giovedì 13 marzo 2008

incontrarsi e dirsi addio?

È più facile fare amicizia in rete, attraverso chat, forum, blog ecc, senza conoscersi di persona?
O è attraverso il contatto diretto, visivo, dei corpi, che l’amicizia nasce più spontaneamente?
O, più generalmente, in che cosa consiste la differenza, rispetto al crearsi di un’amicizia, tra questi due canali?

Ci riflettevo perché il nostro comune amico Daniele, il rockpoeta, sta preparando per maggio un incontro tra blogger che sono diventati amici attraverso i loro blog. Cioè leggendosi, parlandosi, scambiando umori, osservazioni, idee, e partecipando, anche, alle gioie o ai dolori gli uni degli altri.
L’incontro si terrà nella mia città, ma io non so se vi parteciperò.
La ragione ha pochissimo a che fare con il tema di questo post. Semplicemente l’idea di avere un impegno ad una così lunga scadenza mi precipita nell’ansia; mi fa sentire prigioniera, ingabbiata, e mi pesa come un dovere da assolvere, anche se l’impegno era nato come piacevole. Idiosincrasie che ho imparato a rispettare, senza farmene una croce. Non le nascondo neppure, tanto so che ognuno ha le sue. Anche se non le denuncia.

Ma, in aggiunta, sulla opportunità di questi incontri ho un certo scetticismo. Trovo che il passaggio da una conoscenza così immateriale, come quella attraverso la rete, ad una conoscenza di persona, “integrale” comporti dei rischi più ancora che delle opportunità.
A maggior ragione se avviene in tanti ed in una circostanza “conviviale”, in cui si diventa subito chiassosi e ridanciani, goliardici, qualunque sia l’età media.
In effetti, in incontri di questa natura, non ci si ”incontra” affatto, ci si sfiora. Non ci si parla, si scambiano battute, non ci si conosce di più, perché ci si occulta meglio.
Può essere simpatico e piacevole lo stesso, ma, secondo me, non si dà affatto un' opportunità in più al sentimento di amicizia, già nato in rete, di rafforzarsi e affermarsi davvero.
C’è anzi il rischio che una simpatia, nata sul sentiero delle parole, naufraghi di fronte a messaggi mandati dal corpo, dagli sguardi, dalla mimica, dalla prossemica, dai gesti, da particolari banali, sciocchi, come un vestito, un profumo, un vezzo qualsiasi.
Già molto diverso è un incontro a due, in cui si ha davvero l’opportunità di parlarsi, di avvicinarsi l’uno all’altro, in cui l’innocente particolare che potrebbe non piacerci, può essere riscattato e messo in ombra dallo sguardo, dal calore della voce, dal gesto spontaneo.

C’è poi il problema della autocostruzione che ognuno di noi opera nel proprio blog.
È umano e comprensibile il desiderio di ognuno di noi di dare di sé l’immagine migliore, sia pure senza arrivare alla mistificazione e alla menzogna. Di porgersi sotto la luce che meno ci ferisce, da quell’angolatura particolare che smussa le rughe del nostro carattere e della nostra personalità. Quando si decide di incontrare di persona qualcuno che si è conosciuto solo attraverso le sue parole -che, per quanto scritte di getto, sono SEMPRE filtrate- si accetta implicitamente di sottoporsi ad un esame, ad una prova di attendibilità.
Ci si può “riconoscere”, o anche trovarsi diversi, ma piacevolmente, di incappare nella bella sorpresa che ci fa dire: è ancora più simpatico/a, ancora più intelligente, ecc.

Il punto, forse, è che attraverso il blog o la chat, passa l’immateriale, parole, concetti idee. Mentre nell’incontro il corpo intero interviene, di persona.
Il canale comunicativo si allarga, passano molte più cose.
Ma tutte queste cose, secondo me, debbono poter passare assieme alle parole. Non debbono restare le sole cose che passano, altrimenti siamo alla scommessa al buio e il puro corpo può, da solo, minare la piccola costruzione amichevole che le parole -la nostra mente e il nostro cuore insieme- avevano costruito.
Temo che in incontri in gruppi, numerosi, allegri e confusi, passi molta esteriorità e poca interiorità. Non intendo dire che precludano –e meno male!- la possibilità di parlare dei massimi sistemi -non è questo lo scopo dell'incontro- ma che non ci si parla affatto.Di questi incontri, che dovrebbero aiutare a conoscersi e che si risolvono in un nulla di fatto, ne ho conosciuti molti, è da qui che nasce il mio scetticismo.

A metà maggio, comunque, un paio di ore prima –che è il massimo di anticipo che mi concedo- deciderò se buttarmi anche io, allegramente e sconsideratamente, nella mischia.

16 commenti:

  1. Ho le stesse perplessità ma in parte sono anche curiosa. Non so, ci devo pensare. In questo momento sono sfiorata da due desideri contrapposti: lascire all'impalpabilità della rete questi incontri mantenendoli nel fascinoso mantello del mistero o dargli, come tu dici,una carnalità impietosa ma vera? Vado a riflettere.

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  2. L'empatia che può nascere frequentandosi in rete, nelle nostre discussioni tra blog non può assolutamente essere considerata un'amicizia che ha bisogno di un contatto anche fisico e di una conoscenza molto, molto più profonda.
    Detto questo, non vedo "pericoli" in incontri come questi. Se le aspettative non sono alte (e credo che in ogni caso non possano esserlo) diventa solo un bel momento da passare in compagnia...

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  3. A mio avviso tutto dipende dalla maturità delle persone.
    La mia esperienza, per il momento è positiva.
    Lo scorso anno ho conosciuto personalmente Alessio, titolare del bel blog di critica storica, persona gentile, onesta e disponibile. Poi ci siamo rincontrati a inizio anno per andare a trovare un altro blogger, Andrea, che si occupa di critica cinematografica e storia del cinema. Anche questi di ampie vedute, colto, aperto.
    Certo, in rete s'incontra di tutto, come nella vita d'altronde, sta a noi decidere se essere amico del panettiere, del portiere, del re, della regina, del politico, o essere semplicemente vicino di vita, passante che saluta e se ne va.
    Dopotutto, la vita è un palcoscenico, un bel palcoscenico colorato da osservare e partecipare.

    Felicità.

    Rino, invitando.

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  4. Concordo. In gruppo, come dici tu, ci si sfiora ma non ci s'incontra davvero. E questo a me fa paura. Mi fa paura il pensiero di poter essere fraintesa. Mi spiego.
    Nel mio blog io parlo molto di me, e ci metto cose (idee, pensieri ed emozioni) che nella vita reale spesso e volentieri taccio o non esprimo [come ad esempio quando parlo di 'eros': ne parlo perché trovo difficile esprimerlo nella realtà delle mie giornate]. Questo, però, posso esprimerlo a tu per tu, in un incontro con qualcuno con cui si instaura una certa sintonia, un accordo di sensazioni e punti di vista.
    In un gruppo che si incontra e si conosce magari davanti ad una pizza e birra, il massimo che si può fare è proiettare sull'altro (sconosciuto) le idee preconcette che ci eravamo già fatti di lui leggendo il suo blog... E qui si entra in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire: perché gli altri, ora, avranno dato un volto al tuo blog, ma non un'anima a quel volto.
    Grazie, Marina, per le tue belle riflessioni.
    V

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  5. Tu Marina lo sai come la penso in proposito. Incontrerei anche domani gli amici che ho sul blogroll, e anche tutti insieme. Ma un raduno oeanico, con tante persone che non conosco, mi ricorda troppo certi party che rifuggo con tutta me stessa.
    Finirei per vedere tante facce nuove, scambiare una parolina con questo e con quello e tornare a casa con nulla in più o in meno.
    Però il desiderio di conoscere tutti voi che amo,quello ce l'ho e fortissimo. Ci sto lavorando :-)

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  6. Marina, l'idea di un incontro di "gruppo" così inteso...non mi interessa affatto. L'ultima volta che ho partecipato ad una cosa simile, è stato nel 1996. Ho incontrato, a distanza di un anno, quelli che avevan fatto il militare con me a Viterbo. In quel caso, ci si conosceva gia...e gli argomenti eran ben rodati...donne e motori. Mamma mia!!!!! Diciamo che a me piace l'incontro "rilassato e individuale...tipo quello tuo e di Anna". Parto dal presupposto che non ho aperto un blog per essere diverso da quello che sono. Non l'ho aperto per nascondermi dietro ad un monitor. Non l'ho aperto per cercare amici virtuali. Non l'ho aperto per passare il tempo la sera. L'ho aperto per condividere i miei pensieri... senza aver paura dell'incontro vero. Anzi, ben venga. M'è gia successo...e spero succeda ancora e ancora. C'è tanta gente che voglio conoscere di persona...
    Non ho nessun interesse a starmene dietro la scrivania a vantarmi di quanto sono bravo "a parole". Io sono proprio quel Donnigio di cui scrivo. Il mio non è un nomigliolo di chi si maschera nell'etere. Donnigio è semplicemente il mio "nome d'arte" di musicista... Tutto qui.

    Non condanno affatto questi mega incontri bloggers....ma io, sono uno che riesce a fare solo UNA COSA PER VOLTA e detesta ogni tipo di confusione...

    Un abbraccio Marina ;-)

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  7. Ha ragione Franca..
    spero che due ore prima allegramente e sconsideratamente sarai nella mischia..
    ciao
    g

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  8. Io ho incontrato diverse persone conosciute tramite blog (ma sempre singolarmente e mai in occasioni del genere).
    Una persona l'ho coinvolta persino (per qualche tempo) in un lavoro che ho portato avanti quest'estate.
    Non sono mai rimasto deluso, anzi, e in più di un'occasione ne è nata anche una bella amicizia.
    Quindi, di massima, io sono favorevole, anche se queste cose di gruppo, per indole, le evito ben volentieri :-)
    Ciao D

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  9. Questi sono dubbi che attraversano tutti noi. Io sono curiosa di conoscere i blogger che frequento e che mi ispirano simpatia. Lo so che i rischi sono quelli che hai detto tu, ma la mia curiosita' e' proprio quella di conoscere meglio queste persone attraverso l'aspetto, i modi, il corpo.
    Di sicuro pero' anch'io rifuggo dagli incontri collettivi. Sara' che sono timida e che mi esprimo meglio a tu per tu ma sono convinta anch'io che in gruppo passi piu' esteriorita' che interiorita'.

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  10. certo,la realtà potrebbe deludere.o magari riservare piacevoli sorprese,o conferme,nn possiamo saperlo finchè nn si prova.nn credere che stia tentando di convincerti ad andare,io nn potrò esserci ma x altri motivi,e ne sono dispiaciuta, mi sarebbe piaciuto molto incontrarvi,proprio per dare un volto alle persone con le quali quotidianamente o quasi dialogo.chiamala curiosità,nn so,amicizia è una parola un po' forte,per quanto sia già amicizia,ma virtuale,è vero.........sono sicura che qualsiasi decisione tu prenda,sarà quella migliore x te!baci da un'amica virtuale.alla quale però nn dispiacerebbe affatto incontrarti,prima o poi!

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  11. Rifletto sulle vostre considerazioni.
    anche a me piacerebbe incontrare tutti voi, ma... a piccole dosi ;-)
    marina

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  12. secondo me il passo più convincente è quando fai una differenza fra legami immateriali e rapporti faccia a faccia.
    in una conversazione nella mia città corrado augias disse che lui tende a non invitare gli autori alla presentazione del loro libro. perchè spesso aveva constatato l'abisso esistente fra la loro opera scritta e la loro persona.
    a me è capitato una sola volta di incontrare faccia a faccia uno dei miei più apprezzati amici di blog: in questo caso c'era una corrispendenza perfetta fra "autore" e "persona". ma il bello era approfondire la conoscenza, parlare della vita familiare e professionale, riprendere argomenti già trattati.
    e per fare questo ci vuole tempo. credo, dunque, che un rapporto diretto duale o comunque di piccolo gruppo favorisca il passaggio dalla comunicazione virtuale a quella di "corpo intero"
    grazie per questa riflessione che , in un altro contesto e con altro tema di fondo, è già stata un mio oggetto di riflessione:
    http://www.amalteo.splinder.com/post/12046867/Pensieri+sui+Blog+e+sulle+Z-Li
    ciao
    a rileggerci

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  13. Ho dovuto riflettere per un po', prima di risponderti. Sono una neofita del blog e questi "pensieri e parole" a distanza mi affascinano. Non ho mai avuto molti amici/amiche ed è strano che ora - invece - se riferisco a mio marito di qualche commento ai miei post, esordisca dicendo "oggi un mio amico mi ha scritto...". Amico? Amica? Perché no? Mi fa piacere dirlo, anche se non è corretto. L'incontro conviviale? Non mi alletta, perché è vero che forse ci siamo un po' "geneticamente modificati" per esporci in rete. Lo confesso: mi sono autofotografata nel mio studio, con gli occhialoni, e ho messo sulla foto pure una sfumatura arcobaleno: per fare pendant con la testata? Ma de che! Per nascondere un po' di... come si chiamano? quelle cose che vedi moltiplicarsi inesorabilmente sulla faccia una volta passati gli ... anta? righe? roghe? raghe? non riesco nemmeno a scrivelo! L'ho fatto per quello, e dunque sono io, ma non proprio. L'incontro conviviale, dunque, no. Come "no" alla rimpatriata tra ex compagni di liceo: li ricordo così, e non li voglio vedere pelati, appesantiti, invecchiati. E non voglio che loro vedano me, non pelata, ma... insomma... Ma un'eccezione c'è stata: il primo blog che ho visitato è stato quello di Max (n° 1 nella mia blogteca): l'ho visitato perché di Ostia, come me. Da lì, scambi reciproci di commenti e un paio di settimane fa è venuto a trovarmi. Ma è stato un tete-à-tete, e piacevolissimo.
    Ora chiacchieriamo anche su Messenger, ogni giorno: quasi un altro blog, in "intimità".
    Lo considero un amico, ma credo sarà un'eccezione... Un saluto.

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  14. Daniele Verzetti, Rockpoeta14 marzo 2008 10:29

    Ciao Marina

    In parte concordo con te.

    Vanno fatte alcune considerazioni

    1) non saremo tantissimi non ho fatto il conto ma non sareme certo 50 lol

    E' vero che incontrarsi a piccoli gruppi può essere meglio ma (dicendola alla Veltroni) anche no

    Non conoscendosi se non virtualmente in caso, come tu dci, di delusione, ti tocca cmq sorbirti l'incontro lol (se la persona non è della tua città è dura mollarla dopo che si è fatto centinaia di km lol... che cinico che sono uff... lol)

    2) Dare il meglio di sè: per quanto mi riguarda dare il meglio di sè nel mio blog ha significato non parlare (non farlo spesso almeno lol) della mia lotta per un editore importante. Ma poi, forse, ho messo in mostra la parte... "peggiore" di me lol

    Quella sempre impegnata, seria, che concede poco al sorriso ed anche ad una risata liberatoria (cosa che commentando su altri blog invece grazie anche ai temi che trattano mi concedo)

    Con alcuni ci si conosce già un po' di più (per mail, di persona - tu conosci Anna Miss Kappa che verrà - io invece Pasquale Emolo, ooppure per tel o cmq per mail) con altri il desidero di incontro e di parlarsi esiste. E' vero che non conoscendosi ci di dovrà "scaldare" per poter entrare più facilmente in confidenza ma penso che essere se stessi con naturalezza aiuterà a far passare indenni questo passaggio iniziale :-)))

    Io vorrei riuscire ad organizzare un incontro che partisse già dal pomieriggio per poter scambiare in gruppo più parole. Pensavo anche ad un mio reading così mi "odiate" subito e non se ne parla più lol! Ma questa mia idea è tramontata perchè desidero sia un incontro tra noi senza star cosa che io non mi sento affatto.

    Questo incontro poi io lo consideravo come un "assaggio propedeutico" alla possibilità di incontrarsi poi successivamente anche a piccoli gruppi o anche a due dopo che si è fatta una conoscenza "fisica" (non equivochiamo ehm lol) iniziale.

    Al momento SICURI 12, me compreso, tra i quali Duccio, Miss Kappa e se non ho inteso male Finazio.

    Poi sette od otto incerti. poi altri che ancora non sanno i loro impegni ed altri ancora che se si replicasse a milano verrebbero

    Come vedi non saremo un esercito :-)))

    Io vedo di organizzare il tutto con l'aiuto spero anche degli altri lol, e se vuoi esserci per me, per tutti noi penso, sarà un onore ed un immenso piacere.

    Ciao
    Daniele

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  15. @ amalteo, ho letto e commentato da te, grazie del tuo intervento
    @bastian cuntrari, ti capisco, rispetto ai compagni di liceo. Non vogliamo vedere i segni del tempo su di loro o lasciar vedere i nostri.
    @ daniele: sono contenta che tu abbia capito che non ti volevo boicottare. Anzi ti auguro un bel successo.
    ciao marina

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  16. @ amalteo, ho letto e commentato da te, grazie del tuo intervento
    @bastian cuntrari, ti capisco, rispetto ai compagni di liceo. Non vogliamo vedere i segni del tempo su di loro o lasciar vedere i nostri.
    @ daniele: sono contenta che tu abbia capito che non ti volevo boicottare. Anzi ti auguro un bel successo.
    ciao marina

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