sabato 24 maggio 2008

piccolo dono

Oggi vi lascio in dono solo tre parole.
Tre parole tratte dalla nostra bellissima lingua.

La prima è volanda: s.f. 1.Spolverio di farina che si solleva durante la macinazione del grano. 2.Parte girevole della ruota del mulino.

La seconda è sòbrio: agg. (pl.m. sobrî). Moderato nel soddisfacimento degli appetiti e delle esigenze naturali.; contenuto entro i limiti del necessario o del sufficiente. *fig. Semplice, misurato; alieno da ogni eccesso o ridondanza. [dal lat. sobrius, contrario di ebrius, quindi 'non ebbro']

La terza è qualòra: cong. Nel caso che, con valore temporale e insieme condizionale.

Fate così: Assaporatele prescindendo dal loro significato. Concentratevi solo sul loro suono: volanda...sobrio...qualora...
qualora...sobrio...volanda...
Che musica, vero?
Adesso pensate allo spolverio della farina del grano che s'alza nell'aria: che volanda...
Poi immaginate la pulizia di una pagina di Calvino: così sobria...
E infine ripetetevi, col pensiero ad una vostra speranza: qualora...

Io vado nella campagna umbra. Buon sabato.
Anche sabato, che suono musicale quelle tre sillabe!

12 commenti:

  1. Se una persona desidera attrarre la mia attenzione, basta solo che mi sussurri parole del genere.
    Rino, estasiato.

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  2. stu pen do
    per calcare i toni
    amalteo estasiato, come rino

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  3. perchè "esame di macroeconomia" non suona così bene? perchèè?

    un saluto,
    ilpiccoloLord
    :D

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  4. Ragù.

    Sublime bisillabo.

    Ciao Marina, buon fine settimana!

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  5. volanda mi fa impazzire. non l'avevo nemmeno mai sentito... grazie buon fine
    Sara

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  6. Grazie, Marina.
    Mi hai anche dato un involontario suggerimento: andrò a rileggermi Calvino. Troppi anni che naviga a vista nell'oblio...
    Buon fine settimana!
    V

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  7. Volanda...mi ha subito richiamato alla mente le note di "jolanda"la bella canzone cubana.
    Sobrio,più del suono mi piace il concetto.

    Cristiana

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  8. Non immagini quante volte ho fatto anch'io di queste riflessioni sui suoni della lingua.
    Ricordo ancora quando, anni fa, ad un tavolo di Stube, in uno sperduto paesino dell'Alto Adige, un turista tedesco chiese a me e ai miei amici di scambiare qualche parola.
    Viaggiatore per lavoro e conoscitore di diverse lingue amava, sopra ogni altra cosa, sentir risuonare la musicale lievità e morbidezza dell'italiano.
    Che fortuna che abbiamo, Marina...

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  9. Grazie per il piccolo dono. Adoro la parola sobrieta', suono e significato.
    Come e' andata in Umbria? Lo scopriro' proseguendo nella lettura dei post?
    Purtroppo sono in dietro :-(

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