venerdì 4 aprile 2008

bilancio di una mattina di aprile

Puntata mattutina nel parco vicino a casa. Ho incontrato tanti cani. Li ho festeggiati ben bene e loro hanno festeggiato me. Ho visto qualche gatto, prudentemente sistemato dietro delle grate. Ho accompagnato una giovane coppia spagnola alla Domus Aurea. Avevano già i biglietti e la prenotazione per la visita guidata, ma erano arrivati in ritardo, il loro gruppo era già avanti e non volevano farli entrare. Ho difeso il loro buon diritto presso il guardiano. Mi ha fatto il grande favore di farli entrare, questo uomo di potere! Prima di entrare di corsa, tutta contenta, lei si è girata e mi ha lanciato un bacio: un beso y gracias! ha gridato. Mi è immediatamente mancata. Ho visto un piccolo uomo seduto su una panchina, le gambe allungate e un libro in mano e mi sono avvicinata per vedere se per caso fosse Donnigio, che in questi giorni gira per Roma a passo d’uomo. Non era lui. Questo aveva l’ultimo modello superfluo di Tods ai piedi. Non poteva essere lui. Comunque leggeva “Una passione coniugale” di Bacchelli. Mi sono seduta accanto a lui. Ho tirato fuori il mio libro e gliel’ho quasi sventolato sotto il naso. Finalmente si è accorto che leggevo Bacchelli pure io: “Lo sa il tonno”. Per un po’ ci siamo ignorati, come se la coincidenza ci lasciasse indifferenti. Poi mi ha chiesto:
-Che cosa è “Lo sa il tonno?” Un racconto?
Ah, ho pensato, sei curioso, mio giovane amico.
-No, è una favola filosofica. Un’operetta morale ambientata nel mare. Un libro curioso. E tu, come mai leggi Bacchelli? Mi sembra una lettura un po’ insolita per un ragazzo.
-Lo leggo per la tesi.
-Su che cosa dai la tesi?
-Sull’amore erotico nella letteratura italiana del Novecento.
-Però! L’hai scelta tu? O te l’ha data il professore?
-Io. Lui mi voleva far fare l’amore erotico in tutta la letteratura italiana! ma era troppo lavoro.
-Beh, mi scappa, ma lavoro erotico.
Ride.
-E hai trovato tanti testi?
-Eh, una sfilza.
-E Bacchelli ti piace?
-L’ho cominciato da poco, ma mi sembra serio.
Mi chiedo se gli sembri serio lo scrittore o il protagonista del libro.
-E perché hai scelto l’amore erotico?
-Così. E alza le spalle.
Non ci credo neanche un po’.
-Veramente ho già una tesina sull’argomento- aggiunge.
-Ah, ecco.
Ognuno si rimette a leggere il suo libro. Leggiamo una decina di minuti. Poi mi alzo e me ne vado.
-Buon lavoro, gli dico.
Faccio qualche foto nel giardino. Al chiosco bevo un caffè che sa di piombo. Nunzia, la barista, cinquant’anni a mandare avanti quel chiosco, sta sistemando i tavolini, passa la pezza sul piano di plastica, porta le sedie. Mi chiede notizie di Tommasino, un cliente affezionato dei suoi lecca lecca.
Lascio il parco. Passo da Claudio, "l’animalista" del quartire. Compro qualche scatoletta per le gatte, ma le lascio da lui. Passerò dopo.
Me ne vado all’Auditorium di Mecenate. Compro il giornale e mi siedo a leggerlo nel giardinetto. Lì fuori si fiancheggiano un gazebo di Alleanza Nazionale e un tavolinetto con sedia del Partito Democratico. Un ragazzo davanti a questo e una ragazza davanti a quello porgono volantini ai passanti. Non mi sembra di vedere un grande interesse. La gente li scansa. La ragazza è alta, bruttina in viso, ma ha delle gambe chilometriche nei jeans stretti. Ogni tanto parla al telefonino. Il ragazzo del PD fa il suo lavoro con molto più impegno, tenta di iniziare un discorso con chi passa. Quando esco, per farlo contento, mi prendo il volantino.
-Ma non avevate anche voi un gazebo? gli chiedo.
-Sì, ma ce l’hanno distrutto.
Ordinaria amministrazione in questo quartiere.
-Ti pagano? gli chiedo. Scuote la testa.
-Nemmeno la colazione?
-No, sono volontario.
-E quanto ci stai qui?
-Fino all’una.
-Te la offro io la colazione. Ma non si può muovere.
-Se mi fregano i volantini?
-Figurati, gli dico, se non li vuole nessuno! Ma è ligio.
-Va bene, propongo, gli faccio la guardia io. Vai a fare colazione.
Accetta e va. Faccio la guardia ai volantini del PD. Nessuno li insidia. Torna quasi subito. Ma la colazione se l’è offerta da solo.
Basta bighellonare. Cammino di buon passo verso S.Maria Maggiore, giro intorno alla Chiesa e ritorno indietro spedita. Scendo lungo la Merulana, prendo la Labicana e arrivo al Colosseo. Poi rientro nel parco, lo attraverso e sono a casa. Sto entrando nel portone e mi ricordo le scatolette delle gatte. Torno da Claudio e approfitto per prendermi un altro caffè lì vicino. Fa schifo.
A casa faccio un bilancio. I due caffé: negativo. Il beso della spagnola: positivo. Il ragazzo che leggeva Bacchelli: positivo. I volantini del PD: negativo. (Quattro frasi vaghe. La foto di Veltroni con le sue guanciotte da puffo). Il gazebo distrutto: negativo.
Il volontario solerte: positivo.
Bilancio: in parità.

12 commenti:

  1. Un pareggio mi sembra già un buon risultato...

    RispondiElimina
  2. no, marina, questo non mi sta bene.
    Veltroni non ha assolutamente la faccia da Puffo!!!
    da TopoGigio, casomai ;D

    un saluto,
    ilpiccoloLord :)

    RispondiElimina
  3. Bellissima giornata, però. Mi ha un po' ricordato Caos calmo.

    RispondiElimina
  4. Non hai detto che di positivo c'era prendersi una bella giornata per passeggiare e bighellonare, quindi sei in attivo... Un abbraccio, Giulia

    RispondiElimina
  5. A me sembra una bella giornata.

    RispondiElimina
  6. Che bello! Ho passeggiato con te per le strade di Roma.Abitavo in via dello Statuto,lo sai, e quei luoghi erano i miei.
    E quoto il piccolo lord, faccia da topo Gigio,che mi è sempre stato sugli zebedei. Troppo melenso.
    Un bacio....

    P.S, Quando ne avrò la forza, mi immergerò nella lettura del post precedente, magari a sbalzi, come facevo a scuola :-))

    RispondiElimina
  7. Per la par condicio però , avresti dovuto offrire la colazione anche alla ragazza del gazebo .

    RispondiElimina
  8. Leggo con sempre maggior piacere le tue cronache quotidiane e sei quasi riuscita in un impresa che pensavo disperata: farmi scegliere in quale città trascorrere gli anni della pensione. Mi vedo già a settant'anni a mangiare panini vagabondando come Donnigio. O con Donnigio.

    RispondiElimina
  9. @ Finazio spero di essere ancora in vita per quando ti trasferirai a roma per la pensione. Intanto però potresti fare una gitarella...

    @ anonimo: la ragazza di AN per me se la può far offrire da Alemanno la colazione!

    @ Anna, a differenza dei tempi di scuola, se resti indietro con i miei post, io non ti metto una insufficienza! fregatene e basta

    @ piccolo lord: vada per quel moralista di Topo Gigio

    a furor di popolo rivaluto la mia mattinata: bilancio positivo!

    RispondiElimina
  10. Se tutti vivessero il proprio quartiere così sarebbe davvero un mondo migliore!
    Non sai con quanto piacere mi sono goduta il tuo racconto. Bellissimo

    RispondiElimina

Non c'è niente di più anonimo di un Anonimo