altrui, abbiamo bisogno di essere spinti per partire, come fossimo - e lo siamo - scarichi, privi di fuoco interiore, quel fuoco che ci dovrebbe dare forza e coraggio per essere originali, essere noi stessi, essere, semplicemente essere senza maschere.
    Poi, poi allora verranno le cose buone degli altri...

    Rino, ardendo.

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  2. Come babilonia61, anch'io sono sempre piena di aspettative dal Reader.
    Quando vedo che c'è un tuo post, sono sempre tentata di aprirlo... per ultimo!
    Dopo un po' di rodaggio cerebrale, dopo un'altra congrua dose di caffeina e l'immancabile prima sigaretta (sì, fumo! e allora?).
    Ma la curiosità, e il desiderio di leggerti, mi fregano.
    E oggi mi sono buggerata un'altra volta, leggendo verità sulle quali
    meditare neccese est.

    Sì, mi appoggio anch'io: anch'io, credo, prendo in prestito esperienze altrui, e non so sino a che punto riesco a metabolizzarle
    amalgamandole con le mie. Perché non so se ne posseggo di analoghe...
    Mi serve un altro caffè.

    Ti abbraccio. Nonostante.

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  3. montaigne è un amichevole e sicuro compagno nel flusso della vita.
    è la ricerca del sè senza appigli (sandro mancini, nel suo Oh, un amico! in dialogo con montaigne, angeli 1996, dice che la sua è una 2filosofia afilosofica"). come quando si scala la montagna a mani nude. senza appoggiarsi ad altri sistemi di pensiero.
    viene in aiuto anche nei momenti di passaggio, lento o veloce che sia.
    proprio perchè si appoggia sulla autoriflessione (non "narcisa") e sul fermare per un attimo l'andirivieni della coscienza. quasi a dipingersi.
    spero che ti sia amico nella tua fase di passaggio

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  4. Dalle reminiscenze scolastiche mi è balzata incontro un'immagine naturalistica di Montaigne e sono andata a scartabellare.E' stato lungimirante accusando l'uomo di antropocentrismo"portandolo a mettere in discussione le capacità conoscitive umane,la pretesa di una differenza qualitativa tra l'uomo e l'animale,la sicumera con cui l'uomo ha sempre visto finalizzati a sè i fenomeni naturali".
    Infatti si vede dove siamo arrivati e i cibi indigesti non hanno insegnato a fare dei menu piu salutari

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  5. Far tesoro delle esperienze altrui, ma contare sempre su se stessi...

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  6. Come pensavo il mondo dei blog può riservare delle piacevoli sorprese; è senz'altro vero che alcuni siti sono fonte di piacevole e tonificante lettura: questo lo è. Non sono tra quelli che si preparano "spiritualmente " prima di giungere qui ( mi pare un'esagerazione) o fumano la prima sigaretta prima di aprire il tuo blog (ho smesso del tutto 7 anni fa). ma tu fai cultura abbastanza spesso...e tanto basta.
    A proposito di Montaigne, lui mendicò con estrema grazia e per poco tempo; non penso che sia poi tanto difficile farsi un'opinione delle altrui opinioni e da qui partire per un viaggio personale dentro la conoscenza ( la saggezzza è altra segreta cosa). Il vero problema è conoscere l'esistenza del viaggio e quindi desiderarlo e infine non usare una bussola ideologicamente precostituita. Questa seconda cosa è, a parer mio, la vera difficoltà, l'ostacolo contro cui il nostro sapere si arena e a volte inaridisce.

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  7. vado un po' contromano e non mi trovo d'accordo

    ho esperito che è la trasmissione della saggezza a rendere un poco solidali le generazioni: uno ti vuole bene e senza forzare ti passa il suo bagaglio e ti fa scaldare al suo focolare, e questo segna il successo di un rapporto fra una persona con le rughe e una senza.

    quando attingiamo ai libri, ci impadroniamo di una traccia, che poi resta in noi, come il bacio della persona amata, che ci resta solo attraverso un contatto, un addio, un arrivederci. Comunque se la saggezza libresca resta, resta solo perché la assimiliamo, trasformandola in carne della nostra carne.

    Non riconosco più gli innesti di Seneca sul mio corpo: se me ne disfacess, sarebbe come tagliarmi un braccio; non distinguo più i miei pensieri dalle riflessioni di mia nonna: sarebbe come staccare i fili di un groviglio di edere, di cui nessuno vede più le radici, ma le intuisce solamente.

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  8. Ti ho nominata ,ahimè!Ti ispirerà questo memecab?

    Cristiana

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  9. sto riflettendo sulle vostre riflessioni. Questo Montaigne me lo concede? Dietro un'apparente bonomia, io lo trovo molto severo.

    @bastian cuntrari: hai deciso di farmi vergognare? te lo offro io il caffè..
    marina

    @enzo: l'ideologicamente precostituito non piace neanche a me. Ma credo che un quadro di pensiero di riferimento ci occorra. Sta alla nostra intelligenza considerarlo un sussidio e non una prigione
    marina

    @ amalteo: lo so che sei un grande montaignano (si dirà?); e ho preso nota del libro che mi segnali. grazie, marina

    webmaster : mi ritrovo nelle tue parole e non vedo il contromano. Quello che volevo dire, cioè la mia lettura, è che senza questi incontri con il pensiero di alcuni grandi è difficile formarsi la propria saggezza, checché ne pensi Montaigne. Ma che diventa propria, portandosela a casa, come il fuoco.
    ciao, marina

    @ cristiana: ti ho risposto da te.

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  10. ciao marina
    grazie per il passaggio sotto il ciclo di vita del ciliegio

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