giovedì 24 gennaio 2008

morale laica

C’è un altro piccolo libro che vorrei segnalare. “Essere laico” dei tascabili Bompiani. In esso Alain Elkann intervista Umberto Veronesi.





Sollecitato dalle domande garbate, ma precise e stringenti di Elkann, Veronesi racconta la sua vita, da quando resta orfano di padre a soli cinque anni, fino all’oggi e al suo impegno nella battaglia per sconfiggere il cancro ed insieme in quella per venire incontro a molti dolori, non solo del corpo, di donne ed uomini del nostro paese.
Naturalmente, come dichiara il titolo, il tema del rapporto tra la religione e la scienza, è al cuore dell’incontro e secondo me l’immagine che ne esce di Veronesi è quella di un uomo molto religioso. Di una religiosità che si chiama empatia, solidarietà, partecipazione alla sofferenza della famiglia umana.
A mio avviso le sue parole, ma la sua vita stessa, dimostrano che concetti come spiritualità, religiosità e moralità vanno al di là della partecipazione a questa o quella dottrina religiosa. Sono, o non sono, iscritte nella coscienza di ogni uomo.

All'ultima domanda: "Professore, lei ha trascorso un'infanzia cattolica e una vita adulta da laico. Pensa che la vita si attraversi meglio con la fede o senza fede?"
Veronesi risponde:
"La fede in Dio e la conseguente sottomissione alla Sua volontà rappresentano una limitazione alla nostra libertà di pensiero. Rompere questo vincolo è un atto di coraggio che si deve accompagnare però a una nuova consapevolezza sulle responsabilità che si uniscono a questa conquista.Essere laici significa quindi essere liberi, ma eticamente responsabili, non più nei riguardi di Dio, ma nei riguardi dell'umanità. A queste condizioni la vita diventa più piena e più ricca."

Io mi permetto di aggiungere alla umanità, anche le altre creature animali.

9 commenti:

  1. Condivido ed aggiungo: sarà per questo che molti preferiscono pensarsi religiosi? Sentirsi liberi ed eticamente responsabili non è per tutti...ci vuole una buona dose di coraggio ( per volersi libero) e senso civico( per vivere responsabilmente). NO,no, no, non è decisamente una dimensione mentale che mi sembra abbondare.

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  2. Questa è l'unico genere di religiosità che porrebbe fine a tutti i soprusi.Mi parrebbe così semplice attenersi ai suoi precetti,indipendentemente da un bisogno intimo di credere in qualcosa di divino.Evidentemente è quasi impossibile,un'utopia.
    Cristiana

    PS: Devi fare il copia e incolla,sia col www... che col talloncino

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  3. Daniele Verzetti, Rockpoeta24 gennaio 2008 13:38

    Ci sono anche credenti "laici" ossia rispettosi delle idee altrui e liberi ma eticamente responsabli verso tutto e tutti(natura, animali, esseri umani).

    Sono coloro che non alzano la voce per lanciare anatemi o "editti" ma che hanno davvero dentro di loro Dio nel cuore. E la libertà nel sangue.

    Purtroppo non sono in Vaticano e neanche alla direzione del Foglio...

    Ciao Marina :-)))
    Daniele

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  4. Non ho nessun dubbio in proposito Daniele, ne conosco e li rispetto.
    Come dici tu, non sono in Vaticano né al Foglio...
    ciao marina

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  5. Mi piace molto questa risposta di Veronesi.

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  6. Se avrò tempo, seguirò la tua segnalazione e leggerò questo libro, sollecitata anche dalla sua brevità. L'altro non lo leggo, non posso affaticarmi troppo :-)
    Magari poi, una notte, me lo racconti.
    Bacio.....
    Anna

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  7. Bello sempre quello che dice Veronesi. Vorrei che i credenti che non condividono si facessero sentire... Giulia

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  8. ho scoperto il professore Veronesi domenica scorsa, in un'intervista da parte di Fabio Fazio a CheTempoCheFa... mi ha davvero stupito il suo carisma! Mi informerò sicuramente di più su una grande persona come lui..

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